Categoria: L’artista del mese (Page 1 of 2)

Gian Maria Volonté – L’Estetica del/nel Conflitto

Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.

Gian Maria Volonté

In Italia, nel periodo a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli ’80, fare cinema è tutt’altro che semplice. Gira un aria da maccartismo: oppositori politici, intellettuali difformi, attori non allineati, avvocati e filosofi tutti sono papabili per cadere nella tela di ragno della giustizia, tesa su un baratro nero che inghiottirà centinaia di vite negli anni. Un vento di piombo tira per strada e nelle piazze: tra esecuzioni sommarie, carcerazioni molto preventive e gogne mediatiche, la stagione della caccia al capro espiatorio è aperta nel bel paese e non si risparmiano cartucce. Nonostante la paura strisciante, c’è ancora chi si alza in piedi e dice di no; come un attorucolo barbuto e mezzo straccione, che non perde occasione per urlare tutto il suo disprezzo in faccia a giudice giuria e boia, dentro e fuori dallo schermo, mentre interpreta il copione della sua vita.

Read More

Virzì

Paolo Virzì – Il poeta della semplicità

 

Mostrarci le contraddizioni della realtà moderna, i disagi della quotidianità, l’incompatibilità tra sfondo sociale ed individuo comune; la Commedia all’italiana, storicamente, fonda su queste tematiche la sua infinita influenza sul cinema nostrano. Germi, Monicelli, Risi, Scola, pittori delle più celebri maschere della frustrazione che hanno reso grandi i nomi di Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman.

E poi c’è Paolo Virzì.

Read More

Woody Allen e la poetica dell’imprevedibilità

Risultati immagini per woody allen

Pochi registi sono stati capaci di imprimere il carattere di opera alla loro produzione cinematografica; tra questi, non si può non includere Woody Allen, i cui film sono legati da un filo conduttore talvolta più che visibile. L’imprevisto che comanda situazioni e sentimenti, nei rapporti interpersonali come nelle conseguenze delle proprie azioni, è sicuramente uno dei temi più presenti nella vastissima opera del regista newyorkese.

Tuttavia, volendo andare a ricercare il singolo film da cui scaturisce tutta la poetica presente nei successivi, ci si accorge che è un lavoro alle soglie dell’impossibile; ne ho dunque scelti due, entrambi appartenenti al periodo del primo Woody, che trattano il tema dell’imprevedibilità in due ambiti relativamente distinti, ovvero nell’amore e nel dramma: Manhattan (1979) e Crimini e Misfatti (1989).

Read More

Antonioni nel suo periodo americano – un decennio al di fuori della realtà

Michelangelo Antonioni arriva nella realtà americana non di certo in abiti sommessi: è ben conosciuto il regista italiano negli ambienti degli appassionati di cinema statunitensi, se non altro perché, mano nella mano con Fellini, ha accompagnato il cinema italiano fuori dalla gloriosa stagione neorealista. La sua trilogia dell’alienazione (la notte, l’avventura, l’eclissi) ha stravolto completamente la concezione mondiale del fare cinema. Non è l’ultimo arrivato, per dirla in due parole.

Read More

Joaquin Phoenix – Il protagonista dell’altra Hollywood

”L’attore non recita le parole ma i sentimenti, che la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell’attore.” (Kostantin Sergeevic Stanislavskij)

Se si vuole giudicare un attore per una singola interpretazione basta guardare il film, se però, per qualche strana ragione ci si vuole pronunciare sull’attore in modo generale, allora bisogna cercare di capire quale parte è vera e quale sta fingendo, cosa vuole mostrarci e cosa, invece, non vuole.

Oltre ad essere uno dei miei attori moderni preferiti, JP è anche un artista completo in grado di cimentarsi in ruoli diversi, in generi diversi, con diversi registi importanti ottenendo tre nominations agli Oscar e un Golden Globe.

Ho deciso di analizzare la sua carriera selezionando quelli che a mio parere sono i suoi migliori film senza tralasciare la sua travagliata vita.

Read More

Inside Wes Anderson

”Why would a review make the point of saying someone’s not a genius? You think I’m especially not a genius?” (Eli Cash, The Royal Tenenbaum)

Probabilmente l’ultimo genio è morto con Leonardo da Vinci, mi chiedo come sarebbe stato un suo film, data la sua versatilità in tutte le forme d’arte, ma sono quesiti che non hanno risposta. Comunque il punto dove voglio arrivare è che, nonostante voi consideriate o meno Wes Anderson un genio contemporaneo, concorderete comunque con me nel riconoscerci uno spiccato talento, fuori dal comune.

