Categoria: Game of Thrones

Game of Thrones – Abbiamo una data ufficiale per la stagione finale

La notizia è ufficiale: Game of Thrones sta per tornare e sappiamo anche quando. HBO infatti ha pubblicato un video promozionale in cui annuncia che l’ultima stagione della serie debutterà ad aprile 2019.

L’arrivo dell’ottava stagione in primavera era già nell’aria, in molti però credevano che la data di uscita della serie evento potesse subire un ulteriore slittamento per motivi tecnici. Una voce a sostegno dell’uscita di Game of Thrones in tarda primavera/inizio estate era stata quella di Joe Bauer, supervisore degli effetti speciali. Questo aveva infatti dichiarato che la serie avrebbe potuto partecipare agli Emmy del 2020 e non a quelli del 2019.

Game of Thrones

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Arya Stark – L’identità è una menzogna?

Dal 2010 in poi, Game of Thrones ci ha sempre presentato personaggi sfumati, mai totalmente buoni o cattivi, sempre alla ricerca del proprio posto nel mondo. In questo universo, Arya Stark spicca non solo perché la sua crescita è una delle evoluzioni più profonde dello show, ma anche perché si accompagna ad una questione intima, esistenziale: chi sono io? Cos’è l’identità?

La sua vivace determinazione è la caratteristica che sin dall’inizio della prima stagione possiamo notare, così come il suo vigoroso rifiuto di tutto ciò che riguarda l’educazione femminile tipica del Medioevo; diversamente dalla sorella Sansa, l’interesse di Arya non è diventare una graziosa, passiva Lady, ma lanciarsi all’attacco in epiche battaglie come quelle narrate dai suoi Maestri, storie che accompagnano i suoi sonni a Grande Inverno.

Tutto quello che la ragazza sa è ciò che non è: “non sono una Lady“, ripete agli sconosciuti, “non sono un ragazzo“, ripete al suo maestro di danza Syrio; Arya è un esempio vivente del paradosso dell’identità e dell’identità di genere che la pressione sociale e culturale esercita sugli individui.

Conosci te stesso: limite o vantaggio?

Arya stark

Il problema di Arya Stark è quello del riconoscimento: la piccola, com’è normale che sia, non è ancora un personaggio completamente sviluppato e definito, ma un carattere dinamico e plastico, potenzialmente illimitato.

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Ufficiale: Il Trono di spade avrà un prequel

trono di spade

Più di un anno fa, quando è stata confermata la chiusura de Il Trono di Spade, la HBO ha dichiarato che si sarebbero realizzati 5 potenziali spin-off della serie. Proprio in questi giorni però, la rete ha di fatto ordinato il pilot di uno dei possibili spin-off del celebre fantasy drama. Il progetto, per ora senza titolo, sarà un prequel. Si tratta del primo ordine ufficiale per il franchise. È possibile infatti che la storia si svolga nelle Terre dell’Est e racconti ciò che è successo molti di anni prima delle guerre per il trono di Westeros, in particolare la nascita degli Estranei e le leggende della famiglia Stark. Così dicono i produttori:

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Game of Thrones tra Ariosto, Tacito e Antica Roma

game of thrones

Grazie a una narrazione di alto livello e una resa grafica ineccepibile, Game of Thrones, tratta dalle opere di G.R.R.Martin, è diventata ormai un caposaldo del genere fantasy. Ma non solo. La serie è stata in grado di ridisegnare anche gli stantii schemi del genere, utilizzando degli stratagemmi narrativi capaci di far apprezzare la storia anche ai meno appassionati.

RELATIVISMO

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La genialità della script di Game of Thrones sta infatti nel suo relativismo concettuale. Ambientata in un mondo immaginario potenzialmente sterminato, composto da due giganteschi continenti( Westeros e Essos), la storia principale si sfalda in vari filoni narrativi che possono unirsi o separarsi fra loro, seguendo le vicende dei singoli personaggi. In un contesto narrativo così ampio, è possibile concentrarsi non su un’unica storia ma su vari racconti, grazie a un montaggio alternato che separa le varie vicende.

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Game Of Thrones 7×07 – The Dragon and The Wolf

Diversamente dalle precedenti, vuoi per tenere alta la tensione, vuoi per concentrare il budget, questa settima stagione conta solo sette episodi e siamo arrivati quindi al gran finale. Dal momento in cui gli sceneggiatori sono stati costretti a distaccarsi dai libri di Martin e proseguire inventandosi una propria strada, la serie ha subìto un evidente cambiamento di stile e struttura: meno dialoghi e macchinazioni e più spazio all’azione vera e propria. Questo finale di stagione prosegue sulla stessa linea, confermando qualche buco di sceneggiatura e volendo accontentare forse un po’ troppo il fandom. Così, chi avrà seguito l’epopea di Martin soprattutto sui libri non sarà assolutamente contento della piega che ha preso lo show, intento per lo più a soddisfare un pubblico mainstream e non più di nicchia. Però non tutto è da buttare, perché la riduzione degli episodi ha permesso di concentrare maggiormente il budget e di creare una cornice visiva con pochi precedenti sul piccolo schermo. Quindi chiudendo un occhio sulla sceneggiatura poco pianificata, visivamente lo show è sempre uno spettacolo.

