Come un tuono – l’America di provincia tra ombre e destini ineluttabili

Regista: Derek Cianfrance

Durata: 140 minuti

Data uscita: 2012

Titolo originale: The place beyond the pines 

Tre atti, protagonisti diversi, lo stesso desiderio di ribellarsi al proprio passato e al proprio destino.

Dopo il sentimentale e spiazzante Blue Valentine, Derek Cianfrance torna a dirigere Ryan Gosling in Come un tuono, suo terzo lungometraggio.

Sovvertendo alcune delle regole non scritte del moderno cinema d’azione, il regista statunitense racconta vite diverse legate tra loro da un unico avvenimento, ma senza utilizzare flashback: la narrazione procede in ordine cronologico ed è divisa in tre parti, ognuna con interpreti diversi.

Protagonista del primo atto è Luke Glanton (Gosling), stuntman multi-tatuato e silenzioso, che gira il paese con un circo itinerante e con il suo formidabile spettacolo di motociclette, il “globo della morte”.

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Full Metal Jacket – Come perdere fiducia nell’Umanità del genere Umano

“Ognuno di noi, che lo voglia o meno, è in parte affascinato dalla violenza. L’uomo dopo tutto è il killer meno provvisto di rimorsi che abbia vissuto sulla Terra, e quella fascinazione dimostra che siamo assai poco dissimili dai nostri antenati più remoti”.

Stanley Kubrick

Nel corso della sua carriera cinematografica lunga quasi mezzo secolo, iniziata nel 1953 con Fear and Desire e conclusasi nel 1999 con Eyes Wide Shut, Stanley Kubrick è riuscito, attraverso il grande schermo, a realizzare numerose riflessioni sul senso della vita, sul nostro mondo, sulle contraddizioni e i paradossi che lo caratterizzano, sull’universo che ci circonda e in particolare sull’essere umano.

Per decenni il regista è stato in grado di distillare l’essenza dello zeitgeist, lo spirito del tempo”, come afferma John Baxter nella sua biografia, creando una galleria di immagini indelebili che sopravvivranno finché esisterà il cinema.

Tutto questo spaziando dal genere fantascientifico a quello storico, dall’Horror al drammatico e soffermandosi in particolare sul tema della guerra.                                  Kubrick era affascinato da quest’ultima concepita sia come istinto umano legato indissolubilmente agli altri, amore compreso, sia come meccanismo razionale che è in grado di produrre soltanto eventi irrazionali.

A partire da Orizzonti di gloria, proseguendo con Spartacus e infine con Il dottor Stranamore e Barry Lyndon, Kubrick era stato sempre il regista dei conflitti, sia psicologico che reale. Questa volta scelse un’ambientazione storicamente più vicina alla sua epoca: la guerra del Vietnam.

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Good Time – L’eroica caduta di un perdente

C’è un momento, in Good Time, nel quale il protagonista Connie saluta un autista di bus dicendogli “Dio la benedica”, per non destare sospetto e non dare nell’occhio, per non far capire che l’uomo con sé è un paziente fatto evadere da un ospedale, per darsi un tono e fingere di essere il bravo ragazzo che è. Il contrasto nell’opera degli emergenti Josh e Bennie Safdie è tutto qui, a partire dal titolo: Good Time come i 100 minuti che lo spettatore trascorre durante il film, ma anche l’opposto di quello che un Robert Pattinson eccezionale nei panni di Connie Nikas vive nelle 24 ore scarse di narrazione del suo good time (la libertà dal carcere per buona condotta), che con ogni probabilità si era guadagnato con tanta fatica.

Questa piccola perla del cinema contemporaneo non è solamente una tragica cronaca di un ragazzo dei bassifondi newyorkesi condita da una colonna sonora martellante, ma è figlia di una sceneggiatura ricca di elementi che la rendono un’esperienza unica e ad alta immersività.

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Il Filo Nascosto – L’Amore lucreziano nell’Estetismo di P.T.Anderson

Che significa amare? Cosa vuol dire innamorarsi di una persona? Nell’antichità, mentre tutti i poeti definivano l’amore come affettività, passione, o divertimento, Lucrezio usò un unica parola per descrivere l’esperienza amorosa: controllo. Incostante, crudele, controllo. Secondo Lucrezio infatti l’essere umano non è diverso da un animale e l’amore non è che una mistificazione del rapporto sessuale.

Il filo Nascosto

In questo distaccato materialismo, l’amore porta solo sofferenza a chi lo prova. L’uomo infatti soffre particolarmente, perché non riesce a controllare l’amato/a perché questo/a  tende a non lasciarsi sottomettere. Secondo il poeta quindi, in linea con le teorie epicuree, l’amore non può garantire l’atarassia, ovvero l’assenza di turbamento, poiché rende l’uomo psicologicamente fragile e bisognoso di stimoli che non può ritrovare in sé stesso: dunque è qualcosa da evitare.

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Gian Maria Volonté – L’Estetica del/nel Conflitto

Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.

Gian Maria Volonté

In Italia, nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli ’80, fare cinema è tutt’altro che semplice. Gira un aria da maccartismo: oppositori politici, intellettuali difformi, attori non allineati, avvocati e filosofi tutti sono papabili per cadere nella tela di ragno della giustizia, tesa su un baratro nero che inghiottirà centinaia di vite negli anni. Un vento di piombo tira per strada e nelle piazze: tra esecuzioni sommarie, carcerazioni molto preventive e gogne mediatiche, la stagione della caccia al capro espiatorio è aperta nel bel paese e non si risparmiano cartucce. Nonostante la paura strisciante, c’è ancora chi si alza in piedi e dice di no; come un attorucolo barbuto e mezzo straccione, che non perde occasione per urlare tutto il suo disprezzo in faccia a giudice giuria e boia, dentro e fuori dallo schermo, mentre interpreta il copione della sua vita.