E’ difficile essere così riconoscibili e una dote così rara, a mio parere, non costituisce mai un difetto. Così come è riconoscibile un Van Gogh dai tratti decisi del pennello sulla tela, così la composizione dell’inquadratura in Anderson costituisce un elemento caratterizzante di forte impatto visivo, sfruttando i giochi simmetrici e i colori pastello, costruendo mondi immaginari dove lo spettatore può immergersi.

Read More

7 Momenti indelebili del cinema di Leonardo DiCaprio

Come si può parlare di Leonardo DiCaprio?

Da dove iniziare?

Ho pensato a mille modi per provare a ritrarre l’infinito eclettismo interpretativo del grande attore, già leggenda per l’eternità. Infine ho compreso che proprio sulla potenza attoriale insita in specifici attimi cinematografici, potessi far leva per  raccontare l‘acutezza artistica del grande Leo. Focalizzandomi su concetti da lui trasposti nelle sue recite, dettagli emblematici, sottili rifiniture, proverò a raccontarvi il cinema di Leonardo DiCaprio. (L’ordine è casuale)

1.Lo Smarrimento Psicologico di Shutter Island

[Leggi anche: Shutter Island – La mente è una caverna oscura]

Martin Scorsese ci regala uno dei più bei thriller psicologici di sempre. Un detective investiga in un manicomio enigmatico e spaventoso, ma in realtà un uomo inconsapevolmente si addentra nelle inquiete profondità della propria psiche.

Read More

Woody Allen – Un intellettuale tra umoristica e clarinetto

Nome:Woody Allen(Allen Stewart Konigsberg)
Data e luogo di nascita: New York, 1º dicembre 1935
Ruolo nel Cinema:attore, sceneggiatore e regista

“Dio è morto, Marx è morto, e io mi sento poco bene”

 

Non c’è nulla di meglio di un bel ” pezzo jazz” per scrivere di Woody Allen. Pochi maestri sono stati capaci come lui di intrecciare melodie e tempi, ritmi di un film a tal punto da costituirne una traccia indelebile del proprio stile artistico.

Oggi parliamo di Woody Allen, oggi parliamo di un cinema che si è protratto dagli anni ’60 ad oggi, un cinema che una volta visto è impossibile non riconoscere.

Ma come parlare di Woody Allen senza perdersi, troppo da dire, con il rischio di incartarsi nella propria testa inciampando su se stessi, cosa che a lui di certo non dispiacerebbe.

Read More

François Truffaut – L’eterno bambino

Nome:François Truffaut 
Data e luogo di nascita:Parigi, 6 Febbraio 1932
Ruolo nel Cinema: Regista e scrittore

franc%cc%a7ois-truffaut

“Je fais des films pour réaliser mes rêves d’adolescent, pour me faire du bien et si possible, faire du bien aux autres”

“Faccio film per realizzare i sogni di quando ero giovane, per fare del bene a me stesso e, se possibile, agli altri”

François Truffaut è stato artista senza tempo che ha giocato col suo passato, col suo presente e con il suo futuro.

E’ figlio della magnifica nidiata registica scaturita dalla nouvelle vague, nonché promotore del movimento stesso che, dal 1958, cambierà il mondo cinematografico francese e mondiale e il cui obbiettivo di ricerca è racchiuso nella immortale frase di Godard “la beaute est la splendeur de la vérité” (“la bellezza è lo splendore della verità).

Read More

Essere Charlie Kaufman

Nome:Charlie Kaufman 
Data e luogo di nascita: New York, 19 Dicembre 1958
Ruolo nel Cinema:produttore, sceneggiatore e regista

”Non sai quanto sei fortunata ad essere una scimmia, perché la consapevolezza è una vera maledizione: io penso, io ti sento, io soffro… e tutto quello che vorrei in cambio è l’opportunità di fare il mio lavoro e loro non me lo fanno fare perché io svelo le contraddizioni.” (Craig allo scimpanzé)

L’esordio alla sceneggiatura di Charlie Kaufman è energico, paradossale e metaforico allo stesso tempo, Craig è un burattinaio per passione, costretto dalla vita ad adattarsi trova un lavoro in un ufficio ad altezza nano dove scopre un passaggio, per dove? Per la testa di John Malkovich.

Nato nel 58, dal 91 al 99 lavora come autore per alcune sit-com a Los Angeles fino a che una delle sue sceneggiature non finisce nelle mani giuste: queste mani sono di Francis Ford Coppola, la cui figlia Sofia nello stesso anno stava sposando un giovane attore e filmmaker del Maryland, Spike Jonze.

Read More

Page 1 of 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén