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Mozart in the Jungle – Rodrigo e Rivoluzione

Uno dei prodotti di punta di Amazon Prime Video è sicuramente l’eccentrica Mozart in the Jungle, la serie TV comedy sulla musica classica ideata, scritta e diretta da quei Roman Coppola e Jason Schwartzman già produttori de Il treno per il Darjeeling. 

Diversamente da quanto si possa immaginare, Mozart in the Jungle non è la classica serie storica sul grande compositore austriaco. E’ bensì la storia delle travagliate vicende della New York Symphonyla stravagante e sgangherata orchestra della Big Apple che attende di esser risollevata dall’eccentrico maestro Rodrigo.

Infatti, sempre più coinvolta  in esperienze che trascenderanno la semplice musica classica,  l’orchestra, guidata da quest’ultimo, riuscirà a superare qualsiasi ostacolo. Quest’ultimo non più inteso come difficoltà ma come parte di un mondo ai più sconosciuto, che nella musica trova lo strumento per appianare qualsiasi intralcio, differenza che è caratteristica imprescindibile dell’individuo per essere rudimento fondamentale della creatività artistica.

Dopo un po’ la New York Symphony , più che un’orchestra, sarà una grande e varia famiglia laddove tutti si amano e si odiano al tempo stesso, la cui tranquillità sarà continuamente messa in discussione dalle scelte, più che discutibili, del suo leader e dei suoi componenti.

Rodrigo

Seguendo poi le vicende dagli occhi dell’aspirante giovane oboista Hailey Rutledge, osserveremo la trasformazione della Symphony da semplice filarmonica che si limita a eseguire pedissequamente pezzi di Brahms o di Mahler, a vera e propria  anima tormentata fusa tutt’uno con la musica.

Già, perchè dopo la volontà da parte della dirigenza di modernizzare un ambiente ormai stanco, l’anziano ma tutt’altro che finito direttore Pembridge (quel Malcolm McDowell protagonista di Arancia Meccanica) verrà sostituito dall’astro nascente messicano Rodrigo De SouzaUn giovane direttore all’alba del successo internazionale, un po’ sbruffone e un po’ mitomane, che lo stesso Pembridge prima considererà come un nemico e dopo come un hermano.

Rodrigo sarà colui che porterà la Symphony a livelli fin all’ora inespressi, unico reale scopo anche di Pembridge. Preso il comando delle operazioni, sarà sin da subito chiaro con l’orchestra: niente sarà lasciato al caso. Chi non suona mettendo l’anima prima di tutto che la tecnica, sarà escluso dalla più importante filarmonica della Grande Mela, rimpiazzato magari da qualcuno meno talentoso ma più innamorato della musica stessa.

E’ la passione che fa la differenza, non la tecnica.

mozart in the jungle

E’ il caso proprio di Hailey, la ragazza che, dopo aver compiuto immensi sacrifici, ha finalmente la sua opportunità di riscatto. Hailey però, come qualsiasi membro dell’orchestra, verrà scelta da Rodrigo non in quanto tecnicamente idonea, ma in quanto capace di emozionare il pubblico. Come il pubblico, è infatti attento spettatore dell’orchestra anche lo stesso De Souza. Perché il maestro Rodrigo, interpretato da un ottimo Gaél Garcia Bernal, è tutto fuorchè un semplice direttore. Enfant prodige della musica classica ed ex violinista di successo, dirige con quello che lui chiama il sangue, quello che pretende dai suoi stessi orchestrali. Un misto di passione e pazzia che spinge le note al di là del semplice suono.

Rodrigo è per questo poco avvezzo alla disciplina tradizionale tipica dell’ambiente lirico. Non è conforme, secondo il suo giudizio, a ciò di più adatto per poter riprodurre le reali emozioni di un Tchaikovsky o di un Bach. E’ proprio per questo che tradisce qualsiasi principio di austerità formale, nella speranza di compiere qualsiasi gesto che trovi l’essenza della musica dei Mozart o dei Beethoven.

Passionevole e appassionante, è sempre alla ricerca di un dialogo surreale con i grandi compositori del passato. Immerso nella fantasia dell’immaginazione, non esita di chiedere a Wolfgang come suonare il Requiem e a Ludwig che tonalità scegliere per la nona sinfonia.

Strano eh?

mozart in the jungle

 

Rodrigo non è quindi solo originale, è semplicemente una miscela esplosiva di musica e rivoluzione. Laddove esistono canoni e regole da rispettare, Rodrigo compie l’esatto opposto. È proprio per questo che non deve stupire nessun suo gesto. D’altronde, chi immaginerebbe mai che l’orchestra più importante di New York suoni un’opera di Mozart davanti a un palazzo di periferia?

Come un buon messicano, Rodrigo è quindi per la musica classica ciò che Emiliano Zapata fu per la politica: un autentico rivoluzionario.

Fumatore di qualsiasi stupefacente che dia effetti allucinogeni, restio a qualsiasi forma di esclusione, è anti-capitalista e popolare. Gira in bici in una metropoli come New York. Regala quantità assurde di denaro a musicisti di strada. È privo di una propria abitazione e di un proprio conto corrente. Per non parlare delle pubblicità, vero e proprio incubo per la psiche deI maestro. Insomma, è un’anti-materialista per natura e per scelta, consapevole che ciò che conta realmente nella sua vita è esclusivamente la musica. L’Amore per questa, infatti, ha sempre sostituito anche qualsiasi forma d’affetto umana.

Tranne una volta. Tranne per Hailey. L’unica a smuovere in Rodrigo ciò che soltanto la musica riesce l’unica a tenere Rodrigo ben piantato a terra attratto dall’infinita bellezza della sua musa. Ma anche stavolta la Musica sarà sempre lì, onnipresente e onnicomprensiva. Un sentimento non esclusivo ma prepotentemente invadente in qualsiasi rapporto sociale, che sia d’amore o d’amicizia.

In lui esisterà perennemente uno scontro con chi e con cosa lo circonda. Come Wolfgang Amadeus Mozart, si sentirà in una bolla da cui è impossibile uscire, incastrato in un’epoca che non gli appartiene. Questo mondo consumista che banalizza le emozioni e i sentimenti suscitati dall’arte è una giungla.  E seppur Rodrigo combatterà per mutare la percezione delle sensazioni, egli dovrà costatare che sarà lui l’estraneo, non gli altri.

Sarà un Mozart in una Giungla.

Leggi anche: Il treno per il Darjeeling – Un viaggio surreale

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