Categoria: Cinema Orientale

The Grandmaster – Il Tempo e La Distanza, L’Amore e La Violenza

Esistono film che trascendono la classificazione in un genere, The Grandmaster è uno di questi. E’ un film sulle arti marziali, è un film romantico, è un film drammatico, è un insieme di generi in perenne contrasto, ma in constante equilibrio. Si alternano nello scorrere della pellicola in una dialettica invisibile, come scorrono le limpide acque di un fiume.

Diretto da Wong Kar-wai e interpretato da Tony Leung e Zhang Ziyi, The Grandmaster (2013) ripercorre alcune vicende della vita di Yip Man, maestro di arti marziali, nello specifico Wing Chun, e mentore di Bruce Lee. Tali vicende sono state parzialmente romanzate dal regista, ma con il solo scopo di favorire la poetica e le suggestioni della storia narrata. Si tratta, infatti, di un film evocativo, che lavora sui gesti e sugli sguardi, sulle immagini e sulle sensazioni.

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L’Oriente, il Cinema, la Poesia e la Violenza dell’animo – La Trilogia della Vendetta

“Una vita umana è veramente fragile e fugace come la rugiada del mattino.”

Era il 1951 quando al festival del cinema di Venezia veniva assegnato il leone d’oro ad un regista semisconosciuto proveniente dal giappone: il nome di quel regista era Akira Kurosawa e il film in questione era Rashomon. Da quel momento, grazie alla monumentale pellicola di quello che sarebbe diventato uno dei maestri del cinema mondiale, il cinema orientale ha iniziato a suscitare l’interesse di quel così lontano mondo occidentale. Parlare del cinema di Kurosawa sarebbe meraviglioso ma molto impegnativo, per questo una recensione dedicata a lui soltanto sarebbe più adatta. Per adesso mi limiterò ad accennare quanto questo film abbia segnato la poetica futura e il successo del cinema del sol levante e di tutto l’oriente.

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Itachi Uchiha – Il Cavaliere Oscuro

L’ attaccamento all’organizzazione, al clan, al nome di qualcuno: questo genere di cose impongono dei limiti al nostro potenziale… dovrebbero essere evitate! Il mio potenziale viene soppresso da questo patetico clan. Far parte di un clan e tutte quelle altre cose insignificanti… ti fanno perdere di vista ciò che è davvero importante. I veri cambiamenti non avverranno finché si è legati da regole e limiti.

Cos’è un eroe?

Da dizionario, l’eroe è una persona che, per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione si impone all’ammirazione di tutti.

Dunque sono due le caratteristiche dell’eroe: coraggio e abnegazione, ed uno è il premio: l’ammirazione di tutti.

L’eroe è dunque colui che ha il coraggio di fare la cosa giusta, al costo di sacrificare se stesso e, per questa sua grande virtù, viene da tutti celebrato e ammirato. L’eroe quindi sa che il suo trionfo sarà acclamato dalla folla e, quando agisce, sa che le sue azioni lo renderanno per sempre immortale.

Ma ci può essere un altro tipo di eroe?

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In the mood for love – Un’eterna poesia d’amore sospesa

Rubrica: “Il cinema Orientale”

Questa rubrica parla di cinema orientale.

Vi è la tradizione occidentale della trama dominante,dove lo spettatore si fa coinvolgere molto più dalla storia portante che da ogni singolo contorno, dove il metro di giudizio non da spazio all’immagine, al simbolo, focalizzando ogni sua attenzione sulla narrativa, ponendosi una dinamica attesa verso il compimento finale di un incatenarsi di eventi. A questa il cinema orientale risponde inglobando lo spettatore in un più ampio scenario visivo, dove ogni attimo, ogni sequenza è anche ricerca emotiva, una  contemplazione poetica per noi spesso sfuggente.

Il cinema orientale  “attraversa” sempre con grande maestria tutti i nostri sensi giungendo oltre la mente, sino allo spirito.

Titolo film: In the mood for love

Regista:Wong Kar-wai
Durata:98 minuti 
Data uscita: 2000
Titolo originale: Huāyàng niánhuá( l'età della fioritura)

L’arte ha tante forme e tanti volti.

Esistono i romanzi e le poesie. Ma qual è la differenza?

Esistono i film che si compiono in una storia ed i film che rimangono sospesi.

In the mood for love, come un vecchio aedo con la sua arpa, ci canta in versi il mondo creato da due stati d’animo che si intersecano senza mai toccarsi.

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Hero – Dove immagine, spirito e poesia raccontano una storia

 Rubrica: “Il cinema Orientale”

Questa rubrica parla di cinema orientale.

Vi è la tradizione occidentale della trama dominante, dove lo spettatore si fa coinvolgere molto più dalla storia portante che da ogni singolo contorno, dove il metro di giudizio non da spazio all’immagine, al simbolo, focalizzando ogni sua attenzione sulla narrativa, ponendo un ritmo dinamico che attende  il compimento finale di un incatenarsi di eventi.

A questo approccio, il cinema orientale risponde inglobando lo spettatore in un più ampio scenario visivo, dove ogni attimo, ogni sequenza è anche ricerca emotiva, una  contemplazione poetica per noi spesso sfuggente.

Il cinema orientale  “attraversa” sempre con grande maestria tutti i nostri sensi giungendo oltre la mente, sino allo spirito.

Titolo film: Hero

Regista:Zhang Yimou 
Durata:96 min (107 min nella versione originale)
Data uscita: 2002
Titolo originale:英雄 Yīng xióng

Musica e arti marziali condividono lo stesso scopo: il raggiungimento di uno stato di coscienza superiore.” (Senza nome)

Cina, 201 a.C., 7 regni si contendono il dominio, tra questi spicca il brutale regno di Qin, il cui Re vive in completa solitudine nel suo palazzo. Nessuno può avvicinarsi a lui a meno di 100 passi onde evitare un assassinio.

Un giorno arriva Senza Nome, il protagonista della nostra storia, con tre spade emblematiche nella sua borsa, le spade dei tre più temuti assassini viventi, nemici giurati del suddetto re.

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Il castello errante di Howl – Miyazaki e la poetica dell’umanità

 Rubrica: “Il cinema Orientale”

Questa rubrica parla di cinema orientale.

Vi è la tradizione occidentale della trama dominante, dove lo spettatore si fa coinvolgere molto più dalla storia portante che da ogni singolo contorno, dove il metro di giudizio non da spazio all’immagine, al simbolo, focalizzando ogni sua attenzione sulla narrativa, ponendo un ritmo dinamico che attende  il compimento finale di un incatenarsi di eventi.

A questo approccio, il cinema orientale risponde inglobando lo spettatore in un più ampio scenario visivo, dove ogni attimo, ogni sequenza è anche ricerca emotiva, una  contemplazione poetica per noi spesso sfuggente.

Il cinema orientale  “attraversa” sempre con grande maestria tutti i nostri sensi giungendo oltre la mente, sino allo spirito.

 

Titolo film: Il castello errante di Howl

Regista: Hayao Miyazaki 
Durata: 119 minuti
Data uscita: 2004
Titolo originale: Hauru no ugoku shiro

“[Sophie vedendo un aereo da guerra] Saranno nemici o amici?
[Howl] Gli uni o gli altri è la stessa cosa”

Miyazaki è uno dei grandi maestri di questo mondo.

Siamo nel campo dell’animazione ma questo non deve inibirci: Il castello errante di Howl si rivela, infatti, un meraviglioso manifesto dell’intrecciarsi di tale categoria con un’espressione puramente poetica del cinema.

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