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Perché bisogna assolutamente vedere Bojack Horseman?

Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell’uretra. E a volte quando torni a casa dopo un giornata di calci nell’uretra ti va solo di guardare uno show su gente amabile dove si vogliono tutti bene. E dove qualunque cosa succeda alla fine di quella mezz’ora, be’, è tornato tutto apposto. No, sai, perché nella vita vera… ho già detto quella cosa lì dell’uretra? (BoJack Horseman)

La prima stagione di Bojack Horseman ha avuto critiche contrastanti, probabilmente questa citazione tratta dal primo episodio della serie ha tratto in inganno molti critici. Indiewire, un sito di recensioni americano molto seguito, ha bollato la prima stagione con un voto appena sufficiente a seguito della visione dei primissimi episodi della serie ad esempio.

Proprio questo caso ha portato poi lo stesso sito a modificare la sua politica e a giudicare le stagioni solo dopo averne visti tutti gli episodi.

Perché vi dico tutto questo? Perché se andate su Indiwire oggi troverete ‘’The 20 Best Animated TV Shows of the 21st Century’’ con Bojack Horseman al primo posto, perché è questo quello che ti fa questa serie, ti spiazza…

La televisione è un movimento in costante rivoluzione, Twin Peaks, Breaking Bad, Lost, sono solo degli esempi, il quadro generale mostra una costante evoluzione dei mezzi e del linguaggio, si parte da intrattenimento puro e si arriva a storie con una potenza drammatica avvolte ben superiore a quella cinematografica. Questo a causa della serialità, che permette una maggiore profondità del personaggio e una maggiore impersonificazione da parte dello spettatore, ma richiede un lavoro di sceneggiatura e regia ben maggiore della circoscritta opera filmica.

Bojack Horseman in questo senso supera ogni serie animata mai ideata dall’uomo, riesce a dare una profondità d’animo al suo protagonista senza precedenti.
Un rapido confronto con i Simpson, serie collocata al terzo posto della classifica precedente solo dopo South Park, risulta subito evidente quanto siano imparagonabili, proprio grazie all’innovazione presente in Bojack.

Il doppiatore Will Arnett ha indicato quello di Bojack, il cavallo stella cadente di Hollywood, come il ruolo più difficile della sua carriera, un ruolo che, come si dice in gergo, si portava spesso a casa, anche settimane dopo le riprese.

‘’Princess Carolyne: Martedì, per te, può andare o sei forse troppo preso a masturbarti davanti alle tue vecchie foto?

BoJack Horseman: Ti ho spiegato che non era quello che stavo facendo. Mi masturbavo davanti a quello che la foto rappresentava. Tu sei entrata nel momento peggiore.’’

Ora, l’innegabile potenza drammatica del protagonista poteva comportare il rischio che la serie risultasse un po’ pesante, ed è qui che entrano in gioco tutti gli altri personaggi. Infatti per quanto la serie sia molto Bojack-centrica il profondo taglio di humor è inflitto proprio dal contorno in cui è ambientata, voglio dire Bojack è un cavallo, la sua ragazza è un gatto, c’è un pinguino che mi fa morire ogni volta che lo vedo, tutto ciò al servizio del dramma principale, e come la storia della tv insegna, gli unici cartoni animati (di questo stiamo parlando) che funzionano sono quelli ricoperti di un dolce e accondiscendente velo di comicità, che nasconda e smussi i duri spigoli dei personaggi, che sono però necessari per dar forma al velo, e per regalare al tutto un tono molto più leggero, all’apparenza.

‘’Mr. Peanutbutter: Oh e per te non lo è? Sei una star milionaria con una donna che ti ama e hai anche un ruolo nel film dei tuoi sogni. Che cos’altro puoi volere? Cioè che cos’altro ti dovrebbe regalare l’universo?

Bojack Horseman: Io voglio sentirmi bene con me stesso, come fai tu e… non so come si fa. E non so se ci riesco.’’

Di fatto Bojack Horseman è un escalation, nella prima stagione intuisci, ridi, intuisci, ridi, entri lentamente nel personaggio, ragioni come lui, ti affezioni ai suoi amici, ridi di loro, poi lentamente inizi a desiderare di essere più come Mr. Peanutbutter che come Bojack, inizi a farti delle domande, inizi a chiederti se non sei anche tu un Bojack, alcuni giorni lo sei, lo sai che lo sei. Ed allora è lì, è quello il momento in cui questa dannata serie ti prende, non con le risatine o con le incredibili cose che si possono ottenere facendo tornare in vita JD Salinger e facendogli scrivere un format per la TV, ma facendoti porre domande su te stesso, sulla vita e sulle relazioni.

Ma non è da prendere con leggerezza, nel senso che come tutte le serie meritevoli di visione, alcune puntate sono come un calcio nello stomaco mentre ti pieghi per raccogliere gli occhiali, inaspettate, dolorose e incredibilmente in grado di colpirti nel profondo.

Questo è il motivo per cui secondo me Bojack Horseman è una serie imperdibile.

[BoJack Horseman e Mr. Peanutbutter si baciano] Vai con la kiss cam! Eh, se avessi avuto la kiss cam per Il giovane Holden… be’, solo un altro dei miei numerosi rimpanti. (J.D. Salinger)

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