Categoria: Cinema Francese (Page 1 of 2)

Poetico Cinematografico: pt. 3 – Un Condannato a Morte è Fuggito

Rubrica: Il Poetico Cinematografico come Simbolo

La presente rubrica intende esplorare il significato del poetico cinematografico: che cosa leghi cinema e poesia e che cosa significhi “fare poesia” attraverso il medium cinematografico. Senza la pretesa di tracciare una mappa esaustiva, ma solo di fare rotta sul alcune isole di questo mare inesplorato.

Qual’è il filo rosso che ci guiderà nell’indagine? Quale è il punto di contatto che si può identificare fra due forme d’arte apparentemente così diverse?

Noi lo identifichiamo senz’altro nel loro costante rimandare a qualcosa di altro, ad un significato che rimane sempre in parte inespresso e mai esaurito completamente.

Nel linguaggio poetico i silenzi sono tanto significativi quanto le parole.

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E’ solo la fine del mondo – Il dramma sta nell’assenza

La trama dell’ultimo film di Dolan è estremamente semplice: lo scrittore Luis decide di far visita alla famiglia che non vede da dodici anni per comunicargli la sua futura morte. Il film si svolge come una pièce teatrale (infatti è tratto dall’omonimo spettacolo di Jean-luc Lagarce): stessa ambientazione, stessa situazione, dialoghi serrati, recitazione ben marcata.

Apparentemente, però, la trama è fin troppo semplice. Non ci desta alcuna curiosità. Come può infatti entusiasmarci una vicenda di cui sappiamo la fine già dai primi cinque minuti?

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I primi film di Xavier Dolan – Un sorprendente laboratorio artistico

Se avete guardato almeno uno dei film del genio del nuovo cinema canadese, il pluripremiato e giovanissimo Xavier Dolan, potrete riconoscere nelle mie parole qualcosa del ricordo di quel film.

Io, come molti, ho conosciuto questo nome grazie a Mommy, del 2014, vincitore del premio della giuria a Cannes. Poi, un paio d’anni dopo, ho visto È solo la fine del mondo e sono di nuovo rimasta colpita. Ora, attendendo il suo primo film di produzione e di lingua statunitense (The Death and Life of John F. Donovan), sono andata a ritroso a cercare le origini del prodigio del suo cinema. E ho così scoperto un laboratorio di sperimentazione forse più interessante dei film che per primi sono arrivati in Italia.

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Masculin, Feminin – Radiografia di un’epoca

Siamo in Francia, alla vigilia della stagione sessantottina, Parigi è scossa da stimoli sociali e culturali diametralmente opposti.

Ci viene presentata una serie di personaggi che si ergono ad emblema della generazione di giovani immersi nel cambiamento sociale che l’Europa (rappresentata in questo caso dalla Francia) sta conoscendo.

Paul è un ventunenne attento alla realtà, consapevole del fatto che qualcosa sta mutando intorno a lui e allo stesso tempo deciso ad indagarne le cause. Lui non è politicamente attivo come il suo amico Robert, ma ritiene di dover guardare con occhi diversi la realtà. Si innamora di una sua collega, Madeleine, sua coetanea.

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J’ai tué ma mère- Il più folle degli amori

Titolo film: J’ai tué ma mère

Regista:Xavier Dolan
Durata: 96 minuti
Data uscita: 2009
Titolo originale: J'ai tué ma mère

Quando si esce dalla sala si ha una sensazione che si prova soltanto al di fuori dei film, una percezione di realtà tangibile.

Xavier Dolan ha realizzato un affresco di realtà, perché è lui stesso ad averla vissuta.

E’ un collage di fotografie in bianco e nero, accartocciate, che raccontano una serie di avvenimenti, luoghi, stati d’animo, estremamente scollegati eppure perfettamente coerenti.

Non c’è bisogno di mentire quando si ha qualcosa di vero da mostrare, ed è questo nudo artistico della sua mente il frutto impagabile che ci è permesso di cogliere attraverso questo film.

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Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain ( Il favoloso mondo di Amélie )

Titolo film: Il favoloso mondo di Amélie

Regista:Jean-Pierre Jeunet
Durata: 121 minuti
Data uscita: 2001
Titolo originale: Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain

Amélie Poulain, con la sua semplicità e delicatezza, è entrata a far parte dell’ immaginario collettivo in maniera indelebile. Stigmatizza l’ideale della città romantica e avvincente, Parigi, senza tralasciarne gli aspetti più grotteschi: passiamo infatti dalle meravigliose vedute di Montmartre ad un sex shop di Pigalle in un battito di mani, o meglio in un battito di ciglia, quelle ovviamente di Audrey Tautou.

E’ proprio in questo film che la giovane attrice francese trova la sua consacrazione : dopo aver recitato in film minori francesi e aver vinto un premio César come migliore promessa grazie a Shampiste & Co ( Vénus Beauté (Institut) ), trova finalmente la possibilità per far esprimere la sua innata dote di donna delicata ma al contempo inarrestabile.

Sulle note di una colonna sonora tra le più conosciute degli ultimi anni ( tra le cui canzoni Comptine d’un autre été: L’Apres Midi e La Valse D’Amelie), opera di una grande artista con Yann Tiersen, da un lato abbiamo una Parigi dai colori abbaglianti, tradizionalmente francese, intrisa di luoghi comuni ( che alla lunga arrivano a stuccare, ma che funzionano a dovere), dall’altra abbiamo il personaggio di Amélie: una giovane donna che guarda il mondo con gli occhi di un bambino, circondata da “adulti” che ne rimangono affascinati.

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L’illusionniste (L’illusionista)-Come una carezza mai ricevuta

Titolo film: L’Illusionista

Regista: Sylvain Chomet
Durata: 76 minuti
Data uscita: 2010
Titolo originale: L'illusionniste

Delicato come un bacio, incompiuto come una riflessione sull’amore.

Quanto penso a questo film, penso ad un guanto di seta che ti accarezza il volto e il collegamento più intimo lo trovo in una vecchia favola.

Delicato, soffice, creato per avvolgere qualcosa di più importante nel caso del guanto. La realtà, nel caso delle favole.

Di fronte a questo film, dopo averlo visto, ci si sente come se quel guanto di senta avesse un buco, e quindi la pelle della mano facesse attrito contro il nostro volto. Una favola nella quale alla fine non ci sono ne vinti ne vincitori.

Attraverso questi disegni, Sylvain Chomet ci porta in una di queste fiabe bislacche ma che tendiamo a ricordare, e dopo scopriremo per quale motivo.

Nostalgico come una cartolina d’epoca, decide di non farci innamorare: non ricambia i nostri sentimenti più puri, è troppo timido per vantarsi della sua piccola grande bellezza.

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L’Odio (La Haine) – Una lunga ed inesorabile caduta

Titolo film: L’Odio

Regista:Mathieu Kassovitz
Durata: 95 minuti
Data uscita:1995
Titolo originale: La Haine

“C’est l’histoire d’un homme qui tombe d’un immeuble de cinquante étages. Le mec, au fur et à mesure de sa chute il se répète sans cesse pour se rassurer : jusqu’ici tout va bien, jusqu’ici tout va bien, jusqu’ici tout va bien. Mais l’important n’est pas la chute, c’est l’atterrissage”

“E’ la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Il tipo, man mano che cade, si ripete in continuazione per rassicurarsi: fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui tutto bene. Ma l’importante non è la caduta, è l’atterraggio”

Banlieue:

“Ensemble des localités administrativement autonomes qui environnent un centre urbain et participent à son existence”

“Insieme di località amministrate autonomamente che sono alla periferia di un centro urbano e partecipano alla sua esistenza”

(Dizionario Larousse)

Il termine banlieue viene spesso utilizzato in senso dispregiativo, ma non è corretto: come infatti risulta dal dizionario Larousse, è il sinonimo di quella che noi chiamiamo periferia e, spesso, alcune periferie sono costose e ricercate proprio per la loro lontananza dalla città, così come a Parigi in ogni parte del mondo.

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Un Prophète (Il profeta)

Titolo film: Il profeta

Regista:Jacques Audiard
Durata:155 minuti
Data uscita: 2009
Titolo originale: Un prophète

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Scritto e diretto da Jacques Audiard.

2009

 

In questo lungometraggio che porta la firma di un regista di grande talento, Jacques Audiard, apriamo una porta sul difficile scenario delle carceri francesi e sulla loro vita intestina, visto attraverso gli occhi incerti e paurosi del giovane Malik, un ragazzo arabo.

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Le Prénom (Cena tra amici)

Titolo film: Cena tra amici

Regista:Alexandre de La Patellière
Durata:109 minuti 
Data uscita: 2012
Titolo originale: Le prénom 

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Regia di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte

2012

La comicità francese, in uno scenario già abbondantemente rivisitato ( ad esempio Carnage di Roman Polanski, 2011 ), trova una sua dimensione creata sulla base di giochi di parole e malintesi, sguardi e stereotipi sempre magistralmente mascherati.

La freschezza delle conversazioni , il movimento dei personaggi e continua la rotazione, creano un campo magnetico attrattivo e affascinante, ci lascia entrare nelle pieghe della storia senza mai darci sentore di pesantezza.

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