Autore: Davide Leccese (Page 1 of 2)

Soldado – Violenza e (poca) compassione

Denis Villeneuve non c’è più. Johann Johannson e Roger Deakins neanche. Ma il Messico è ancora lì e i suoi cartelli anche. E’ quella l’anima di Sicario e quel luogo infernale che viene raccontato nel primo film, in Soldado è ancora intatto. E come se non fosse già abbastanza un inferno da solo, stavolta Alejandro Gillick (Benicio Del Toro) e Matt Graver (Josh Brolin) fanno di tutto per renderlo ancora più infuocato.

Come nel film del 2015, anche qui si parla di cartelli e di traffico. Ma stavolta il prodotto alla base dell’operazione non è più la droga, ma gli uomini, in particolare i migranti. La premessa di Soldado è infatti l’idea di rallentare l’immigrazione clandestina, alimentata dai cartelli, per contrastare i sempre più frequenti episodi di terrorismo interno agli Stati Uniti. Per farlo, il Dipartimento della Difesa vuole scatenare una guerra tra i tanti cartelli presenti in Messico rapendo la figlia di uno dei più importanti boss della malavita a sud degli USA.

Read More

L’enciclopedia del Villain: Pt. 2 Il Folle

Inutile negarlo, ogni grande sceneggiatura si basa su grandi personaggi, in grado di bucare lo schermo e catturare lo spettatore. Ma se nel creare un eroe uno scrittore ha spazio di manovra limitato, nel dare vita all’antagonista può avere libertà totale. Semplici, complessi, psicopatici, manovratori, mostri, macchine, entità malvagie e chi più ne ha più ne metta. La categoria degli antagonisti cinematografici è estremamente ricca ed eterogenea. Il cattivo perfetto in senso assoluto non esiste, ma ogni grande storia ne ha uno iconico, capace di restare impresso nella mente dello spettatore e di accoppiarsi perfettamente alle caratteristiche del protagonista, mettendolo quasi in secondo piano nei momenti in cui è in scena. In questo viaggio cercheremo di passare in rassegna le varie tipologie di villain passate alla storia, sfruttando esempi concreti, mettendone a nudo le caratteristiche e analizzando le chiavi del loro successo.

Read More

Mad Men – L’arte di scrivere un personaggio femminile

mad men

Che il mondo dello show business si stia dando da fare, tra cinema e televisione, per arrivare ad una situazione di equità tra i due generi è fuor di dubbio. Lo dimostrano le sempre più presenti protagoniste femminili in film e serie tv, ma anche operazioni di gender swapping che si sta diffondendo nei reboot di film cult come Ghostbusters e Ocean’s Eleven. Molto spesso però il dare rilievo a figure femminili viene però fatto nel modo sbagliato, popolando i nostri schermi di personaggi tipicamente maschili interpretati da donne. Più raro è invece vedere una scrittura più profonda che riesce a vedere le differenze di genere e rispettarle, senza per questo dare meno rilievo alle figure femminili. Un perfetto esempio in questo senso è quel gioiello che è Mad Men, period drama che attraversa gli anni ’60 statunitensi che ha spopolato in patria, ma che ha ricevuto molta meno attenzione dalle nostre parti.

Read More

L’enciclopedia del Villain: Pt.1 Il Calcolatore

L’ Enciclopedia del Villain

Inutile negarlo, ogni grande sceneggiatura si basa su grandi personaggi, in grado di bucare lo schermo e catturare lo spettatore. Ma se nel creare un eroe uno scrittore ha spazio di manovra limitato, nel dare vita all’antagonista può avere libertà totale. Semplici, complessi, psicopatici, manovratori, mostri, macchine, entità malvagie e chi più ne ha più ne metta. La categoria degli antagonisti cinematografici è estremamente ricca ed eterogenea. Il cattivo perfetto in senso assoluto non esiste, ma ogni grande storia ne ha uno iconico, capace di restare impresso nella mente dello spettatore e di accoppiarsi perfettamente alle caratteristiche del protagonista, mettendolo quasi in secondo piano nei momenti in cui è in scena. In questo viaggio cercheremo di passare in rassegna le varie tipologie di villain passate alla storia, sfruttando esempi concreti, mettendone a nudo le caratteristiche e analizzando le chiavi del loro successo.

Read More

Game Night – L’arte di ridere a mente spenta

In un mondo, quello della commedia, in cui spesso si ha l’impressione di aver già visto tutto, con decine di film scontati e ripetitivi in uscita ogni anno, Game Night – Indovina chi muore stasera? (scegliendo di sorvolare ancora una volta sull’adattamento del titolo) riesce ad essere una ventata di aria fresca, costruendo una propria identità ben definita grazie alla capacità di giocare con i generi, trovandosi costantemente al confine tra la commedia e il thriller, con qualche lampo di action. Il ritmo è alto, caratterizzato da una serie di situazioni non banali, spesso sfociando nel surreale, che risultano genuinamente divertenti.