The pack survives

A Grande Inverno, il piano di Peter Baelish di mettere l’una contro l’altra le due sorelle Stark si conclude con la morte proprio di Ditocorto, smascherato da una astuta quanto crudele Sansa, che ha evidentemente appreso molto bene i consigli di Cersei quando si trovava ad Approdo del Re. Accusato di aver ucciso Lysa Tully e di essere complice nella morte di John Arryn che ha scatenato la Guerra dei Cinque Re, Baelish viene ucciso da Arya con un colpo alla gola col pugnale che era stato messo in risalto negli episodi precedenti.

In tutta la sua vita Ditocorto ha agito solo per sé stesso, tessendo trame alle spalle di tutti e intervenendo chirurgicamente per creare caos, assoldando spie perché per lui “la conoscenza è potere”.

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Game Of Thrones 7×05 – Eastwatch

Dopo una puntata densa come quella precedente, l’azione si sofferma un attimo e lascia spazio a dialoghi importanti. Alcuni sviluppi di trama si riallacciano a fatti passati e disegnano nuovi sentieri da percorrere.

Nella sigla di apertura appare per la prima volta il Forte Orientale (l’Eastwatch del titolo) e già si intuisce che la trama principale si trovi nella parte est della Barriera. Ma è anche una puntata ricca di inganni e trame nell’ombra.

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Game Of Thrones 7×04 – The Spoils Of War

“DRACARYS!!”. Alzi la mano chi non attendeva con trepidazione questo momento da quando i draghi erano stati risvegliati dalle loro uova di pietra. Nell’episodio più breve, il regalo più grande: finalmente un drago scende in guerra.

Grande Inverno e grande freddo                                                

Ma andiamo per ordine. Il primo segmento da prendere in considerazione è quello che riguarda il ritorno a casa della piccola Arya Stark. Giunge a Grande Inverno dopo una lunga storia che l’ha completamente trasformata, nell’animo e nelle intenzioni, portandola a non riconoscersi più in quella che una volta è stata la sua casa. L’incontro con la sorella Sansa, però, è toccante e vedere le due sorelle così diverse ma sempre così unite, fa un bell’effetto.

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Game Of Thrones 7×03 – Queen’s Justice

Inutile girarci troppo attorno, il fulcro di questa puntata era l’atteso incontro tra Daenerys Targaryen (a.k.a. Madre dei draghi, a.k.a. non-bruciata, a.k.a. liberatrice di schiavi, ecc…) e Jon Snow (timidamente Re del Nord). E senza farci attendere troppo, la puntata inizia subito con loro.

Ghiaccio e Fuoco

Questa stagione ci ha abituato a non mostrarci più le lunghe riflessioni con cui venivano prese le decisioni in passato, oppure i lunghi e complicati viaggi che i protagonisti dovevano affrontare per spostarsi. Adesso si va subito al nocciolo della questione e gli spostamenti sono diventati quasi fulminei. Per questo Jon Snow e il suo consigliere Ser Davos raggiungono subito Roccia del Drago e danno vita a quell’incontro che si attendeva dalla prima stagione.

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Game Of Thrones 7×02 – Stormborn

Pioggia, tuoni e fulmini. E’ così che viene accolta Daenerys sul continente occidentale, nella sua prima notte a Roccia del Drago. Così come avvenne la notte della sua nascita e dalla quale porta con sé il nome di Nata dalla Tempesta. La nascita di un Targaryen è un evento traumatico, tanto da ridurre in fin di vita o addirittura uccidere la madre che ha partorito. E non c’è sfondo migliore per la prima riunione nella Sala del Tavolo Dipinto, dove viene pianificato il piano di attacco per la conquista del Trono di Spade. Questa è la prima scena importante della seconda puntata, dato che al tavolo sono riunite alcune delle menti più sottili dell’intero continente: Varys, Tyrion e Lady Olenna.

La regina delle ceneri

Prima di ogni strategia, Daenerys affronta l’eunuco, reo di aver tradito suo padre e aver servito negli anni seguenti l’usurpatore Robert Baratheon. Minacciato di venire bruciato vivo, Lord Varys offre una spiegazione flebile e poco convincente, dovuta al fatto che doveva compiacere il nuovo sovrano, ma Daenerys si convince a risparmiargli la vita e perdona il re dei sussurri.

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Game Of Thrones 7×01 – Dragonstone

Che Il Trono Di Spade sia diventato un fenomeno di massa, già si capisce dal trattamento che i media gli riservano, e soprattutto dalla quantità di discussioni aperte in rete per parlare del presente, passato e futuro della serie. Con questo primo episodio della settima stagione abbiamo avuto un’altra piccola conferma, con l’apparizione in un cameo di Ed Sheeran. Appassionato come noi del mondo creato da George R. R. Martin, ha voluto partecipare al progetto e il fatto che la richiesta venga da un artista del suo calibro ci fa capire quanto Il Trono Di Spade sia entrato a far parte della cultura popolare.

Piccoli Lupi crescono

Ma veniamo alla puntata. Come poche volte è successo durante lo show, questa première si apre con una scena che anticipa la sigla iniziale (un cold open) e che si ricollega al finale della precedente stagione. Arya Stark è sempre più a suo agio nel ruolo di assassina e qui, camuffandosi da un decrepito Walder Frey, riunisce tutti i membri della famiglia e li fa fuori in un colpo solo avvelenandoli con del vino. Ed è guardando in telecamera che ci avverte che “le pecore non saranno mai al sicuro fino a che ci sarà almeno un lupo vivo”.

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