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I grandi gangster del cinema – Da Il Padrino a Pulp Fiction

Introduzione

Una delle grandi peculiarità del cinema è il suo poter parlare di ogni sfaccettatura del mondo e dell’esistenza.

Ci sono film sull’amore, sulla società, sulla fantascienza, ma poi ci sono i film gangster.

Un genere di indiscussa grandezza, universalmente conosciuto, perché chiunque ha nel cuore almeno un film gangster. I più grandi attori si sono cimentati in interpretazioni indimenticabili, trasformando loro stessi, adentrandosi nella follia omicida, nell’oscuro cinismo dei malvagi. Oscar, poster in camera, insomma i “cine-gangster” sono nell’olimpo del grande cinema.

Ripercorrendo la mia passione per la Settima Arte mi accorgo di quanto questa tipologia cinematografica abbia influito su di me, dunque ecco il mio tentativo di raccontarvi alcuni tra i  grandi gangster del cinema.

Vincent Vega e Jules Winnfield (John Travolta e Samuel L Jackson in Pulp Fiction)

Pulp Fiction. Solo l’immagine è già di per se leggendaria. Tarantino inventa un nuovo genere, una nuova sinfonia cinematografica, dal titolo, per l’appunto, Pulp.
I due protagonisti maschili ne incarnano l’essenza (nonostante i personaggi secondari tarantiniani restino indelebili) tra il buffo e lo spietato, fiotti di sangue e royal con fromage.

Senza dimenticarci de “Le iene” si può dire che loro due siano i grandi gangster di Tarantino. Vincent Vega e la sua stravaganza comunque funzionale allo scopo, tanta eroina e poche domande ce lo fa amare con simpatia, un personaggio sempre inaspettato, tra il “babbeo” e l’affascinante, unico.

Jules è il  saggio della coppia. Cinico ed infuriato terrorizza le vittime con la “Ezechiele 25-17” fin quando non è folgorato dalla Provvidenza. Sopravvivendo ad una morte certa, d’un tratto riscopre una necessaria riflessione esistenzialista, sempre marchiata Tarantino. Finisce in un limbo tra il “motherfucker” ed il “pastore”, geniale nel finale.

“Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”. “Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli.”

Andrea Vailati

"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac