Categoria: Il cinema secondo Tarantino

La scena mai vista di Kill Bill

Una particolarità, una delle infinite particolarità di Kill Bill, è che, nonostante lo sviluppo narrativo intrecci passato e presente in un ordine non cronologico, non ci è mostrato QUASI nulla di ciò che avvenne prima del massacro ai due pini.

Se escludiamo infatti il capitolo sui crudeli insegnamenti di Pai Mei (con flauto annesso) e quando Beatrix scopre di essere incinta, tutto ciò che è antecedente alla quasi morte della sposa, divenente poi il motivo della grande vendetta, non ci è dato vederlo, solo immaginarlo. 

Perché Hattori Hanzo odia Bill? Quale era il rapporto tra Bill ed Esteban Vihaio? Come andavano le cose quando Black Mamba era la musa di Bill?

Abbiamo dei sussurri, ma tutto il resto è fantasia.

Eppure esiste una scena, proprio quella qui sotto, che ci mostra un passato più passato dei passati che abbiamo visto e rivisto nei film ufficiali.

La scena è alquanto buffa, soprattutto nei nemici di Bill, che sembrano quasi una caricatura allo stile ben riconoscibile di Tarantino, ove le enfatizzazioni sembrano eccessive persino per lui, ma comunque ci mostra un qualcosa di cui non abbiamo mai avuto una vera e propria immagine.

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Pulp Fiction – La megalomania estetizzante della scrittura

Pulp Fiction è il fare dello sproloquio un’estetica innovativa del dialogo, fare del discorso no-sense una vera e propria arte, rendere quell’attesa che anticipa il momento adrenalico e di tensione, un momento a sè stante, di piacere e divertimento e mai di noia. Unico. L’intuizione di Tarantino nel film Pulp Fiction non è (soltanto) la resa scenica dell’azione e del delirio, la vera intuizione è rappresentata dal dialogo.

I dialoghi di Pulp Fiction sono creati alla perfezione, mischiando riflessione, riferimento biblico, psicologia, frivolezza, paradosso, divertimento, sfogo, megalomania, perdizione, follia e malessere. Tanti piccoli affluenti del fiume in piena di questo immenso dialogo.

Tutto nella brillante pellicola ‘Pulp Fiction‘ è avvalorato ed esaltato dall’estetica del dialogo, tutto confluisce in questa tecnica di scrittura unica e inconfondibile (tecnica peculiare di tutti i film di Quentin, ma apprezzabilissima maggiormente nella pellicola in questione e nel film “Le Iene“).

L’incipit vede una coppia di rapinatori trasandati fare progetti in grande stile nel bel mentre di una tranquilla colazione in una caffetteria, i piccoli colpi alla liquorerie faranno parte del loro passato e dopo un rapido scambio di battute si alzano di scatto con le loro pistole, minacciando i clienti e i dipendenti della caffetteria. La scena si interrompe, il finale riprenderà proprio da questo punto.

Il film alterna flashback e flashforward, momenti passati e azioni future, contribuendo ad incastrare al meglio le azioni, gli intrecci labirintici e i protagonisti. Pulp Fiction è un lungo filo di Arianna che collega personaggi e storie su un piano diacronico.

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Kill Bill – Come il cinema di Tarantino è divenuto immortale

Rubrica: Il cinema secondo Tarantino

Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.

Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero è proprio fenomeno di massa di ritorno ai classici del regista pulp.

A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.

Ma questo non cambia un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, a mio avviso Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema. Questa rubrica proverà a ricordarne il perchè.

Titolo Film: Kill Bill (vol.1 e vol.2)

Tarantino ad oggi ha girato 8 film (contando Kill Bill come uno solo).

Quale sia il suo più bello non è definibile, ha a che fare con attributi affermabili unicamente dal soggetto. Certo ci sono canoni oggettivi, forse meglio intersoggettivi, ma con Tarantino sfondiamo uno scenario di assoluta alienazione da criteri, che poi è un po’ la storia di tutti i grandi, quelli che il cinema lo costruiscono.

Potremmo fermarci qui, apprezzando l’unicità artistica tarantiniana, ma c’è qualcosa che, a mio avviso, non ha eguali sul campo dell’irripetibilità, IL FILM che ha raccolto ogni sfumatura del regista, dalle influenze del cinema del passato alla sua creatività stupefacente, per convogliarle in un opera che nessun altro avrebbe potuto dipingere,  parliamo di Kill Bill.

Non si tratta di un discorso finalizzato a prediligere Kill Bill come il migliore, ma di una riflessione analitica su quella che reputo essere l’opera di massima libertà e varietà espressiva ed emulativa di Tarantino.

Il regista, quasi seguendo il processo dialettico triadico hegeliano, prende dall’amato passato, contrasta con il suo innovativo pennello e riformula un qualcosa che riassume superando, qualcosa che non è nuovo né vecchio, qualcosa che è Tarantino.

Ma perché Kill Bill?

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Tutti i camei di Tarantino nei suoi film

Rubrica: Il cinema secondo Tarantino

Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.

Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero è proprio fenomeno di massa di ritorno ai classici del regista pulp.

A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.

Ma questo non cambia un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, a mio avviso Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema. Questa rubrica proverà a ricordarne il perchè.

