Categoria: Drugs

Christiane F.- Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Introduzione alla rubrica : Drugs

When i put a spike into my vein

And i’ll tell ya, things arent’t quite the same

When i’m rushing on my run

And i feel just like Jesus’son

And i guess that i just don’t know

And i guess that i just don’t know

(Heroine, Velvet Undergound, 1967)

La droga. Tra i vari temi possibili, tra le migliaia di possibilità, rimane uno dei più affascinanti. Cosa ci attrae nella proibizione, nel tabù della società, o semplicemente nel commettere una cosa al di fuori della convenzione sociale, dalla società stessa considerata “deviante”?

Quello che questa rubrica si ripropone di fare non è di giudicare, di immedesimarsi, di incitare o di demonizzare le droghe. Quello che questa rubrica vuole fare, è di parlare di un argomento di cui tutti vogliono parlare, di sconfiggere con l’analisi cinematografica le costrizioni di argomentazione che spesso ci sono imposte. E , partendo da film che hanno impressionato l’immaginario pubblico e per questo fatto storia del cinema, cercare di analizzare oggettivamente il fenomeno droga , senza pregiudizi ne inibizioni mentali.

Buon divertimento.

 

Titolo film:Christiane F.- Noi, i ragazzi                                       dello zoo di Berlino

Regista:Uli Edel (accreditato come Ulrich Edel)
Durata:125 minuti
Data uscita: 1981
Titolo originale: Wir Kinder vom Bahnhof Zoo

noi-i-ragazzi-dello-zoo-di-berlino-620x320

omologazióne s. f. [der. di omologare; nel sign. 2, der. di omologo]

fig. Uniformazione, riduzione a un determinato modello, con appiattimento delle differenze e delle peculiarità prima esistenti: l’o. del linguaggio; il crescente processo di o. dei varî gruppi sociali (nei comportamenti, nei modi di vita, nei consumi, ecc.).

(vocabolario Treccani)

Bene, male, giusto, sbagliato.

Cazzate.

Cazzate quando sei un eroinomane.

A Christiane manca l’aria per respirare, figuriamoci porsi problemi di etica. Si vuole fare e basta. Il mondo diventa opaco, semplificato, la tua testa chiede solo come riuscire a farsi un altra dose,  il tuo corpo esegue. Non vuoi altro, non chiedi altro, non pensi ad altro.

Read More

The Acid House- A trip-film

Introduzione alla rubrica : Drugs

When i put a spike into my vein

And i’ll tell ya, things arent’t quite the same

When i’m rushing on my run

And i feel just like Jesus’son

And i guess that i just don’t know

And i guess that i just don’t know

(Heroine, Velvet Undergound, 1967)

La droga. Tra i vari temi possibili, tra le migliaia di possibilità, rimane uno dei più affascinanti. Cosa ci attrae nella proibizione, nel tabù della società, o semplicemente nel commettere una cosa al di fuori della convenzione sociale, dalla società stessa considerata “deviante”?

Quello che questa rubrica si ripropone di fare non è di giudicare, di immedesimarsi, di incitare o di demonizzare le droghe. Quello che questa rubrica vuole fare, è di parlare di un argomento di cui tutti vogliono parlare, di sconfiggere con l’analisi cinematografica le costrizioni di argomentazione che spesso ci sono imposte. E , partendo da film che hanno impressionato l’immaginario pubblico e per questo fatto storia del cinema, cercare di analizzare oggettivamente il fenomeno droga , senza pregiudizi ne inibizioni mentali.

Buon divertimento.

 

Titolo film: The Acid House

Regista:Paul McGuigan
Durata:111 minuti
Data uscita: 1998
Titolo originale: The Acid House

 

acid-house

Partite dalla penna di Irvine Welsh e giunte sotto forma di film, ci troviamo di fronte tre storie collegate tra loro da un filo rosso: il trip.

Ma cos’è Acid House?

Read More

Trainspotting-Una sincera e onesta tossicodipendenza

Introduzione alla rubrica : Drugs

When i put a spike into my vein

And i’ll tell ya, things arent’t quite the same

When i’m rushing on my run

And i feel just like Jesus’son

And i guess that i just don’t know

And i guess that i just don’t know

(Heroine, Velvet Undergound, 1967)

La droga. Tra i vari temi possibili, tra le migliaia di possibilità, rimane uno dei più affascinanti. Cosa ci attrae nella proibizione, nel tabù della società, o semplicemente nel commettere una cosa al di fuori della convenzione sociale, dalla società stessa considerata “deviante”?

Quello che questa rubrica si ripropone di fare non è di giudicare, di immedesimarsi, di incitare o di demonizzare le droghe. Quello che questa rubrica vuole fare, è di parlare di un argomento di cui tutti vogliono parlare, di sconfiggere con l’analisi cinematografica le costrizioni di argomentazione che spesso ci sono imposte. E , partendo da film che hanno impressionato l’immaginario pubblico e per questo fatto storia del cinema, cercare di analizzare oggettivamente il fenomeno droga , senza pregiudizi ne inibizioni mentali.

Buon divertimento.

Titolo film: Trainspotting

Regista:Danny Boyle
Durata:94 minuti
Data uscita: 1996
Titolo originale: Trainspotting

“Scegliete la vita…ma perché dovrei fare una cosa così? io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina.”

 

Come portare in un film una storia di tossicodipendenti, scritto da un ex tossicodipendente (Irvine Welsh), senza le pretese di essere un film perbenista o il rischio di risultare un incitamento a drogarsi?

Read More

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén