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American History X – il vuoto dell’odio e il suono dell’umanità

Sposare una causa, circoscriversi in una fratellanza e nel suo ingombrante senso di appartenenza, colmare il vuoto esistenziale con ideologie estremiste, tatuarsi per l’eternità un simbolo, credere fortemente in qualcosa e arrivare a macchiarsi di sangue per questo credo, decidere di riempire il già vacuo senso della vita con l’odio e la violenza. American History X , pellicola sublime del 1998 ed ancora poco conosciuta, rappresenta proprio questo.

American History X è un titolo inusuale, American History X è una storia casuale, una storia violenta, disperata, sanguinaria, una storia singolare eppure così simile a tantissime altre. Due fratelli, Derek (Edward Norton) e Danny, seguiranno un percorso diametralmente opposto, due fratelli conosceranno il prezzo del sangue e dovranno in qualche modo pagarne il conto. Derek è la linfa, l’idolo della fratellanza, il suo leader, il grande conoscitore del Mein Kampf, l’aizzatore della folla, l’oratore e il motivatore implacabile, il lucido fanatico, Derek è il fulcro di questo manipolo di neonazisti.

Il ritorno di ideologie sepolte come la supremazia ariana, l’elogio e la purezza della razza bianca, la xenofobia come primo combustibile di una faida tra bianchi e neri, ariani ed ebrei. Musi gialli, negri ed ebrei sono il male da allontanare e talvolta da estirpare, anche la classica apertura allo staniero tipica e fondante della mentalità statunitense, è da rigettarsi per gli skinhead della fratellanza.

American History X

La supremazia è l’elogio fanatico e superbo di un’unica razza destinata a dominare.

Lottare contro coloro che hanno indebolito uno stato, riappropriarsi attraverso l’odio e la violenza di qualcosa, ricercare spasmodicamente un nemico dandogli un volto ed una connotazione, estirpare una pianta secca da una comunità. Ecco cosa pensano e come scandiscono le ore della giornata Derek e i suoi ‘fratelli violenti’.

Derek spara ripetutamente al nero che faceva da palo davanti alla sua abitazione, Derek assetato ferisce il secondo e prova a fermare il terzo, poi arriva il momento in cui il credo diviene azione, l’istante folle che rende Derek la bestia. Il primo piano sull’espressione truce, orgogliosa e spiritata di Derek è monumentale, la realizzazione è semplice.

Il leader non è solo il motivatore ma anche e soprattutto colui che si sporca le mani. Derek rende l’esemplarità di un gesto un motivo di vanto e orgoglio per un’intera fratellanza, l’uomo di colore ferito è costretto a poggiare i denti sul marciapiede, la bestia fuori controllo può finalmente liberare un calcio. Un lento voltarsi per essere ammanettato dalla polizia e uno sguardo intenso verso il fratello Danny, Derek nell’atto di violenza è un essere perfettamente realizzato, l’ascesi violenta del suo spirito.

Il rallenty sul lento inarcarsi delle sopracciglia rende l’idea come nient’altro. La coscienza è appagata, l’estasi febbrile diviene sudore, i dettami del suo credo sono finalmente sublimati dall’atto. Uccidere, per Derek, è stato come un gioco perverso, un’esaltante missione di un toro impazzito.

American History X

Danny deve ripartire da questo, dalla sicurezza trasmessa dall’espressione del fratello, Danny deve credere all’impatto di questo esempio e prendersi cura della famiglia. Ciò che sembrerebbe ‘spettacolarizzazione della violenza’ è in realtà, una vivida e maledetta fotografia senza filtri.

Ora i due fratelli saranno separati dal compito della giustizia, e forse il fratello ancora più in trappola dei due, è Danny, quello dei due soltanto apparentemente libero. L’esperienza carceraria è per Derek una nuova vita, anche una mente brillante come la sua, aveva capito troppo tardi che alla fine il motivo dominante che lega da sempre le interazioni umane, è la solita logica del compromesso, dell’attesa, della convenienza. American History X è un potentissimo insegnamento di vita.

Le torture subite sono una punizione, un contrappasso dantesco. Derek che viveva da re in un paradiso ideale fatto di supremazia e violenza ed ora è in un inferno reale, fatto di torture e sottomissione.

Il dialogo tra Derek e Sweenie, il suo ex professore di colore, racchiude l’essenza intera del concetto di umanità:

[ -Tu devi farti la domanda giusta…
 -e qual è ?!
 -Tutto quello che hai fatto, ti ha reso la vita migliore ?! … ]

Il giovane Danny è in trappola, più di Derek che sta percorrendo il suo calvario e la sua espiazione carceraria. Derek ha ora una missione nobile, fatta del suono dell’umanità e della redenzione, la vecchia bestia crede ora nel cambiamento e nella redenzione ed anche suo fratello deve farne parte. Derek deve al contempo finire di salvare se stesso e suo fratello.

American History X

Per tributare la scarcerazione del fratello, Danny consegna a scuola un tema di lode al Mein Kampf, il credo si consolida nella mente del ragazzo e per Derek la vita ha già in riserbo una nuova sfida.

Dopo aver passato anni interi a credere nel vuoto del nulla, Derek stava riascoltando le note dell’umanità, il senso puro della sua esistenza e al bene della sua famiglia. Ma un rumore sordo rimbomba nella scuola di Danny, una semplice contesa con due ragazzi di colore finisce in un bagno di sangue, passare dal rumore al suono implica sempre qualcosa. Danny aveva in mano un tema dal titolo “American History X”, la storia di suo fratello, della sua famiglia, la storia del valore sacro della redenzione, pagine intrise del sangue innocente di Danny. Il valore del messaggio in American History X, ha un rumore violento, un doloroso passaggio che si trasforma poco a poco in malinconico suono.

Nulla è peggiore di una esistenza ricolma di nulla, quel nulla di nome odio.

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