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Mario Brenta- Il cinema e la poetica delle cose

Il 4 ottobre 2018 è stato ospite, della Palestra del cinema, Mario Brenta regista, sceneggiatore e direttore della fotografia italiano. Appena arrivo alla conferenza Brenta è seduto in un angolo della sala. Gli chiedo con un po’ di imbarazzo se posso rivolgergli qualche domanda e lui con molta gentilezza acconsente. Dopo aver tenuto una lezione sulla sceneggiatura, io e Brenta andiamo un attimo in disparte per parlare in privato. Questo è quanto mi ha detto.

Brenta

 

Signor Brenta, come si è avvicinato al cinema?

Ho sempre amato il cinema. In particolare mi piaceva l’odore della pellicola, quando da negativa diventava positiva. Quell’odore era molto buono. Poi quando ero bambino vidi girare un film davanti alle finestre di casa. Ero estasiato. Mi affascinava vedere la macchina da presa: un enorme macchinario con un piccolo omino dietro i proiettori accesi. Ero daltonico, quindi non potevo fare l’operatore. Così mi balenò l’idea di fare il regista, anche se era solo un’idea e non una vera intenzione. A quel tempo andavo molto al cinema. Quando avevo sedici anni andai al cinema convinto di vedere un giallo, poi però mi accorsi che quel giallo era stato sostituito da un altro film. Mi trovavo lì, quindi andai in sala…

Che film vide?

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I migliori film in Tv oggi in Seconda Serata – Consigli Notturni

Una rubrica per non perdersi mai i migliori film in tv.

Quante volte vi siete resi conto di aver perso un film bellissimo solo per il fatto di non aver guardato la programmazione o la guida tv? Quante volte i vostri amici cinefili vi hanno chiesto: “Ma hai visto che ieri sera davano Kill Bill in seconda serata?!” e voi avete dovuto abbozzare un impacciato cenno di assenso mordendovi le labbra non avendolo saputo prima? Questa rubrica nasce proprio per voi, smemorati e smemorate che  non riuscite mai a ricordare quando danno un film in televisione, questa rubrica nasce per consigliarvi i migliori film di ogni giorno in seconda serata, da gustarvi seduti sul divano insieme a pop-corn e birra.

Domenica 14 Ottobre

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Il Rinascimento Estetico dell’Occidente – L’Espressionismo al Neon

The Neon Demon

Nel nuovo secolo, il 21esimo, che stiamo vivendo in pieno, possiamo osservare autori con visioni cinematografiche precise e personali. Registi con idee chiare su cosa rappresenti per loro il Cinema e su come rappresentarlo (e su come realizzarlo per il pubblico), non sono presenti solo nella florida e sempreverde Asia, ma anche nel vecchio continente e oltreoceano.

Un nome importante e prestigioso è senza dubbio il danese Nicolas Winding Refn che, specialmente nei suoi ultimi film ha plasmato uno stile unico ed affascinante e, cosa non meno importante, in continua evoluzione. Valhalla Rising (2009), Drive (Premio per la regia a Cannes 2011), Solo Dio perdona (2013) e The Neon Demon (2016) sono tutte opere seducenti e praticamente perfette dal punto di vista visivo. Lo spettatore si lascia trasportare, viene travolto da un flusso inarrestabile, un’odissea di sensazioni che si trasformano in un’esperienza sensoriale completa. Refn si ispira a Maestri assoluti come Lynch e Jodorowsky per costruire pellicole dal taglio surrealista che rimangono certamente impresse nella mente a causa di un’estetica al neon e psichedelica che raramente si vede realizzata con tale potenza e consapevolezza.

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I migliori film in Tv oggi in Seconda Serata – Consigli Notturni

Una rubrica per non perdersi mai i migliori film in tv.

Quante volte vi siete resi conto di aver perso un film bellissimo solo per il fatto di non aver guardato la programmazione o la guida tv? Quante volte i vostri amici cinefili vi hanno chiesto: “Ma hai visto che ieri sera davano Kill Bill in seconda serata?!” e voi avete dovuto abbozzare un impacciato cenno di assenso mordendovi le labbra non avendolo saputo prima? Questa rubrica nasce proprio per voi, smemorati e smemorate che  non riuscite mai a ricordare quando danno un film in televisione, questa rubrica nasce per consigliarvi i migliori film di ogni giorno in seconda serata, da gustarvi seduti sul divano insieme a pop-corn e birra.

 

 

Sabato 13 Ottobre

 

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The Booth at the End – Chi si nasconde nei dettagli, il Diavolo o l’Uomo?

Il diavolo si nasconde nei dettagli”.

Una delle frasi più ambigue che siano mai state dette, emerge con elegante prepotenza nella miniserie tv The Booth at the End – alla quale si è ispirato Genovese per “The Place”. L’origine della frase è incerta – addirittura sembra che la citazione originaria fosse “Dio si nasconde nei dettagli” – ma quel che è certo è che, episodio dopo episodio, questa si insinua nella mente dello spettatore come il più assillante dei dubbi.

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Settima Arte ISSN 2532-4217 (online) & Sito curato da Simone Puccio& Privacy PolicyLeggi Qui

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