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Tarantino si approccia al cinema prima di tutto come grande amante. Il meraviglioso connubio tra passione e divertentismo artistico fa sì che egli in primis, talvolta, quasi sempre in realtà, si ritagli piccole parti nelle sue opere. Oggi parleremo dei…

Migliori camei fatti da Tarantino nei suoi film.(l’ordine è casuale e le scene sono in lingua originale per poter sentire la voce del vero Quentin)

   

1.Jimmie Dimmick (Pulp Fiction)

Non c’è bisogno che tu mi venga a dire che il mio caffè è buono, intesi? Sono io che lo compro e so quanto è buono. Quando è Bonnie a fare la spesa compra delle cagate. Io compro sempre roba costosa, perché quando la bevo voglio gustarla. Ma lo sai che cosa ho in testa in questo momento? Non è il mio caffè nella mia cucina, ma è il vostro negretto disintegrato nel mio garage.(Jimmie Dimmick)

Pulp Fiction. A Vincent parte accidentalmente un colpo di pistola e la testa dell’ostaggio esplode in mille pezzi. La macchina è vistosamente piena di sangue. Jules perde la calma, bisogna trovare una soluzione.

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5 tra i migliori personaggi SECONDARI di Tarantino

Rubrica: Il cinema secondo Tarantino

Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.

Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero è proprio fenomeno di massa di ritorno ai classici del regista pulp.

A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.

Ma questo non cambia un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, a mio avviso Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema. Questa rubrica proverà a ricordarne il perchè.

Tra le tante peculiarità a lui affini, oggi volevo trattare una delle mie preferite, la sua geniale capacità di caratterizzazione dei personaggi( già trattata in 5 tra i migliori personaggi PRINCIPALI di Tarantino), ancor più ineguagliabile quando si tratti di quelli SECONDARI. Bastano pochi minuti a costruire storie epiche, poche battute a strutturare un personaggio capace di divenire icona, poche inquadrature a renderlo leggendario.

Ecco 5 tra i migliori personaggi SECONDARI di Tarantino.(l’ordine è casuale)

1.Hattori Hanzo (Sonny Chiba in Kill Bill vol. 1)

Ho fatto ciò che 28 anni fa, davanti a Dio, avevo giurato di non fare più. Ho creato “qualcosa che uccide le persone”. E in questo ho avuto successo. L’ho fatto perché, filosoficamente, sono favorevole al tuo scopo. Senza presunzione, questa è la mia spada migliore. Se nel tuo viaggio dovessi incontrare Dio, lo trapasserai. Bionda guerriera, vai.(Hattori Hanzo)

Quando si tratta di Kill Bill, ogni questione è capolavoro. In ogni scenario, che fosse registico, musicale, fotografico, Tarantino ha giocato con l’arte del cinema come in pochi hanno fatto nella storia.

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5 tra i migliori personaggi PRINCIPALI di Tarantino

Rubrica: Il cinema secondo Tarantino

Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.

Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero è proprio fenomeno di massa di ritorno ai classici del regista pulp.

A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.

Ma questo non cambia un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, a mio avviso Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema. Questa rubrica proverà a ricordarne il perchè.

Tra le tante peculiarità a lui affini, oggi volevo trattare una delle mie preferite, la sua geniale capacità di caratterizzazione dei personaggi, forte del grande dinamismo artistico proprio del regista(Leggi anche:5 tra i migliori personaggi SECONDARI di Tarantino).

Personaggi mutevoli, in ogni battuta spiccano dettagli unici, in ogni sequenza si affinano dettagli indelebili, rendendoli vere e proprie icone sceneggiaturali. Ogni inquadratura si immola nelle nostre facoltà rappresentative, questione di immedesimazione, questione di unicità.

Ecco 5 tra i migliori personaggi PRINCIPALI di Tarantino( l’ordine è casuale)…

 

1. Monsieur Calvin J. Candie(Leonardo DiCaprio in Django)

…Se esaminate questo pezzo di cranio qui, noterete tre distinte fossette. Qui, qui e qui. Ora, se avessi in mano il cranio di un Isacco Newton, o un Galileo, le tre fossette sarebbero state nell’area del cranio comunemente associata con la creatività. Ma questo è il cranio di Old Ben… E nel cranio di Old Ben, non gravato dal genio, queste tre fossette sono situate nell’area del cranio comunemente associata con… Il servilismo…(Calvin Candie)

Chiunque lo conosca almeno un po’, sa per certo l’amore infinito che Tarantino prova per il cinema Western.

Django è il suo tentativo di aderire al quel genere, ovviamente sempre con la sua inimitabile firma.

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Un folle universo chiamato Tarantino- Curiosità, Divertentissements, Attori e Tributi

Sono pochi i registi che del cinema non sono semplici narratori bensì veri e propri scultori,capaci di dettare canoni e non seguirli, a cui tutto è concesso e mai nulla prevedibile, poichè ognuno a suo modo ha qualcosa di unico, qualcosa di totalmente folle, qualcosa di assolutamente improbabile, qualcosa che a noi piace definire “geniale”.

Quello che oggi vogliamo approfondire è in che modo Quentin Tarantino sia riuscito ad ottenere la chiave per le porte della suddetta cerchia.

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The Hateful Eight

Regista:Quentin Tarantino.
Durata:187 minuti
Data uscita: 2015
Titolo originale: The Hateful Eight

“Non un avvertimento, non una domanda. Una pallottola!”

Penso a “Pulp Fiction”. Penso a “Kill Bill”. Penso a “Le Iene”. Penso a Tarantino come un modo di fare cinema, unico, totalmente al di fuori di una qualunque canonizzazione, totalmente extra-ordinario.

Penso alla caratterizzazione dei personaggi, capaci di immortalarsi in 10 minuti di film, penso ai dialoghi, grotteschi, geniali, improbabili, a tratti privi di senso logico o contenutistico eppure indelebili nella storia del cinema.

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