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Perchè C’era una volta in America sarà sempre il mio film preferito?

Titolo film: C’era una volta in America

Regista: Sergio Leone
Durata: 228 minuti
Data uscita: 1984
Titolo originale: Once Upon a Time in America

Si può dire che esistano due modi per valutare un qualunque oggetto del mondo, uno oggettivo ed un altro soggettivo.

Addentrandoci poi nel mondo dell’arte però queste due vie, già di per sè difficilmente separabili, tendono sempre più a contaminarsi, rendendo difficile comprendere quale stia valutando in un dato momento.

Abbiamo già discusso in “Perchè Birdman è un capolavoro?” sui “criteri di valutazione oggettivi e non solo di un film”,  regia e sceneggiatura per citarne alcuni, ma poi subentra sempre la meravigliosa tipicità umana ed ognuno si fa folgorare da un film piuttosto che da un altro.

Certo, sicuramente esistono quelli che amo chiamare capolavori, film che trascendono il genere, film che colgono l’essenza della settima arte, film che scelgono qualcosa da raccontare ed analizzandola, mostrandola ai nostri occhi, toccano il superbo, ma comunque non si può mai universalizzare l’emozione per un’opera, c’è sempre un soggetto con una sua storia come spettatore e questo è ciò che ha, infine, piú rilevanza.

Spesso quando mi chiedono quale sia il mio “film preferito” mi è profondamente difficile rispondere. Una frase che quasi sempre tendo ad usare è ” Ci sono tanti film che amo follemente, infatti penso che non per forza il più bel film che io abbia visto coincida con il mio preferito”.

Ecco, questo è il punto, qui forse si percepisce il minuscolo spazio tra soggettivo ed oggettivo, qui si incanala la pura ed unica emozione.

Quindi dopo tale affermazione continuo dicendo  “E’ chiaro che quelli che elevo ad i film che più amo di base superano tutti i miei criteri oggettivi e non, ma il preferito vive in uno spazio a sé stante, oltre tutti i criteri, in un qualcosa che forse neanche  lo scenario soggettivo comprende fino in fondo, un’illimitata potenza emotiva che converge con lo stupore dell’ arte cinematografica , e forse solo C’era una volta in America per me è questo.”

Perdonatemi per l’utilizzo di una sorta di “discorso diretto” per così dire, ma volevo provare a mostrarvi l’idea con forza ed incisione, ora parliamo di C’era una volta in America.

Perchè quindi proprio questo film?

Ogni film ci vuole raccontare qualcosa, ed i migliori come precedentemente detto eccellono nel farlo…Beh C’era una volta in America sceglie di raccontarci la vita stessa, senza simboli, senza pretese intellettuali.

Sceglie di raccontarci un’intera vita, le sue fasi, le sue emozioni, i suoi amori, i suoi fallimenti, negli occhi di un gruppo di bambini che scelgono la “vita gangster”. Negli occhi di Noodles, negli occhi di uomo innamorato di una poesia d’amore che sfugge alla realtá, di un amico che sceglie la menzogna, di un amico che non può accettarla, ed in questo non trova eguali narrativi.

C’era una volta in America è si un film gangster ma non come solitamente inteso, C’era una volta in America si comprende nel titolo stesso, è una fiaba, una splendida fiaba in un mondo oramai passato nonostante sia così vicino, con meravigliose melodie a dettarne la poesia.

Una splendida regia, parliamo del grande Sergio Leone, che offusca il reale ed il fiabesco ma senza uscire dal mondo degli uomini, inseguendo e rimanendo ancorato alle passioni, alle sofferenze ed alle ipocrisie che per sempre connotato l’incompletezza dell’essere umano. La bellissima fotografia fatta di colori soffusi e sospesi, spesso più legati alle emozioni che allo sviluppo narrativo in sé, così come l’aedo Morricone, che qui più che mai ci traghetta nei sorrisi e nelle lacrime più pure. 

C’era una volta in America sa mostrarci una storia con semplicità, tanti volti di un Novecento complesso, l’amicizia e l’amore come nemici-amici, il romanticismo della giovinezza ricca di ideali e la corruzione della maturità vittima del potere.

Qui dunque eccelle, racconta un’intera generazione in un perenne intreccio di tempi, scopriamo parallelamente due storie che sembrano non poter accumunarsi, ma che fanno parte della stessa triste fiaba, scopriamo quante emozioni diverse riesca a vivere un uomo in una così breve esistenza, scopriamo tanti personaggi e le loro evoluzioni, infine vediamo il fallimento umano, la cinica realtà che surclassa la poesia.

Eppure, infine infine, subentra il potere artistico del cinema, qualcuno sceglie di non sapere, di ricordare ogni cosa secondo quello che il cuore gli dice, illudendosi che mai nulla sia cambiato, sorridendo fuori da ogni mondo.

Andrea Vailati
"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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