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Forrest Gump

Un innocuo uomo seduto su una panchina a raccontare la sua vita a persone sconosciute in attesa di autobus, questo è Forrest Gump. Un uomo che non riesce a rendersi conto di quanto siano straordinarie le esperienze che ha vissuto fino al 1981, ma che ingenuamente è portatore di una profonda conoscenza della vita, forse proprio a causa del suo lento sviluppo cognitivo.

La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!

Questo capolavoro di Zemeckis e Tom Hanks vincitore di sei Oscar nel 1994 si inscrive naturalmente nel filone del realismo emotivo e, poiché narra la storia di un potente e vitale riscatto individuale, Forrest Gump è uno di quei film verosimili ed esistenziali che ci commuovono nel profondo.

Integrazione tra ingenuità e guerra

Forrest Gump

Questa storia di integrazione comincia quando il piccolo Forrest incontra Jenny, la donna della sua vita. I due bambini sviluppano un’amicizia capace di superare i limiti del fanciullo e in grado di stimolare le sue potenzialità.

Lo so che non mi crede se glielo dico, ma io corro come il vento che soffia! E da quel giorno, se andavo da qualche parte, io ci andavo correndo!

L’assurdo implicato nel suo talento per la corsa, scoperto casualmente cercando di fuggire dai bulli che lo perseguitano, rappresenta per Forrest il primo importante punto di svolta: è a partire da questo momento che inizierà ad essere il protagonista dei più grandi eventi storici americani di quegli anni.

Sempre con leggerezza e senza prendere consapevolezza infatti Forrest Gump si laurea per meriti sportivi grazie alle sue performance con la squadra di football, partecipa ai movimenti per l’integrazione razziale e alla guerra in Vietnam; durante l’addestramento stringe una grande amicizia con Bubba, un afroamericano con l’umile sogno di pescare gamberi.

Forrest Gump

Mentre si svolge la guerra Forrest scrive continuamente  Jenny, che nel frattempo ha imboccato una strada costellata da rischi e abuso di sostanze, venendo anche espulsa dall’Università.

Le discussioni tra il ragazzo e la ragazza sono alcuni dei momenti più pesanti del film perché durante queste scene possiamo contattare lo scontro tra due personalità inevitabilmente opposte e difficilmente sintonizzabili: lui, forzatamente ritardato e ingenuo ma portato quasi inconsciamente a fare la scelta giusta, e lei, così sicura di sé da arrivare a risultare quasi odiosa per il modo in cui si spreca.

Da imbarazzo ad esempio

Durante un’imboscata in Vietnam intanto il soldato Forrest riesce a salvare alcuni commilitoni, tra cui il severo Tenente Dan, ma non potrà far nulla per il suo amico Bubba, che muore tra le sue braccia.

Quando Forrest Gump apprende addirittura a giocare a ping pong, la fase della cosiddetta diplomazia del ping pong avrà inizio anche per lui; tra le sue ideali esperienze rientra anche la Medal of Honor ricevuta a Washington da Johnson per aver salvato i suoi compagni.

Forrest Gump

Il fil rouge del film è sempre la drastica alternanza tra i momenti parossistici delle magnifiche esperienze di Forrest e i fugaci, drammatici incontri tra lui e Jenny, ormai quasi del tutto irrecuperabile nella sua dipendenza dalle droghe.

Dopo aver realizzato il sogno di Bubba di pescare gamberi e aver guadagnato grazie all’attività tanti soldi insieme al Tenente Dan grazie a circostanze fortunate, l’ormai miliardario e famosissimo Forrest decide di ritirarsi nella casa d’infanzia in seguito alla morte della madre.

Corri, Forrest, corri!

Nell’ambiente rurale e isolato in cui è cresciuto viene raggiunto da Jenny, e Forrest le confessa il suo desiderio di sposarla. Il fatto che la ragazza faccia l’amore con lui, rifiutando la proposta perché consapevole di non meritare un uomo puro come Gump, potrebbe essere interpretato come l’apice del riscatto sociale ed esistenziale di Forrest.

Forrest Gump

Dal momento della fuga di Jenny avvenuta la mattina seguente, Forrest Gump trascorre tre anni a fare quello che gli riesce meglio: correre. Inizialmente per ritrovare il suo amore, poi semplicemente per inerzia, fino ad ammettere di essere semplicemente stanco di fronte ai media impressionati dal suo gesto.

Tornato a casa trova la lettera di Jenny che ricollega i suoi flashback alla panchina su cui è seduto nel 1981: Forrest è diventato padre e Jenny accetta di sposarlo prima di morire. Il nostro assurdo eroe realizza il suo riscatto nella maniera più naturale e profonda che si possa immaginare: accudendo suo figlio.

E se oggi invece il cinema non credesse più nel riscatto dell’uomo, nella narrazione del successo antropologico? Scopritelo nella sezione del Realismo Emotivo del nostro Annuario. Solo grazie a voi potrà diventare realtà:

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