Categoria: Christopher Nolan: Il regista che trascende i generi (Page 1 of 2)

The Prestige – Il Manifesto della Poetica Nolaniana

“Ogni numero di magia è composto da tre parti o atti. La prima parte è chiamata “la promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare che sia davvero reale… sì, inalterato, normale. Ma ovviamente… è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “la svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ecco perché ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo “il Prestigio”.

Il Cinema di Christopher Nolan è essenzialmente racchiuso in queste poche parole. Parole, che però, sono permeate da una profondità disarmante se interpretate attraverso ciò che quest’Arte rappresenta per il nostro regista. Perché quest’Arte, che è il connubio di tutto ciò che è arte, è il luogo dove qualunque cosa può accadere, dove l’impossibile si trasforma in possibile, dove musica ed immagine iniziano un’incessante danza che genera un mondo eterno nel quale lo spettatore può, e deve, immergersi profondamente.

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Memento – La Fiducia non è mai cieca

“Non riesco a ricordare di dimenticare”

“Memento audere semper”.

Così il Vate Gabriele D’Annunzio ricordava di osare sempre, omaggiando lo spirito degli Arditi a rischiare la propria vita in qualsivoglia battaglia, rendendo gloria, molte volte vana, alle imprese belliche che l’Italia appena cinquantenne compiva o, per lo meno, mirava di compiere.

Un’aforisma che rimarrà impresso come una delle più grandi citazioni latine allogene, una frase che costituirà il distinguo di uno dei più grandi e controversi poeti del decadentismo italiano.

Ma cosa vuol dire realmente “ricordati di osare sempre”?

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Insomnia – Quello che la Luce nasconde.

“Per me questo è il momento peggiore della notte. Troppo tardi per ieri, troppo presto per domani.”      Walter Finch

La Notte. Spesso sottovalutiamo l’importanza della notte, la concepiamo come un’entità sempre presente, come se fosse lì ad aspettarci ogni giorno indipendentemente da quello che ci è accaduto, come se fosse una seconda possibilità, ci addormentiamo al buio pensando che, forse, domani andrà meglio. La Notte, però, non è universale, è essenzialmente qualcosa di cui ne riconosciamo il valore solo quando ne siamo privi.

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Alfred

Spesso di Batman ricordiamo i nemici, tra i più memorabili nella letteratura dei fumetti.

Spesso di Batman ricordiamo il dualismo eterno: la lotta psicologica tra Bruce ed il suo alter ego maschera.

Spesso di Batman ricordiamo la complessità della paura, della paura della paura.

Spesso di Batman ricordiamo l’oscurità necessaria.

Ma niente sarebbe, senza un’altra eterna forza che sempre rialzerà il Cavaliere Oscuro, che lo guiderà, che lo proteggerà persino da se stesso: Alfred.

Alfred: Perché cadiamo Signore? Per imparare a rimetterci in piedi.
Bruce Wayne: Tu non ti arrendi mai con me?!
Alfred: No, mai!” 

Al machiavellismo oscuro, alla Logica del Caos, alle forme conflittuali della paura, Alfred risponde come l’unica costante luminosa del Paladino di Gotham.

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Il Cavaliere Oscuro: il ritorno – La Speranza

Il cavaliere oscuro – il ritorno è un film del 2012 diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Christopher Nolan, regista già noto al pubblico per la produzione dei primi due film della trilogia (Batman Begins e Batman – Il cavaliere oscuro).

La terza, nonché ultima pellicola, intende appunto concludere la storia di Batman (Christian Bale) donandogli una sorta di lieto fine. A fianco del Cavaliere Oscuro ritroviamo Alfred (Micheal Caine), fedele amico e confidente, ma anche il commissario James Gordon (Gary Oldman) un uomo deluso da sé stesso. Non mancano di certo anche nuovi protagonisti, come la sensuale Selina Kyle (Anne Hathaway) e il testardo John Blake (Jospeph-Gordon Levitt), tutti pronti a fronteggiare una terribile minaccia che porta il nome di Bane (Tom Hardy).

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Bruce Wayne – L’Uomo e il Simbolo

Perché cadiamo signore? Per imparare a rimetterci in piedi. (Alfred Pennyworth – Batman Begins)

 

Così Alfred, riproponendo una frase di Thomas Wayne, cercò di rialzare Bruce Wayne dopo l’attacco subito nel suo castello per mano del suo vecchio mentore, Ra’s Al Ghul.

Su questa frase Christopher Nolan modellò il suo Bruce Wayne, influenzato ovviamente dalle tinte originali degli ideatori dell’Uomo Pipistrello, Bob Kane e Bill Finger. Perché il Bruce Wayne di Nolan, interpretato da un magistrale Christian Bale, è un uomo che, sin dalle origini, cade e si rialza, creando sin da subito un legame emotivo che avvolge lo spettatore.

