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5 tra i migliori personaggi PRINCIPALI di Tarantino

Introduzione

Rubrica: Il cinema secondo Tarantino

Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.

Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero è proprio fenomeno di massa di ritorno ai classici del regista pulp.

A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.

Ma questo non cambia un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, a mio avviso Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema. Questa rubrica proverà a ricordarne il perchè.

Tra le tante peculiarità a lui affini, oggi volevo trattare una delle mie preferite, la sua geniale capacità di caratterizzazione dei personaggi, forte del grande dinamismo artistico proprio del regista(Leggi anche:5 tra i migliori personaggi SECONDARI di Tarantino).

Personaggi mutevoli, in ogni battuta spiccano dettagli unici, in ogni sequenza si affinano dettagli indelebili, rendendoli vere e proprie icone sceneggiaturali. Ogni inquadratura si immola nelle nostre facoltà rappresentative, questione di immedesimazione, questione di unicità.

Ecco 5 tra i migliori personaggi PRINCIPALI di Tarantino( l’ordine è casuale)…

 

 

 

 

 

1. Monsieur Calvin J. Candie(Leonardo DiCaprio in Django)

…Se esaminate questo pezzo di cranio qui, noterete tre distinte fossette. Qui, qui e qui. Ora, se avessi in mano il cranio di un Isacco Newton, o un Galileo, le tre fossette sarebbero state nell’area del cranio comunemente associata con la creatività. Ma questo è il cranio di Old Ben… E nel cranio di Old Ben, non gravato dal genio, queste tre fossette sono situate nell’area del cranio comunemente associata con… Il servilismo…(Calvin Candie)

Chiunque lo conosca almeno un po’, sa per certo l’amore infinito che Tarantino prova per il cinema Western.

Django è il suo tentativo di aderire al quel genere, ovviamente sempre con la sua inimitabile firma.

Per la prima volta DiCaprio entra in un cast tarantiniano, e.. wow..che perla interpretativa ha saputo regalarci! Mr Candie, che preferisci farsi chiamare Monsieur Candie perchè da un tono più aristocratico, è un bifolco ricco, il proprietario della quarta piantagione di cotone più grossa del Mississipi, una di quelle zone in cui(nell’epoca in cui si svolge Django) la schiavitù regna ancora sovrana.

Egli è un meraviglioso, perpetuo paradosso, tra un uomo che vive mostrandosi nella sua sfarzosità, pretendendo di apparire elegante e colto, ed uno schiavista violento ed ignorante. Un despota che vuole sembrare illuminato ma in realtà si eccita a vedere i suoi cani mangiare i suoi schiavi ingrati. Infine ci regala una scena cult con un teschio, un martello, ed un’argomentazione biologica profondamente razzista( si racconta che non fosse previsto che DiCaprio si tagliasse spaccando il teschio ma l’attore abbia continuato a recitare!!!)

Mr Candie non è affascinante, non è brillante, ma è uno splendido filo di follia avvolto in una fasulla quiete, un cattivo davvero all’insegna dell’inaspettato.

Andrea Vailati

"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac