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La trilogia del Cavaliere Oscuro- I 3 cattivi: Ra’s al Ghul, Joker e Bane

Il mondo dei Cinefumetti vive sempre di più sul filo del rasoio. Tra trasformazioni narrative e profitto economico come primo obbiettivo, oggi la grande tradizione dei supereroi vacilla, sempre più spaventata di perdere la sua purezza.

Ma il cinefumetto è pur sempre un concetto a sé, traslato in un mondo artistico di diversa entità, è quindi giusto che si “appropri” di quei delicati libricini di carta anche a costo di modificarli? La linea è sottile.

Una cosa è certa però, se parliamo del Cavaliere Oscuro parliamo di una delle più belle saghe cinematografiche mai esistite. Nolan ha preso un nome, Batman, una leggenda eterna con un altrettanto mondo leggendario marcato Dc Comics e ne ha estratto una perla di rara intensità per il genere, tra regia, tematiche, musica e personaggi.

Oggi parliamo dei 3 cattivi principali della Trilogia Oscura, caratterizzati a tal punto da essere parte indelebile del cinema del nuovo millennio.

 1. Ra’s al Ghul:  ” Il Maestro”  

(Liam Neeson in Batman Begins)    

“L’addestramento è niente, la volontà è tutto.”

Bruce Wayne è un uomo debole, ove la sua debolezza si evidenzia nell’aver nascosto i suoi demoni. Ma reprimere ci affonda in un labirinto di rabbia e rimorso, rendendoci incapaci della più importante delle libertà, ammettere la propria fragilità. Ecco che si presenta un uomo ignoto, si fa chiamare Ducard e, silenziosamente, mostra all’uomo spaventato la via della volontà. “Hai imparato a seppellire il rimorso sotto la collera. Ti insegnerò ad affrontarlo e ad accettare la verità”. 

Inizia l’addestramento, Bruce conosce se stesso, il maestro lo fa scontrare contro le sue paure, lo rende libero e gli mostra la via della Setta delle Ombre. La sfida del fiore blu, accettare le proprie paure, sconfiggerle vuol dire comprendere se stessi. Uomini addestrati a sconfiggere 600 nemici, a sfuggire nelle tenebre, ad essere padroni di teatralità ed inganno.

Ma qual è il fine? Eliminare il male dal mondo. Un concetto che si delinea come massima iperbole machiavellica, non ci può essere clemenza, bisogna sradicare i parassiti, estirpare la malvagità. Ma questo non risana una città, la distrugge e non è il presupposto su cui Bruce vuole basare le sue azioni. L’allievo scappa, crede di aver distrutto la Setta e salvato solo il amico Ducard, ma non sa la più travolgente delle verità, che in realtà è proprio Ducard il fantomatico Ra’s al Ghul.

Ma chi è Ra’s al Ghul? Ecco che il nome trascende l’uomo, si concettualizza in colui che nella sapienza, nella consapevolezza vede come unica, imprescindibile verità il fallimento umano. Ma Batman non può permetterlo.

2. Il Joker:  “L’ Agente del Caos”

(Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro)

“Ti sembro davvero il tipo da fare piani? Lo sai cosa sono? Sono un cane che insegue le macchine. Non saprei che farmene se le prendessi! Ecco io… agisco e basta. La mafia ha dei piani. La polizia ha dei piani. Gordon ha dei piani. Loro sono degli opportunisti. Opportunisti che cercano di controllare i loro piccoli mondi. Io non sono un opportunista. Io cerco di dimostrare agli opportunisti quanto siano patetici i loro tentativi di controllare le cose. Quindi quando dico… vieni qui. Quando dico che con te e la tua ragazza non c’era niente di personale, capisci che ti dico la verità. [libera un braccio di Due Facce] Sono gli opportunisti… che ti hanno messo dove sei. Anche tu eri un opportunista. Avevi dei piani. E, guarda dove ti hanno portato. [libera l’altro braccio di Due Facce e questo tenta di attaccarlo] Io ho solo fatto quello che so fare meglio: ho preso il tuo bel piano e l’ho ribaltato contro di te! Guarda cosa ho fatto a questa città con qualche bidone di benzina e un paio di pallottole. Uhm? Ho notato che nessuno entra nel panico quando le cose vanno “secondo i piani” …Anche se i piani sono mostruosi. Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrà ammazzato o che un camion pieno di soldati esploderà, nessuno va nel panico, perché fa tutto parte del piano. Ma quando dico che un solo piccolo sindaco morirà… Allora tutti perdono la testa! [tira fuori una pistola] Se introduci un po’ di anarchia… [carica la pistola facendola prendere in mano a Due Facce] se stravolgi l’ordine prestabilito… Tutto diventa improvvisamente caos. [si fa puntare la pistola sulla fronte] Sono un agente del caos. Ah, e sai qual è il bello del caos? È equo.”

Questo personaggio è forse il capolavoro di questa trilogia.

Non è semplicemente un criminale senza freni, ma colui che agisce seguendo le regole del caos, per mostrare al mondo i suoi stessi inganni, mostrare la società in tutta la sua menzogna, perché “certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo”(ne abbiamo approfondito molti tratti nell’articolo Il Joker- La logica del caos).

Batman qui non ha a che fare con un semplice nemico ma con un concetto, il concetto che distrugge i nostri concetti, o meglio quelli che creiamo per “dare ordine” al mondo anche a costo di oscurare la realtà, quel concetto che chiamiamo caos.

Un agente del caos non ha regole ma ha una logica, una logica destrutturante, capace di svelare le debolezze di chiunque, anche del Cavaliere Oscuro. Joker prende una società, una civiltà fatta di canoni, prende insomma un sistema ordinato e ne stravolge le più profonde strutture, riportando il mondo, l’uomo, al suo stato primordiale, pura essenza caotica. Ne siamo affascinati, quella nostra parte irrazionale si sente solleticata, il raziocinio rabbrividisce, Joker è folle poiché non ha freni, ma quei freni esistono davvero?  Non possiamo sconfiggere il caos perché non ha forma, è pura essenza e contrasto, Batman questo lo capisce, a tal punto da dover costruire una grande menzogna per salvare Gotham non da Joker, Joker  può essere sconfitto, ma dall’oscurità della verità.

3. Bane:  “Plasmato dalle Tenebre”

(Tom Hardy ne Il Cavaliere Oscuro-Il ritorno)

“Pensi che l’oscurità sia tua alleata?! Ma tu hai solo adottato le tenebre, io ci sono nato, mi hanno plasmato…ho visto la luce quando ero già un uomo ed a quel punto per me era solo…ACCECANTE”

Pensavamo che la Setta delle Ombre fosse morta, ma non è così, i concetti, gli ideali non si distruggono facilmente.

Batman è indebolito dalla storia di Joker, psicologicamente vittima della menzogna creata da lui e Gordon, fisicamente indebolito dalla sua “arroganza”. “La vittoria ti ha sconfitto”, ecco come si presenta un personaggio davvero affascinante, poiché la sua brutalità fa solo da contorno ad una  ben più sottile capacità, quella di insinuarsi e distruggere dall’interno le fondamenta di un uomo, Bruce Wayne, di un super eroe, Batman e di un’intera città, Gotham.

Egli è plasmato dalle tenebre, sono sue, e questo lo rende capace di incarnare l’essenza stessa delle paure che Batman credeva di aver sconfitto, o meglio dominato. Egli riprende i piani del mentore Ra’s al Ghul, nonostante lo avesse rinnegato, ma ne fa un utilizzo ben più subliminale. Non basta semplicemente distruggere una città, ma mostrare all’eroe che voleva salvarla(Batman) come questa possa distruggersi da sola se si innesca un po’ di anarchia, se si mostra la grande menzogna del “Decreto Dent” riportando il mondo a stagnare nell’hobbesiano “Homo Homini Lupus”. Come sconfiggere l’incarnazione del dolore, colui che non soffre ma è sofferenza, meravigliosa infatti è anche la caratterizzazione del personaggio sempre in affaticamento respiratorio e costretto ad una macchina, colui che non ha paura ma è la paura?

La risposta è nella prigione, la risposta è nella paura stessa, ma questa è un’altra storia per il prossimo articolo.

Leggi anche: Christopher Nolan- Il regista che trascende i generi

Andrea Vailati
"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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