News

Ella e John – Il nuovo viaggio di Paolo Virzì

Immagine correlata

Non poteva che essere il turno di Paolo Virzì; dopo Tornatore, Muccino e Sorrentino anche il regista livornese si è arreso al seducente richiamo di Hollywood, indubbiamente il più affascinante tra i lidi per un regista ormai più che esperto, ma tuttavia ancora ignaro di cosa significhi lavorare al di là dei confini italiani, e di quali stimoli un’esperienza simile possa portare.

Un viaggio nell’oasi del cinema che non può non richiamare, nella memoria dei suoi più appassionati ammiratori, i numerosi viaggi intrapresi dai suoi protagonisti più celebri. E non poteva che essere Ella e John-The Leisure Seeker, il nuovo viaggio di Paolo Virzì. Un bel salto, verrebbe da dire: dall’accogliente e familiare ambiente livornese, agli incredibili e suggestivi paesaggi statunitensi, con tanto di camper (il Leisure seeker, che dà il nome al film), campeggi, Hemingway, Janis Joplin e strade che sfrecciano sulla superfice dell’Atlantico quasi galleggiando.

A seguire la doverosa introduzione, presentiamo il film: i due sono una coppia di ottantenni che sfuggono alla prigionia di figli e dottori e si danno all’ultima vera avventura insieme, in direzione casa di Ernest Hemingway, di cui lui, John, nonostante una demenza senile che lo porta a scordare l’età dei suoi figli, sa a memoria morte e miracoli. Un grande Donald Sutherland, a metà tra un professore vissuto ed interessante ed un bambino incapace di decidere per sé stesso, avventato e curioso di (ri)scoprire il mondo.

Risultati immagini per ella and john donald sutherland

Scoprire il mondo. Il richiamo al viaggio di formazione di marca Woolfiana che Virzì ci ha più volte regalato (Caterina verso la grande città come Tanino all’inseguimento dell’illusione amorosa) è lontano e quasi inudibile. Ma a chi conosce il regista, probabilmente, non è sfuggito il bagliore negli occhi di John ogni qualvolta la sua mente cessava di seguire il percorso prestabilito dall’esistenza per divagare in mondi lontani, passati, ed estranei alla sua condizione di uomo destinato a cure artificiali per il resto dei suoi ultimi anni.

Capriccioso, quasi, nel chiedere hamburger nei momenti meno opportuni, entusiasta nel raccontare e nel condividere le sue conoscenze su Hemingway con persone conosciute per caso pochi secondi prima. E i sorrisi nel riconoscere visi e situazioni nelle diapositive mostrategli dalla moglie, cosa sono se non i sorrisi di un bambino che riconosce sua madre da piccolina in una vecchia foto in bianco e nero? Non ne vuole sapere di rimanere seduto a farsi compatire, no, come se la sua vita fosse appena cominciata; con l’unica sicurezza dell’amore di Ella, nella libertà di sentirsi nuovamente incoscienti come ventenni.

In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.

Gli si perdonerà, al nostro Paolo, la moltitudine di scene non proprio verosimili a cui il suo cinema non ci aveva abituato (come lo scontro con i rapinatori o la fuga dall’ospedale), o l’utilizzo di cliché già visti sul mondo degli anziani incompresi. D’altronde, come John stesso dice riguardo Hemingway, c’è chi ha scambiato la sua semplicità per banalità.

Leggi anche: Ovosodo- Nel mentre, cerchiamo la felicità

Ma se in John vediamo un bambino incosciente ed entusiasta, sarebbe sbagliato attribuire ad Ella la figura della madre: è anzi un amore profondo e radicato quello che la lega al marito, e, vogliosa di concludere il viaggio al suo fianco, sceglie anch’essa di provare ad ignorare per un attimo la cruda realtà dei fatti, ovvero un tumore oramai inarrestabile e la condizione del marito che le impedisce di perderlo di vista anche un solo istante.

La ignora perché vuole spremere anche l’ultima infinitesimale goccia di felicità da un unione più forte di datatissimi tradimenti, vecchiaia, malattie, e pronta a sfidare il finché morte non vi separi. E tutto ciò è suggellato nella scena d’amore finale, prima che Ella decida di aprire alla loro unione le porte dell’eternità.

Risultati immagini per ella and john mare

Sia chiaro, chi si aspetta capolavori del calibro de La Prima Cosa Bella, Ovosodo o il Capitale Umano, rimarrà estremamente deluso. Ma non per questo, Ella e John non vale la pena di essere vissuto e ascoltato; guardando oltre qualche forzatura e qualche ridondanza, si può ancora intravedere il Virzì che con la sua poetica ci ha più volte coinvolto e commosso. Sperando che il suo prossimo viaggio ci riesca nuovamente.

Leggi anche: La Pazza Gioia – Solo liberandola la follia può sorridere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.