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Men in Black 3 – L’importanza di mangiare un pezzo di torta quando tutto va storto

 

Man in Black 3 è il terzo capitolo di una serie cinematografica fantastica. Film avvincente, esilarante e pieno di sorprese. In questo capitolo il mondo è ancora una volta in grave pericolo a causa dell’evasione di un potente criminale denominato Boris l’animale che tenterà di distruggere l’umanità, tornando nel passato per poter influenzare il futuro.

Toccherà all’agente J e K a dover riportare pace ed equilibrio sul pianeta Terra.

Nessuna delle tre produzioni riesce a deludere gli spettatori perché ognuna riesce a combinare in maniera esilarante elementi fantastici con quelli reali. Ancora una volta sono sempre i dettagli che rendono il film speciale. Sono tutte quelle brevi scene, l’abbigliamento, la musica, le conversazioni e immagini che rimangono impresse nella mente dello spettatore una volta concluso il film.

 1. La scena

Questa scena rappresenta un punto critico del film. Gli agenti J e K non riescono a rintracciare Griffin, un alieno Arcaniano che non solo prevede il futuro, ma conserva anche una tecnologia chiamata ArcNet, la chiave per la salvezza del pianeta.

K: “Ci vuole una torta.”

J: “Che cosa?”

K: “Mio nonno diceva: “Se hai un problema che non riesci a risolvere.. smettere di pensarci aiuta.”.. Una torta è buona”

J: […] “Sai che ti dico abbiamo fatto delle cose molto furbe abbiamo seguito indizi fatto un vero lavoro poliziesco sarebbe arrivato il momento di fare qualcosa di stupido. […] Sai che ti dico? Ora io voglio andare a mangiare una fetta di torta, andiamo a mangiare una cazzo di torta.

2. Analisi

– Il non pensare aiuta a pensare

L’agente K anche in una circostanza disastrosa riesce a mantenere la calma e riflettere su cosa fare per risolvere una situazione che sembra ormai senza soluzione.

Forse è proprio per questo che il personaggio decide di utilizzare un vecchio insegnamento del nonno rompendo gli schemi. Questo ragionamento non è del tutto illogico, al contrario, molte volte l’impeto di dove risolvere un problema inibisce le possibili prospettive da prendere in considerazione.

Decidere quindi di abbandonare la sfera presente per dedicarsi a qualcosa di totalmente diverso aiuta non solo ad abbandonare il coinvolgimento emotivo, ma anche ad aiutare il cervello a sviluppare la circostanza e ricaricarsi per poter ricominciare da zero.

– Il valore della torta

La scena successiva è molto importante: determina il valore della torta chiarendo la sua funzione. L’agente J non crede al ragionamento dell’agente K e continua a lamentarsi della gravità della situazione e di quanto sia inutile perdere tempo in questo modo. L’agente K cerca di cambiare argomento affermando che “la torta non funziona se non glielo permetti”. I due iniziano a conversare fino a quando due fan di baseball entrano lamentandosi della stagione dei New York Mets. In quel momento l’agente J riesce a collegare il miracolo della vincita del campionato da parte dei Mets con le parole del suo amico Griffin: la torta, seppur non direttamente coinvolta, ha quindi funzionato.

È facile chiedersi in questa situazione come la torta abbia voce in capitolo in questa storia quando è l’entrata dei fans ad essere decisiva. La risposta è semplice, ma nascosta nella logica della conversazione. All’inizio del discorso l’agente J si rifiuta di abbandonare il discorso, focalizzandosi sul problema. Una volta iniziato a mangiare l’attenzione si distoglie dal problema, rilassando inconsciamente tutta la tensione e la paura di non trovare una soluzione oramai addensata al pensiero del problema stesso. Tale essenziale rilassamento porta la mente a riprendere una funzionalità non percossa dal pensiero di non poter trovare soluzione. Così la soluzione giunge.

La torta ha semplicemente un valore simbolico, considerato che il vero fine è quello di fare qualcosa di diverso e dimenticarsi della situazione attuale. Funziona semplicemente perché l’agente K riesce molto bene a spingere l’agente J fuori dalla bolla del problema e a parlare di qualcosa di diverso come la sua relazione con l’agente O. La torta quindi funziona non per ciò che e’ ma per ciò che rappresenta: il cosmos nel caos. Non e un caso che il film si chiude con i due agenti che mangiano una torta.

Il cambiamento in positivo e la risoluzione del problema della trama sono entrambi sanciti dalla mangiata di torta dei due personaggi principali del film.

Da paradosso, quindi, questa soluzione del mangiare una torta quanto tutto va storto diventa pura logica strategica. Nel caso non funzioni almeno si può dire di aver gustato un pezzo di torta.

Andrea Vailati

"Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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