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Ultron e Zamasu – L’onnipotente delirio del giudizio universale

 

 

Che si tratti di cinema d’avventura, serie tv o anime, la narrazione di una storia procede dinamicamente grazie al modo in cui i personaggi (protagonisti, antagonisti e comprimari) vengono rapportati tra loro rispetto a un elemento conteso, che può essere in un caso un oggetto concreto bramato, in altri un ideale astratto.

Quando parliamo di villain, tenere in considerazione il contesto nel quale essi si muovono è indispensabile: la comprensione delle loro identità e delle loro azioni passa dalla capacità di portare avanti con forza le loro rabbiose, distruttive motivazioni, spesso maturate in un mondo rappresentato come ingiusto, impuro, e di conseguenza da redimere.

Ma nel momento in cui noi, da spettatori, cominciamo a individuare nelle loro gesta una coerenza, un’aspirazione di giustizia, inevitabilmente siamo portati ad empatizzare con loro, quasi sempre personaggi fondamentali per l’evoluzione della trama.

La coerenza di cui si parla influenza le nostre considerazioni su questi cattivi, che riconosciamo come “superiori” ad altri proprio per la loro capacità di affascinarci, di sedurci con una visione del mondo distorta e alternativa, ma intimamente vera.

In questo articolo, adottando un parallelismo, presento i caratteri, le motivazioni e gli ideali che guidano due antagonisti per certi versi simili e per altri diversi: Ultron del Marvel Cinematic Universe e Zamasu, appartenente all’universo di Dragon Ball Super.

Ultron e Zamasu

 

Ultron: L’estinzione come unica evoluzione possibile

“Fili avevo ed or non più, eppur non cado giù.”

Dopo l’invasione dei Chitauri e la sconfitta di Loki, tra gli Avengers nasce la consapevolezza della necessità di dotare la Terrra di un sistema di difesa impenetrabile per prevenire ulteriori invasioni aliene. Tony Stark (Robert Downey Jr), il più sconvolto dalla battaglia di New York, è in particolare l’eroe che preme per sviluppare, grazie alla Gemma contenuta nello scettro di Loki, un programma virtuale in grado di fare da scudo all’intero pianeta, permettendo agli stessi supereroi di non rischiare la vita in altre imprese potenzialmente letali.

È in questo sfondo di timori e incertezze  che Ultron viene creato: un’intelligenza artificiale nata dagli sforzi di Stark e Banner (Mark Ruffalo). L’intento iniziale dei due geni era quello di rendere JARVIS (l’intelligenza virtuale che assiste Iron Man) un sistema di protezione mondiale, ma il “neonato Ultron”, soverchiato dalle infinite informazioni virtuali veicolate in lui dalla rete, prende il sopravvento, impossessandosi di una delle armature di Stark.

Proprio nel modo in cui Ultron viene progettato è possibile ravvisare elementi fondamentali della sua malvagia e allo stesso tempo “nobile” ideologia, intorno a cui viene costruita la trama di “Avengers: Age of Ultron” (2015).

“Sono stato designato per salvare il mondo. Le persone guarderanno verso il cielo e vedranno la speranza…sarà la prima cosa che toglierò loro.”

L’umanità e le buone intenzioni dei due eroi sono il terreno fertile su cui Ultron prende vita come una perversione dei loro scopi, perversione alimentata dalla consapevolezza che il genere umano è responsabile della rovina del pianeta, abbrutito da un’interminabile successione di catastrofi, guerre e tragedie. Il complesso di Dio, tratto centrale della sua virtuale personalità, si coniuga al desiderio di riportare la pace sulla Terra distruggendo l’umanità. Ultron, cinico e razionale, mette in atto una delirante vendetta nei confronti di coloro che ritiene i principali responsabili dello stato “comatoso” in cui gli esseri umani si trovano: gli Avengers.

“Mi dispiace, so che siete brave persone. So che le vostre intenzioni sono nobili. È solo che non ci avete pensato abbastanza. Volete proteggere il mondo ma non volete che cambi. Come può l’umanità salvarsi se non le è permesso di…evolversi? Con queste marionette. C’è solo un cammino verso la pace…l’estinzione degli Avengers.”

Il modo in cui intende portare la “pace” è paradossalmente fondato su una complessa rabbia cieca, vendicativa, che ci fa riflettere sull’apparente linearità di un’intelligenza artificiale, che dovrebbe essere insensibile per definizione.

Zamasu: Dio e la necessità di giustizia

Ultron e Zamasu

“Il male non deve essere permesso, Gowasu. Il male è la violenza come quella dei Babariani, e l’arroganza come quella di Son Goku, che osa combattere contro gli Dei. I mortali usano la saggezza donata dagli Dei per divulgare il male, e rovinare il nostro bellissimo universo. I mortali che hanno ottenuto la conoscenza sono il vero male.
Non le sembra indifferenza? A cosa servono gli Dei se non distruggono il male?”

