Autore: Carlo Solaroli

La leggenda del pianista sull’oceano – Musica, arte, espressione

                              “ Apri bene le orecchie. ”
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento

La leggenda del pianista sull’oceano è prima di tutto la storia di un uomo.
È la storia della vita di un uomo che si svolge interamente sopra la chiglia di una nave: il Virginia, traghetto transaoceanico che porta continuamente migliaia di persone  verso l’America, e le traghetta verso la speranza di una vita migliore.

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Pain and Gain – E voi, cosa volete?


“Mi chiamo Daniel Lugo, e credo nel fitness”

                                                                                                          DANIEL LUGO


Se pensate che Pain and Gain sia un blockbuster, un action movie solo botte e modelle mezze nude, un filmetto senza contenuti, un buco nero dell’arte alla Michael Bay, o non l’avete visto, o dovete riguardarvelo. Ma guardatelo meglio questa volta.    

The Damned United – storia di un’ossessione

“Sempre la stessa ultima parola di tutte le storie. La solita fottuta fine”
BRIAN CLOUGH

Che cos’è l’ossessione? L’ossessione è un fenomeno patologico che si manifesta con l’insorgenza di un’idea o di una qualsiasi rappresentazione mentale, che, accompagnata da un sentimento d’ansia, si impone al soggetto in modo insopprimibile, e lo trascina a compiere determinati atti.

The Damned United (il Maledetto United) parla proprio di questo, e della vera storia di Brian Clough, allenatore di calcio ed ex calciatore professionista inglese. Brian Clough (interpretato da Michael Sheen) allena una piccola squadra della seconda divisione inglese, il Derby County, di cui era tifoso fin da bambino. Accanto a lui c’è il suo assistente, collega e amico di una vita, Peter Taylor (al cast Timothy Spall). Brian è un professionista motivato, testardo, pieno di passione e sicuramente ambizioso. Ma è anche un uomo intelligente, a suo modo affettuoso, e capace di analizzare i problemi alla radice, mentre lotta cercando di non farsi travolgere dal proprio ego. E forse è proprio per questo che lavora in simbiosi con Peter, che cerca sempre di offrire, oltre alle proprie indiscutibili abilità da talent scout, una visione dei problemi diversa, più pacata e serena, mentre Brian stimola entrambi con la propria ardente voglia di fare sempre meglio, e superare ogni traguardo raggiunto. I due lavorano in equilibrio, potremmo dire. Questo, almeno, per un po’.

Il film si sviluppa su due linee temporali diverse: il futuro, in cui si parte dalla nomina di Brian Clough come primo allenatore di una delle principali squadre di Prima Divisione inglese, e quindi del paese, ma senza Peter Taylor. La seconda linea temporale invece è, nel film, il presente, dove i due sono ancora insieme alla guida del Derby County, in fondo alla seconda divisione. Guardando il film scopriremo la catena di eventi che ha portato i due a dividersi, e svilupperemo le due linee temporali. Ma soprattutto scopriremo i personaggi, che sono, anche grazie ad una meravigliosa interpretazione di tutto il cast, davvero autentici.

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Still life – C’è ancora vita dopo la vita?

“Le viene in mente qualcuno che l’abbia conosciuto? Che magari avrebbe voglia di partecipare al suo funerale?”
 John May


I morti possono avere ancora vita? È una domanda che non sentirete pronunciare da uno dei personaggi, ma che aleggia durante tutto l’arco della storia.
È la domanda a cui John May, solitario, preciso e sensibile funzionario del comune vuole dare risposta positiva. Almeno finchè c’è lui.

John (Eddie Marsan) è un impiegato del comune che si occupa di rintracciare i parenti delle persone decedute che non hanno più nessuno.
John va oltre il suo lavoro, e va oltre il suo modo diligente di svolgerlo. Presenzia ai funerali, organizza le celebrazioni, scrive alcune righe da leggere per chi non ha nessuno che lo pianga, nessuno che lo ricordi.
E sembra proprio essere questa la chiave del film. Il ricordo.
John sembra combattere contro il destino crudele dei poveracci che muoiono da soli, e poi muoiono ancora, perché non c’è nessuno che li ricordi.
La vita di John è impostata, modesta e tranquilla. Sicuramente una vita solitaria.
E forse anche proprio per questo  ha la tendenza a vedere la morte come un passaggio finale, ma non definitivo.

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