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Dunkirk – Il particolare musicale che vale un’intera colonna sonora

Hans Zimmer una volta ha detto: “Qualsiasi cosa può diventare una melodia”. In Dunkirk, l’unione della sua genialità con quella del regista Christopher Nolan non poteva che produrre un capolavoro dei nostri tempi. La musica, come la cinematografia, vive e sopravvive per la passione e la bravura di chi riesce a darle vita; la relazione professionale Nolan-Zimmer ha negli anni prodotto colonne sonore per film di altissimo livello, la cui qualità è riscontrabile anche da quanto identificabili siano le musiche di alcuni film (si pensi, su tutti, alla trilogia de Il Cavaliere Oscuro, a Interstellar e a quanto pensare a questi film significhi anche pensare a quella specifica colonna sonora). In questo articolo vogliamo perciò concentrarci sull’aspetto musicale evidenziato in Dunkirk, ma non nella sua generalità: c’è qualcosa, un particolare, che da solo basta a spiegare la genialità di Zimmer e Nolan.

Nell’ultima opera di Nolan l’attenzione per i dettagli richiede uno sforzo superiore alla norma; il particolare di cui si parla emerge infatti in generale in numerosi pezzi della colonna sonora, ma si fa notare specificatamente nelle scene claustrofobiche (si pensi soprattutto al parallelismo tra l’annegamento nella barca a causa dell’alta marea e quello in alto mare durante l’operazione di soccorso dei volontari). Si tratta del ticchettio di un orologio che di fatto rappresenta l’incipit della musica che poi segue, ma ovviamente assume diversi significati alla luce di ciò che il film sviluppa in merito al tempo. Per molti, Zimmer si è superato in Dunkirk componendo una colonna sonora sontuosa, in grado di creare delle climax coerenti con la tensione rappresentata sullo schermo, ma anche questo è stato oggetto di una preparazione pensata e studiata a tavolino. Ma andiamo con ordine.

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Dunkirk – L’ unicità di Nolan ci stupisce sempre

Esistono tanti tipi di registi quanti sono i generi cinematografici.

Esistono gli esteti, i narratori e gli inquieti.

I simbolisti e quelli dal minimo indispensabile.

Ma più di ogni altra cosa esiste una determinante distinzione.

Esistono coloro che si connettono ad un genere, facendolo proprio, magari anche dando un loro taglio ma rimanendo pur sempre rilegati ad esso, e coloro che portano i generi ad entrare nel loro stile, coloro che non hanno genere, coloro che, come dei trasformisti, traslano un marchio malleabile e sempre in evoluzione in ogni film loro creino.

Loro sono i registi che più attendiamo, quelli che stupiscono, reinventando e innovando, non per forza con grandi complessità, anche semplicemente con piccole grandi opere.

Christopher Nolan, ancora una volta, con una continuità pari davvero a pochi, ci stupisce, regalandoci un film, Dunkirk, semplicemente davvero bello.

La tradizione del cinema sulla guerra vanta dei e titani impareggiabili, ma  a Nolan non interessa la competizione, non entra in un campo minato con il rischio di esplodere, Nolan fa il suo cinema.

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La trilogia del Cavaliere Oscuro- I 3 cattivi: Ra’s al Ghul, Joker e Bane

Il mondo dei Cinefumetti vive sempre di più sul filo del rasoio. Tra trasformazioni narrative e profitto economico come primo obbiettivo, oggi la grande tradizione dei supereroi vacilla, sempre più spaventata di perdere la sua purezza.

Ma il cinefumetto è pur sempre un concetto a sé, traslato in un mondo artistico di diversa entità, è quindi giusto che si “appropri” di quei delicati libricini di carta anche a costo di modificarli? La linea è sottile.

Una cosa è certa però, se parliamo del Cavaliere Oscuro parliamo di una delle più belle saghe cinematografiche mai esistite. Nolan ha preso un nome, Batman, una leggenda eterna con un altrettanto mondo leggendario marcato Dc Comics e ne ha estratto una perla di rara intensità per il genere, tra regia, tematiche, musica e personaggi.

Oggi parliamo dei 3 cattivi principali della Trilogia Oscura, caratterizzati a tal punto da essere parte indelebile del cinema del nuovo millennio.

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Il Joker – La logica del caos

L’uomo ha sempre cercato di dare risposte alle irriducibili domande del mondo.

In principio vi fu il mito, ciò che l’uomo non poteva afferrare, ciò che superava il suo limite si fondava su divinità, leggende e storie ultraterrene, capaci di giustificare l’incerto. L’incertezza però non andava via, rimaneva lì, nell’angolino della mente umana a fissare l’uomo vagabondo nell’inquietudine. I greci esaltarono la tragicità umana, la sua infinita piccolezza rispetto alla possibilità dell’esistenza, Edipo ci provava ma non potè sfuggire al suo destino.

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