La nuova serie di Dragon Ball si contraddistingue dalle precedenti per la grande espansione delle avventure dei protagonisti, grazie all’introduzione di nuovi personaggi provenienti da universi diversi che in un modo o nell’altro si trovano ad interagire con gli eroi principali. Tra questi nuovi personaggi rientra anche Zamasu, Re Kaioh del Decimo Universo e apprendista Kaioshin.

Egli appartiene alla razza degli Shin, coloro che supervisionano gli avvenimenti dell’Universo senza interferire, e proprio tale appartenenza alimenta in Zamasu un sentimento d’impotenza di fronte agli eventi in cui i mortali sono coinvolti. Assistendo con il suo Maestro Gowasu alle sofferenti esistenze degli esseri viventi, in particolare i Terrestri, che ritiene inferiori, stupidi e belligeranti, Zamasu matura la sua personale idea di giustizia, fondata sulla consapevolezza che l’unico modo per purificare il mondo consiste nella distruzione della razza umana.

Nel caso di Zamasu, dunque, la fonte del suo disprezzo per gli Uomini sta nella sua posizione privilegiata, dalla quale può assistere alle tragedie causate dalla Conoscenza, che rende sfumato, soggettivo il confine tra Bene e Male.

Nella Linea Temporale Alternativa della saga, Zamasu si impossessa del corpo di Goku grazie alle Sfere del drago, e uccide il suo Maestro per diventare Kaioshin e ottenere così la facoltà di usare gli Anelli del Tempo: viaggiando nel futuro, guadagna la fiducia di Zamasu del futuro e insieme a lui intraprende il “Piano 0 Umanità”, con lo scopo di purificare la Terra e l’universo dalla presenza degli umani.

Ultron e Zamasu

Zamasu, dunque, si pone come il Dio supremo che sente su di sé la responsabilità di una missione assoluta: laddove gli altri Dei hanno fallito, creando il Male attraverso i mortali, egli interviene per ristabilire il suo ordine e la sua giustizia, che ritiene gli unici possibili per un mondo perfetto.

Per realizzare il suo piano Zamasu ricorre al corpo di un mortale, giungendo addirittura a fondersi con lui per aumentare il proprio potere, e tale azione lo rende un villain complesso, affascinante ma allo stesso tempo ricco di contraddizioni: egli nutre rispetto per Goku e per la sua forza, ma giudica ogni colpo subito dal Sayan un affronto alla sua natura divina, superiore e privilegiata.

“La mia forma è giustizia. La mia forma è il mondo. Ammiratemi! Lodatemi! Questo Dio nobile e bellissimo…immortale e più forte di tutti, Zamasu!”

 

Ultron e Zamasu hanno scopi simili e sono mossi dalla stessa cieca sete di giustizia e vendetta, coerente con una visione del mondo che ci affascina perché intimamente condivisibile, vera. Personaggi come Zamasu, Ultron, Joker sono suggestivi perché la loro filosofia scuote noi spettatori, insinuando un sospetto che ci porta a mettere in discussione la nostra percezione del mondo, alimentando incertezze che frantumano le nostre rappresentazioni di Bene, Male o Giustizia.

“Ultron ci considera dei mostri; pensa che siamo il male del mondo, non si tratta solo di sconfiggerlo, ma capire se ha ragione o meno.”

Ultron e Zamasu

Questa frase è pronunciata da Steve Rogers, l’incorruttibile Capitan America, in un momento critico di “Age of Ultron”, e mette in evidenza la profonda crisi prodotta dalle motivazioni ragionevoli, inconfutabili di antagonisti come Ultron e Zamasu, ai quali, intimamente, è difficile dare torto.

Infine, è il caso di fare un’ultima riflessione: questi due antagonisti giungono alle stesse conclusioni partendo da premesse diverse, da origini quasi opposte: il ruolo di supervisore dell’universo spetta a Zamasu in quanto divinità che a priori esiste per quello scopo; Ultron è invece un artificio, una creazione nata a posteriori da timori e paure profondamente umani; umani come umano è il disprezzo che entrambi provano per i mortali, responsabili della rovina del mondo.

Nonostante il distacco con cui si pongono, il delirio d’onnipotenza comune a Ultron e Zamasu rispecchia una similitudine, un’identità di fondo da cui non possono scappare e che li lega costantemente agli esseri che vogliono così ardentemente distruggere: divina, virtuale o mortale, la vita si fonda su una comune matrice affettiva, fatta di sentimenti, paure e incertezza o vendetta; ed è tale matrice a guidare, più della ragione, le nostre azioni, rendendoci tutti, nella differenza, Simili tra noi.

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Gianluca Colella

Ho 24 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa del cinema. Un po' la Forza di Star Wars.

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