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Il Cavaliere Oscuro: il ritorno – La Speranza

Il cavaliere oscuro – il ritorno è un film del 2012 diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Christopher Nolan, regista già noto al pubblico per la produzione dei primi due film della trilogia (Batman Begins e Batman – Il cavaliere oscuro).

La terza, nonché ultima pellicola, intende appunto concludere la storia di Batman (Christian Bale) donandogli una sorta di lieto fine. A fianco del Cavaliere Oscuro ritroviamo Alfred (Micheal Caine), fedele amico e confidente, ma anche il commissario James Gordon (Gary Oldman) un uomo deluso da sé stesso. Non mancano di certo anche nuovi protagonisti, come la sensuale Selina Kyle (Anne Hathaway) e il testardo John Blake (Jospeph-Gordon Levitt), tutti pronti a fronteggiare una terribile minaccia che porta il nome di Bane (Tom Hardy).

Ad otto anni di distanza dalla morte di Harvey Dent (divenuto poi Due Facce per colpa del Joker), Gotham è serena e in pace, tutti tranne i nostri protagonisti, gli unici a conoscere la verità su quella fatidica notte che portò alla fuga di Batman e alla reclusione dalla vita pubblica del miliardario Bruce Wayne. In questa pellicola, però, avranno tutti la possibilità di riscattarsi per «salvare l’anima di Gotham». Nolan cura ogni dettaglio, senza tralasciare l’aspetto psicologico dei suoi protagonisti, svelandoci quel poco che basta per conoscerli ed empatizzare con loro, lasciando sempre un alone di mistero che li avvolge. Persino Batman, soggetto che seguiamo, in questo caso, dal 2008, ci risulta ancora difficile da decifrare. Questo perché Nolan, in modo geniale, ci fa rivelare qualcosa di lui da ogni personaggio introdotto, tanto da far dubitare sia noi che Batman della sua identità.

Con Nolan impari ad apprezzare il drammatico: le fotografie e le riprese sono caratterizzati da colori molto freddi, scuri, e ciò consente di far risaltare un colore acceso come il rosso del rossetto di Selina Kyle, ma anche la tristezza negli occhi di Gordon e Alfred.

Nolan sceglie gli attori con precisione impeccabile perché, come già detto, presta attenzione ai più piccoli dettagli, esaltando il talento, in modo che ogni personaggio sia interpretato con la giusta durezza e freddezza di cui necessita. Gli attori sono perfetti per il ruolo che ricoprono. Soffermiamoci però sulla figura del nuovo antagonista: Bane.

Non sappiamo molto di lui, ciò che il film ci rivela sono pochi particolari ma, ciò che ci è dato conoscere, è che lo temono tutti. Paradossalmente sarà proprio Bane a dare la possibilità a Batman di riscattarsi. La sua forza e la sua astuzia superano quella di Batman di gran lunga, ma quello che li differenzia è la capacità di lasciarsi tutto alle spalle. Malgrado sia un personaggio che “diffonde speranza” ai suoi nemici, Bane perse questa piccola fiammella tanto tempo fa, rendendo più semplice per lui non farsi toccare da essa. Proprio per questo, quando Bane dà la possibilità agli abitanti di Gotham di potersi salvare aggrappandosi alla speranza, si segna la linea sottile che definiscono i due personaggi. Infatti, Bane fa credere agli abitanti di potersi salvare, ma in realtà quella che diffonde è semplice menzogna mascherata dalla speranza di poter continuare a vivere, rendendo la triste verità ancora più amara. Ciò dice molto del nostro antagonista.

Egli è il potere divoratore di colui che distrugge ogni speranza, portando conflitto e debolezza negli animi dispersi.

Batman, invece, ne è rimasto quasi scottato: la speranza di vendicare i suoi genitori, quella di riuscire a sposare la donna che ama, quella di essere un simbolo di giustizia per Gotham, tutto perso quando Joker fece esplodere il palazzo con Rachel dentro. Ma, a differenza di Bane, lui continua ad essere spinto verso la lotta, verso anche la sconfitta ma senza resa. La speranza di Batman è quel tipo di motore che tiene in vita le persone, ma non per farle sopravvivere, per farle vivere.

Quindi, la particolarità dei film di Nolan è la speranza, quel dolce miele che rende ogni resa più amara.

Anche Selina Kyle non è esonerata dalla sua forza. Lei, come molti, tenta solo di sopravvivere. È una ladra molto astuta che tenta di ricominciare una vita nuova. La speranza di un futuro solido la porta nella villa di Bruce Wayne alla ricerca delle sue impronte, necessarie per “lo smacchiatore”, un programma capace di cancellare il passato di chiunque. Selina Kyle è il personaggio più apatico del film, ma la speranza la trasforma da nemico (per come ci è stata presentata all’inizio del film) a sostegno e complice per Batman.

Ella è la speranza di poter essere chi vuole, e non chi è necessario che sia per non venire surclassata dal mondo.

Il personaggio che, però, è stato più assorbito dalla speranza è Batman. Infatti, come notiamo, ogni film ha una trama a sé, ma tutti seguono un grande filo logico ed è tutto collegato: nel primo film, Bruce è un uomo arrabbiato, spinto dal solo desiderio di vendicare i suoi genitori  senza vedere un disegno più grande di quelle che potrebbero essere le sue possibilità; nel secondo, invece, è forte, riflessivo e sicuro di sé, crede di poter salvare tutti perché lui è colui che può farlo; nel terzo, infine, è un uomo distrutto, stanco e affaticato anche dalla ferite riportate dai precedenti scontri, quelle che, inconsapevolmente, gli ricordano il suo più grande fallimento, quello di non essere riuscito a salvare Rachel.

Così egli ha prima trovato la speranza, poi ne ha fatto il suo scopo più assoluto, infine è crollato dinnanzi ad una montagna da egli stesso costruita, ma fin troppo alta da scalare.

Eppure, infine infine, ne ha ritrovato la sorgente primordiale, connessa alla paura più sincera, tale da riportarlo alla sua vera forza, quella che lo ha reso l’eroe di cui Gotham ha ancora una volta bisogno.

Quanta forza può dare la speranza, e che ruolo divino possiede. In sé racchiude sia bene che male. Ha la capacità di renderti l’uomo (o donna) più forte del pianeta e di buttarti nell’inferno delle tue delusione e colpe in un solo istante. È grazie ad essa che riusciamo a non arrenderci anche quando tutto il nostro corpo ci grida di farlo. Aggrapparsi ad un piccolo lembo di speranza è come quando cadi dalla bicicletta e qualcuno ti tende la mano per aiutarti a tornare in piedi. La volta dopo avrai meno paura di cadere, perché sai che non sarai da solo ad alzarti; sarai più forte di prima.

Tra lotte e duri scontri con quella che è la realtà, Batman dovrà di nuovo imparare a migliorarsi, a doverci provare e a fallire, ed imparare da quei fallimenti. Dovrà tornare al punto di partenza e usare il dolore come forza per essere il simbolo che Gotham merita e quello di cui ha bisogno adesso. Nolan ci ha fatto riscoprire Batman sotto una luce nuova, facendolo amare al grande pubblico. È riuscito a plasmarlo al meglio, trasformandolo in un esempio da seguire, un modello a cui gli spettatori possono ispirarsi. Tutti noi possiamo metterci in gioco ed imparare dai nostri errori. Tutti noi possiamo essere un po’ Batman.

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