Home Nella Storia del Cinema Cinema Italiano L'Attesa - Tra Angosce e Silenzi, l'Esordio di un giovane autore italiano

L’Attesa – Tra Angosce e Silenzi, l’Esordio di un giovane autore italiano

Vedere un film dopo che il regista è stato ore ed ore a parlare con te non è mai facile: prima di tutto perché hai una serie di notizie e suggestioni che gli altri non hanno (tenendole segrete per non tradire un rapporto), e quindi il materiale a tua disposizione inevitabilmente diventa maggiore e analizzabile da più fronti; in secondo luogo, hai conosciuto l’autore, e il tuo giudizio rischia di essere molto più personale di quello che, facendo la critica quotidiana, naturalmente dovrebbe essere.

Ma proviamoci comunque: L’attesa è il primo lungometraggio di Piero Messina, giovane autore siciliano passato dalla “scuola Sorrentino “ prima di arrivare alla sua opera prima.

Un dramma, quello del film, costruito traendo spunto e suggestioni da una vecchia novella pirandelliana, riscritta e adattata secondo il gusto di regista e sceneggiatori: una giovanissima ragazza francese si reca in un non precisato paesino della Sicilia per incontrare il suo fidanzato, con il quale vive un momento di crisi, ignara che quest’ultimo sia morto. Ad attenderla, c’è la madre del ragazzo, che nega alla giovane l’amara verità, ingabbiandola in un ritorno irrealizzabile.

La forza della messa in scena è dirompente fin dall’inizio: Messina con le immagini ci sa fare, e il film esprime un pittorialismo evidente, dove i corpi diventano materiale plastico, perfettamente immersi nell’habitat costruito intorno, fatto di simmetrie perfette (richiamo al perfezionismo di Kubrick e del più recente Wes Anderson, tanto per citare due nomi), spazi ampi che si alternano tra un silenzio perpetuo e arene che vivono di luce propria, carica di vita, ed è bello notare come, all’interno di questi, il dualismo tra Lou De Laage e Juliette Binoche sia bilanciato in maniera precisa e accurata, mai sovraccaricato, creando un bellissimo gioco di freschezza e intensità.

Altro dato fondamentale è la gestione intensa e allo stesso tempo asettica della tragedia: il dolore non emerge mai in primo piano, ma scava dentro la donna, portando ad un turbinio emotivo ogni volta diverso, che porta la madre (Binoche) a continui cambi estetici, tonali e umorali per restituire alla giovane ragazza la bellezza di un viaggio purtroppo tradito.

I silenzi, le pause, le angosce, i paesaggi siciliani ripresi con un fare quasi “cartolinesco”, non sempre convincono e anzi, diverse volte il tessuto endemico del film sembra entrare in contrasto con quel filo sottile che tiene in vita ciò che emerge e quanto vive nei sotto-testi del film, depotenziando in questo modo la struttura tecnico/narrativa del film. Se d’antologia è la scena tra madre e figlio che scambiano l’ultima conversazione, ripresa facendo vivere il momento esclusivamente sulla pelle della donna (suggerita, come mi raccontava lo stesso regista, in fase di montaggio), coerente alla poetica del film risulta lo svelamento finale, lasciato vivere di natura propria, attraverso qualcosa che prima di tutto nasce dalla consapevolezza raggiunta.

Le opere prime sono quanto di più difficile ci sia da giudicare e, dopo la visione de L’attesa, non so dire se questo film verrà ricordato negli anni o scivolerà via come spesso (purtroppo mi viene da dire) capita, e forse è ancora troppo presto per farci condizionare su stile e poetica, ma una cosa di certo possiamo saperla: Piero Messina è un autore.

 

Leggi anche: E’solo la fine del mondo – Il dramma sta nell’assenza

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

American Beauty, American Psycho, American Sniper- Dettagli di un sogno infranto

Non sono dettagli i grandi paradigmi dell'american dream, quelli che strizzano gli abitanti degli Stati Uniti nei loro vestiti quando si preparano per affrontare...

Il finale di Django – Un impertinente figlio di pu…

Tra una battuta sardonica e un calcolato massacro, Django trascina lo spettatore nel suo mondo di sofferenza, rivendicazione e amore. Lo schiavo divenuto libero di Tarantino affascina magneticamente...

Maradona di Emir Kusturica – Lettera d’amore a D10S

Un filo invisibile sembra legare la vita di Diego Armando Maradona a quella di Emir Kusturica; non a caso, i suoi amici lo hanno...

The Aviator – L’ultimo dei sognatori

Era il 2004 quando nelle sale cinematografiche di tutto il mondo usciva The Aviator, diretto da uno dei più grandi maestri del genere biopic,...