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Ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità ubbidiscono all’ingiustizia.

-Lettera ai Romani 2, 8

Avevamo lasciato Matt Murdock (Charlie Cox)  sotto le macerie di un palazzo nel finale di The Defenders. Ma ora, il Diavolo di Hell’s Kitchen è risorto, e la sua giustizia calerà con furioso sdegno su coloro che osano commettere crimini nella sua città.

Così si apre la terza stagione di Daredevil: l’eroe cade al suolo, come un novello Lucifero bandito dal regno dei cieli e dalla sua luce. Ora, vi è solo oscurità.

Siamo al cospetto di una serie con una trama poliziesca e simile ad un thriller, ma con i toni solenni della Bibbia e le atmosfere sacre della religione. Inquadrature suggestive e forti di una loro liturgia incorniciano gli eventi. Tuttavia, la vera forza di questa nuova stagione dedicata al celebre eroe dei fumetti (creato da Stan Lee e Bill Everett) sono i suoi personaggi, le loro anime, i loro peccati e la loro possibilità di redenzione.

Wilson Fisk (Vincent d’Onofrio) è stato rilasciato dal carcere, e questo Murdock non può accettarlo. Si è battuto tenacemente in quanto avvocato per consegnare Fisk alla giustizia, solo per vedere tutto il suo lavoro vanificato. Allora, se l’uomo non può nulla di fronte all’iniquità dei malvagi, resta solo un’opzione: rilasciare il Diavolo.

daredevil

Rivela le cose recondite, facendole uscire dalle tenebre, e porta alla luce ciò che è avvolto in ombra di morte.

-Giobbe 12, 22

Puoi soffocare il diavolo, affamarlo se serve, rinchiuderlo; ma troverà un modo per tornare. C’è un solo modo per annientarlo: lasciarlo uscire.

Matt ha sempre cercato di agire secondo giustizia; cresciuto in una chiesa, ascoltava le preghiere delle persone e le loro sofferenze. Un bambino cieco, solo e abbandonato, arrabbiato con tutti e con tutto per la sua infanzia ingiusta.
Ha creduto, poi, che Dio gli avesse concesso le sue capacità, sacrificando la vista, così da poter diventare una specie di emissario celeste; ma ora quell’angelo custode è precipitato e, come nei racconti, è diventato il Diavolo.

Matt non crede più, ha perso la speranza e la luce. L’Oscurità risponde solo all’Oscurità. Non vuole smettere di aiutare la gente, ma nemmeno gli interessa più cosa vorrebbe Dio. E così, la giustizia per Murdock diventa un demone, assetato e, forse, non più tanto giusto.

Civile -“Ringrazio Dio che ci sei”

Daredevil  -“Lui non c’era, io sì”

daredevil

Matt, ormai, ha accettato di vivere in un mondo avvolto dalle fiamme, un inferno su cui  precipita una pioggia di lacrime e sangue. E in questo mondo, preferisce morire come il Diavolo, che vivere da uomo.
Siamo al cospetto di un eroe caduto, sconfitto e rassegnato. Ferito nel profondo, sanguina e non ha più speranza; non crede che le persone possano cambiare, che possano redimersi. E rinuncia perfino all’amicizia e all’amore. Murdock è stato messo in croce, ciò che gli resta sono sangue e cenere.

Viene dunque da chiedersi se eroe sia la parola giusta per Daredevil. Non ha dei veri super poteri, è un vulnerabile essere umano; il mondo lo ha deluso, sono stati superati dei limiti, oltre i quali finisce l’uomo e inizia il mostro. Il suo, adesso, è un cuore di tenebra.

Vi è un baratro nel nostro animo, e siamo alle sue soglie; cadere significherebbe perdere una parte di noi, la migliore, forse. E’ quello che è successo a Matt; non è riuscito a dominare le sue paure, non è riuscito a reagire, e questo ha risvegliato la sua furia primordiale. Una rabbia sopita in ognuno di noi, che si impossessa del nostro corpo e ci trasforma nei nostri demoni.

Questo cambiamento oscuro di Murdock capovolge, inoltre, la prospettiva su una delle sue principali caratteristiche: lui non uccide mai i criminali. Perché crede (o credeva) che tutti debbano avere una seconda possibilità; ora, però, che il diavolo si è impossessato di lui, lasciarli in vita è forse solo una condanna a vivere.

daredevil

Speravo il bene, ma è venuto il male; aspettavo la luce, ma è venuta l’oscurità.

-Giobbe 30, 26

Vi è un filo conduttore in questa terza stagione: l’Ira. Uno dei sette peccati capitali, che affligge tutti i personaggi. Nessuno, in Daredevil, è davvero innocente. Nemmeno i “buoni”. E questa nube tossica sembra avere origine da una figura cardine della serie, l’avversario del Diavolo, Wilson Fisk.

Fisk sembra quasi il vero protagonista della storia. Un villain con una presenza fisica che domina sempre la scena, imponente, e  dotato di un’intelligenza subdola, che non lascia nulla al caso, al punto tale da insidiare lo spettatore col sospetto che dietro tutti gli eventi della serie, dall’inizio alla fine, ci sia lui. E’ una minaccia temibile e imprevedibile, e anche quando sembra più inerte e vulnerabile in realtà è lui ad avere il controllo e a manipolare la situazione.  Eppure, nei suoi atteggiamenti, sembra essere solo un bambino spaventato, timorato non di Dio, ma del mondo; ma proprio questa paura lo rende la persona spregevole e iraconda che riesce a tenere sotto scacco persino il diavolo.

Infatti, Murdock sarà messo a dura prova da Fisk; non fisica, ma psicologica. Perché Wilson accetta la sua natura diabolica, la natura umana; mentre Matt è in perenne conflitto con sé stesso, un conflitto che Fisk alimenta, insinuandogli il dubbio che la violenza inflitta ai criminali gli piaccia in maniera morbosa. E che la maschera da Daredevil  potrebbe in realtà essere il suo vero io, e non un alter ego. Una maschera per star bene con ciò che si è veramente. E allora viene da chiedersi quale tra l’Avvocato e il Diavolo sia la copertura, e quale la vera identità.

Così, Daredevil realizza un scontro tra Bene e Male complesso, fatto di sfumature difficili da distinguere, e che capovolge la più tradizionale delle simbologie: Wilson Fisk, infatti, è vestito nel Bianco, ad incarnare la purezza, di un colore, però, facile da sporcare; Murdock, invece, veste il Nero di un’oscurità abissale, in cui, più che affrontare il suo nemico, affronta sé stesso.

Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male.

-Deuteronomio 30, 15

daredevil

Alla fine noi siamo il nostro nemico peggiore, noi siamo il nostro Diavolo. Quando la giustizia diventa vendetta, quando la violenza ci gratifica, quando la rabbia ci trasforma in belve; e questo succede quando non sopportiamo più le vessazioni del mondo e le delusioni cui facilmente andiamo incontro. E’ il fardello di ogni essere umano. Alla fine si tratta di scegliere se avere fede in chi eravamo e in chi possiamo essere, o se cedere definitivamente alle ombre.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati

-Vangelo secondo Matteo 5, 4

La Mitologia dell’Anti-eroe, cosa significa? Ne parleremo nel nostro annuario. Solo grazie a voi potrà diventare realtà.

https://www.produzionidalbasso.com/project/l-annuario-de-la-settima-arte/

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