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Donnie Brasco – La trappola del ruolo

Donnie Brasco non è un film, è piuttosto una storia vera riadattata a pellicola. Immedesimarsi, condividere il quotidiano, abusare del metodo Stanislavskij ed essere intrappolati in un soggetto, lo sconfinamento tra recitazione e realtà, l’essere schiavi di un ruolo, tutto questo racchiude il tema dominante che regge l’impalcatura drammatica di questa autentica perla cinematografica. Un film figurante nelle migliori dieci pellicole della storia nel genere gangster-movie, secondo l’American Film Institute.

Donnie Brasco è la trappola del ruolo, un ‘disturbo bipolare’ indotto dal contesto lavorativo.

Johnny Depp veste nel film i panni di un agente dell’ Fbi infiltrato in una cosca mafiosa, ed è quindi autore di una ‘metarecitazione‘, una recita in un’altra recita. L’agente  Joseph D. Pistone deve recitare un ruolo, familiarizzare con un soggetto non suo, entrare in contatto con la fazione opposta, invadere le linee nemiche in maniera camaleontica. L’aggancio giusto è Lefty (interpretato da un Al Pacino che riesce letteralmente a turbare lo spettatore) colui che per primo spiega a Donnie il senso della domanda retorica del gergo mafioso :

Che te lo dico a fare ?!”

L’infiltrato, che si farà chiamare Donnie Brasco, viene a contatto con Lefty (Al Pacino) un mafioso della vecchia generazione che ha già imboccato la parabola discendente. Un onesto mestierante del malaffare, indebitato, degradato nella scala gerarchica della cosca, offeso da un figlio tossico, stanco delle sue mansioni criminali, ma ancora in qualche modo orgoglioso del suo ambiente d’appartenenza.

Esordisce la recitata carriera malavitosa di Donnie Brasco, Lefty è colui che “garantisce per lui”, il suo mentore, la guida che vuole fare di lui “un bravo ragazzo“. Donnie pranza a casa del mafioso, conosce il figlio con problemi di tossicodipendenza, festeggia insieme il Natale, conosce la sua quotidianeità e respira i malumori del vecchio Lefty che continua ad essere sorpassato dalla giovane leva, Donnie familiarizza con quello che dovrebbe essere il suo nemico. Ma più che familiarizzare, tra il tempo impiegato come infiltrato e la trappola schiavizzante del suo ruolo, Donnie ha trovato nella cosca una famiglia sostitutiva. Ignora la moglie, non segue le figlie come un tempo, saluta freddamente e con astio la moglie, arriva addirittura a picchiarla quando la situazione drammatica giunge al culmine.

Uno dei momenti più difficili da superare per il ‘senatore’ Lefty è l’aver scoperto che dopo trentanni di onorata carriera malavitosa, è stato scavalcato dal giovane e instabile Sonny Black (Michael Madsen). L’ambiente non ha tutelato la sua figura, e prima della meritata ‘pensione’ deve continuare a svolgere un ruolo secondario, avendo un altro referente a cui prestare fedele servizio.

Un ruolo da comparsa e non da primattore, come invece si sarebbe aspettato.

Quando Donnie è ormai un membro rispettato e ha una posizione ben salda nel clan, Sonny inizia a capirne la bravura e la freschezza e decidendo di nominarlo reggente degli affari in Florida, crea in qualche modo una piccola frattura nel solido binomio Donnie-Lefty.

Lefty sempre più avvilito e affranto, continua ad incassare un altro declassamento, stavolta è stato scavalcato anche dal pupillo tanto sponsorizzato. Un frangente chiave che sanerà il dissapore tra i due, sarà invece rappresentato dalla presenza Donnie in ospedale, mentre un commosso Lefty soffre per il figlio vittima di un’overdose e in lenta ripresa dopo l’infarto. Il dolore è come cemento che ridà solidità alla loro amicizia, la crepa è ormai sistemata.

Prima di essere vittima di un raggiro, gli uomini di Sonny Black bruciano sul tempo Sonny Red e i suoi uomini, che stavano proprio per ordire un massacro in grande stile. Le attività possono riprendere in grande stile, il massacro di Sonny Red equivale nell’ambiente ad una promozione imminente. Lefty avrà un ruolo più alto e la scalata del suo adorato pupillo Donnie, sarà anch’essa proclamata a breve termine.

Questo, prima che alcuni agenti dell’Fbi decidevano di affrontare faccia a faccia e con grande spavalderia, la cosca di Sonny Black, gettando sul biliardo le foto dell’agente Pistone, colui che tutti credevano essere ‘Donnie‘. La sera del giorno stesso, Lefty viene ‘convocato’ dai suoi, lo stanco gangster depone in un cassetto le ultime banconote, le chiavi della sua adorata Cadillac e i suoi gioielli, affinchè siano utilizzati dalla sua compagna. La pellicola lascia intendere che per Lefty, sarà l’ultimo atto.

Il film si apre e si chiude allo stesso modo, un primo piano sugli occhi cupi dell’agente Joseph D. Pistone che dopo una frenetica e poco sentita cerimonia di premiazione con la famiglia e i vertici dell’Fbi, fissano il vuoto. Occhi spenti specchio di un’anima incupita e cambiata per sempre, occhi che lentamente si rivolgono verso il basso, atteggiamento sintomatico di manifesta tristezza e turbata coscienza. La placida malinconia del violino e del pianoforte, si sposa alla perfezione con l’amaro momento, accompagnando i tristi pensieri e il sentimento stravolto, dell’agente infiltrato…

Colui che con stima, orgoglio e fiducia, era un tempo chiamato da Lefty e soci, ‘Donnie Brasco.

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