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Non essere cattivo – Il Cinema italiano che racconta spaccati di vita.

Penso a non essere cattivo, a Claudio Caligari, a Valerio Mastandrea, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, ai frames del film. Penso a tutto questo mentre ascolto Bon Iver.

Il ricordo della trama, dei rapporti fra i personaggi e delle vicende, ascolta pure lui Bon Iver e si fa più romantico, evidentemente più emotivo. È per questo che la musica, o meglio le colonne sonore, talvolta, sono così appropriate, così suggestive. [considerazione mediocre 1.0]

Mi torna in mente l’orsacchiotto grigio con la maglietta rossa.

Mi torna in mente lo sguardo di Vittorio (Alessandro Borghi) alla ricerca di Cesare (Luca Marinelli). Dico subito che i due attori sono sublimi in questo film.

Penso all’amicizia e penso che Non essere cattivo sia un film sull’amicizia prima che sulla droga e sui suoi effetti. Sulla necessità dell’amicizia. Sull’amicizia vera, non esaltata dalla droga, un’amicizia che c’era già prima di farsi.

Sono stato affascinato e soddisfatto dal film. Per il racconto dell’amicizia pura fra Vittorio e Cesare. Non frizzantina ma pura. Anche se la coca frizzantina ha il suo perché.

La trama può pur essere poco originale – abbiamo già visto margini cittadini e borgate preda delle droghe – ma è imbevuta, ubriaca, fatta di vita e di emozioni vere.

Il cinema che preferisco e che ritengo più complesso da fare e da vedere è proprio quello che racconta la vita, per quella che è, per quello che percepisce di essa il regista. Gli spaccati di vita.

Borghi non è lo stesso di Suburra e non soltanto per l’aspetto fisico e per le allucinazioni felliniane, ma per carattere. Cesare – il suo personaggio – attraversa delle fasi, esattamente come un ragazzo alla ricerca del suo posto nel mondo, passando per il lavoro e l’amore.

Marinelli è meraviglioso, poco Zingaro e un po’ drugo dall’animo non cattivo e pieno di amore viscerale, di pancia, per la nipotina.

La verità è che a Cesare non gliene frega niente d’essere cattivo per ottenere qualcosa, nun ce pensa, gli frega solo di poche persone, manco della droga gli frega così tanto. Tutto è facile, tutto è possibile.

Esempio: se non lavora lui al cantiere, non lavora nessuno. Facile.

I due amici corrono su due strade diverse nella seconda parte del film ma l’intensità del loro rapporto li tiene ad una giusta distanza, vicini non per caso o per sceneggiatura. Per scelta.

Il poco successo nelle sale ha avuto come bilanciamento dantesco il grande successo del passaparola post distribuzione. Merito di Caligari, Mastandrea, et cetera.

Bella speranza per il cinema nostrano.

Quel cinema italiano che non ha nulla, davvero, da invidiare ai gangstermovies americani. La provincia e i bassifondi, spesso background di queste sceneggiature, conferiscono un tono di maggiore verità a film come Non essere cattivo.

Viva questo cinema italiano!

 

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