Read More

Molly’s Game – Cosa rimane del sogno americano?

Pochi ad Hollywood amano il processo dietro la stesura di una sceneggiatura come Aaron Sorkin. Non si tratta certo di una novità, ma in Molly’s Game, suo esordio alla regia, diventa ancora più evidente. Lo sceneggiatore e ora regista americano, si sente libero di sfogare tutto il suo talento nella nobile arte del dialogo. Il vincitore dell’Oscar per The social network ancora una volta prende in mano una biografia, la reinterpreta, la taglia e la ricuce in modo da farla sua, mescolando la realtà a qualche licenza artistica e aggiungendo alla storia eventi accaduti dopo l’uscita del libro da cui è tratto il film.

Read More

House of Cards, ovvero Shakespeare e Potere nel 2010

Una delle grandi ragioni per cui il teatro di William Shakespeare è entrato dalla porta principale nella storia della letteratura mondiale è sicuramente la capacità di indagare l’essere umano. L’uomo viene messo al centro dell’attenzione da parte del drammaturgo inglese, affrontandolo nei suoi aspetti migliori ma soprattutto in quelli peggiori, confrontandosi con tematiche senza tempo come l’avidità, la sete di potere, il potere dell’uomo sulla propria vita, senza più nascondersi dietro al fato come nel teatro classico, così come i conflitti etici e morali che derivano dal loro approccio. Shakespeare per primo crea dei personaggi tridimensionali, che causano il loro destino e portano avanti la trama, invece di essere trasportati dagli eventi come accadeva precedentemente.

Il cinema e in particolare i telefilm hanno attinto a piene mani da questo modo di scrivere, passando da opere incentrate sulla trama ad altre che mettono in risalto i personaggi, che risultano così complessi e in grado di bucare lo schermo.
House of Cards, una delle serie più amate e premiate dagli ultimi anni, è sicuramente tra le più debitrici delle opere del Bardo, sia per il modo in cui i personaggi sono delineati, sia per dei chiari paragoni tra essi e altri delle più note tragedie di Shakespeare.

Il primo chiaro parallelismo è quello tra Frank Underwood, protagonista della serie, e Riccardo III. Entrambi sono degli uomini assetati di potere, disposti a tutto per raggiungerlo, anche a tradire, ingannare, uccidere. Entrambi però non sono messi in moto dalla sola ambizione, ma dalla collera verso coloro che li circondano.

Read More

Mute – La prevalenza della forma sul contenuto

Quando arriva nelle sale (o su Netflix, in questo caso) un progetto che per anni è stato ricercato e sviluppato da un regista di talento, è naturale che si venga a creare un certo senso di attesa. E Duncan Jones menzionò un ambizioso progetto, chiamato Mute, per la prima volta già nel 2009, creando più di qualche aspettativa nel tempo.

Al termine della visione di Mute però, è inevitabile avvertire un senso di amaro in bocca. Inevitabile perché la delusione è il sentimento più naturale di fronte una pellicola forte di un splendido involucro, ma priva di sostanza. Sotto l’aspetto tecnico, della regia e della recitazione il film è infatti di ottima fattura, eppure è difficile darne un giudizio realmente positivo.

Read More

Moon – Il paradosso dell’incontro con se stessi

Sommersi da produzioni hollywoodiane forti di budget astronomici, spesso dimentichiamo quanto essi non siano indispensabili per fare un grande film. Moon di Duncan Jones è uno splendido esempio in questo senso. Pochissimi attori, ancora meno location, qualità altissima su ogni fronte, dalla regia alle scenografie, passando per delle meravigliose musiche: il risultato è una perla nel suo genere.

Spesso la grandezza di un film di fantascienza sta nel raccontare la società attuale attraverso uno scenario completamente diverso. Intrattenere lo spettatore, tenere alta la tensione, ma allo stesso tempo farlo riflettere su questioni molto più grandi. Moon ci riesce perfettamente, affrontando temi estremamente profondi come la solitudine e la bioetica.

Read More

La mosca 1986 – Amore e malattia

In una carriera cinquantennale come quella di David Cronenberg, in cui si è dimostrato capace di spaziare dall’horror al thriller, passando per la fantascienza, La mosca del 1986 risulta tuttora una delle vette più alte. Si tratta del remake di una pellicola di trent’anni prima, uscita in Italia con il titolo L’esperimento del dottor K, ed è il perfetto esempio di rifacimento fatto a regola d’arte. Il regista canadese riesce a prenderne la materia e rivoluzionarla, creando un film totalmente diverso pregno delle sue classiche tematiche, come la violenza, il sesso ed il rapporto tra corpo e mente.

Read More

Page 1 of 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén