Home Nella Storia del Cinema Martin Scorsese, il regista eterno Shutter Island - La mente è una caverna oscura

Shutter Island – La mente è una caverna oscura

Rubrica: Martin Scorsese, Il regista eterno

Taxi Driver e The Wolf of Wall Street, Toro Scatenato e Shutter Island, cosa può accumunare film così lontani nel tempo e diversi nella struttura? Un solo nome, il nome di colui che forse proclamerei il regista più versatile della storia, il regista che ha definito le sorti del cinema degli ultimi 40 anni, Martin Scorsese.

Questa rubrica vuole ripercorrere le grandi opere del maestro italoamericano, così da non ricordarlo solo per le ultime fatiche, ma per ogni sua epoca artistica, dai tempi di Bob De Niro al recente meraviglioso sodalizio con Leonardo DiCaprio, cercando di trovare anche le differenze e le similitudini nelle sue opere più lontane, le sue evoluzioni artistiche ed i suoi temi, insomma raccontare il suo eterno cinema.

Questo film fa parte di quella che mi piace pensare come..

“L’epoca DiCaprio”

Titolo film: Shutter Island

Regista: Martin Scorsese
Durata: 138 minuti
Data uscita:2010
Titolo originale: Shutter Island 

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Jeremiah Naehring: Che cos’è che la provoca? Le parole? Le critiche?
Edward Daniels: I nazisti.
Jeremiah Naehring: Sì anche quelli e naturalmente i ricordi, i sogni. Lo sapeva che la parola trauma viene dal greco, vuol dire ferita. E qual è la parola tedesca per sogno? Traum, ein traum. Le ferite possono creare mostri, e lei, lei ha tante ferite, agente. E non è d’accordo che quando uno vede un mostro… lo deve fermare?

La mente è una caverna oscura.

La ragione non è che un fiammifero sempre prossimo a spegnersi.

I mostri non esistono, ma possono essere pensati.

Shutter Island è un complesso thriller psicologico, un  film in cui ogni dettaglio sottende qualcosa di più, portandoci a vagare, alla ricerca di risposte.

Ecco, questo rende un thriller vincente, abbiamo un protagonista, Edward “Teddy” Daniels alias DiCaprio, detective che si immerge in un caso davvero contorto,  il quale cerca le risposte in un cupo ospedale psichiatrico.

Lo spettatore segue il detective, ascolta le sue riflessioni, le domande che pone alle varie figure da lui interrogate, osserva i dettagli dai suoi occhi. C’è qualcosa che ci sfugge, lo sappiamo sin dall’inizio, ma è il potere del film, sospenderci in un dubbio sempre più aleatorio, ma anche il dubbio diventa a sua volta diventa “dubitabile”.

Messaggi enigmatici, psichiatri sospetti, qualcuno vuole ingannare il cauto Teddy. Teddy però inizia a perdersi in un delirio di insensatezza, qualcuno gli ha dato una pillola? Qualcuno vuole incastrarlo? Il mistero non deve essere scoperto? L’inquietudine suona la sua sinfonia in maniera sempre più dominante, il fiammifero della ragione subisce il freddo vento dell’incertezza.

La storia è sempre più ricca di inaspettate complicazioni ed anche di qualche imprevista conferma a favore della trama che DiCaprio sta ipotizzando nella sua mente come risoluzione del caso.

Ma poi, ecco brillare il capolavoro. La mente è una caverna oscura, quando l’uomo non è più capace di illuminarla ecco costruirsi una caverna nella caverna, una più rassicurante, una che permette di evitargli di affrontare l’incubo della verità.

Un detective investiga in un manicomio enigmatico e spaventoso, ma in realtà un uomo inconsapevolmente si addentra nelle inquiete profondità della propria psiche. Ecco Edward “Teddy” Daniels, colui che non può ammettere di essere il paziente mancante che lui stesso cerca, ecco Andrew Laeddis, colui che non può accettare ciò che gli è accaduto, a tal punto da costruire un mondo parallelo.

Un mondo che però risulta sempre mancante, si costruisce su contraddizioni implicite, finendo per portare DiCaprio a smarrirsi nei meandri di una realtà fittizia verso una storia dimenticata, abbattendo ogni struttura mentale.

Si può scegliere la verità dopo averla rinnegata a tal punto da esserne psicologicamente distanti? La mente è una caverna piena di mostri, ma non esistono se non perchè noi li pensiamo. Dunque riecco la luce, ma la luce è davvero luminosa? La verità è davvero quella giusta da vivere?

Cosa sarebbe peggio? Vivere da mostro o morire da uomo per bene?

Shutter Island è un film che va visto due volte, la prima ci racconta la storia di un uomo che cerca la risposta, la seconda di un uomo che non riesce ad ammetterla.

Leggi anche: The Aviator- Il processo distruttivo di un’ossessione

Andrea Vailati
"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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