Home Cinebattiamo Fidati Vedilo! Lo and behold - Come internet cambierà il mondo

Lo and behold – Come internet cambierà il mondo

Cosa è realmente cambiato con l’avvento della tecnologia informatica, e cosa succederà nei prossimi decenni avvenire? Essenzialmente è questa la linea lungo cui si estende l’ultimo lavoro di Werner Herzog, che nel suo Lo and Behold, pone la cinepresa sull’evoluzione legata allo sviluppo di internet e alle sue ramificazioni. Lungo i dieci capitoli di cui si compone questo documentario (che parte con “The early days” per arrivare a “The future”), il cineasta tedesco raggiunge persone e personaggi che hanno contribuito alla crescente diffusione della tecnologia, passando da ingegneri a cosmologi, senza disdegnare persino gli hacker, tra cui Kevin Mitnick. Quella di Herzog, che non compare mai e allo stesso tempo si fa autore delle domande, è una presenza non ingombrante ma allo stesso tempo decisiva: pone interrogativi, chiede spiegazioni, mette in risalto (attraverso un sapiente montaggio) le contraddizioni tra i diversi personaggi incontrati fino a farle collimare, addirittura si erge a volontario per una eventuale (futura) colonizzazione di Marte (nell’incontro con Elon Musk, fondatore di SpaceX).

Altro tratto distintivo è la totale libertà con cui il regista mostra le sue immagini: non c’è mai una direzione in cui orientare le nozioni rilasciate dei protagonisti, Herzog non vuole imporre la sua visione di Internet tramite quello che il film ha da raccontarci, sebbene lo spettatore debba mettere in conto che un autore di questo calibro tenda comunque a mettere un minimo di se stesso all’interno della narrazione; piuttosto c’è una sequenzialità che sembra agganciarsi alle tappe di un viaggio, dove ad ogni fermata (facilmente associabile ai capitoli del film), il cineasta mette in mostra davanti ai nostri occhi le diverse scoperte e possibilità aperte dalla tecnologia. Immancabile, come in tutti i suoi lavori, è l’aspetto antropologico di quello che accade: “Robot8 sarà in grado di giocare come Messi, Ronaldo o Neymar?”; o ancora, riferendosi alla voluta descrizione della perfezione robotica, “le macchine però non potranno innamorarsi!”

L’interazione che la tecnologia ha stabilito con l’umanità sembra essere alla fine il vero protagonista, non solo del documentario, ma della odierna concezione scientifico/tecnologia globale: quanto è forte il rapporto che abbiamo con la nostra tecnologia, come mai personal computer e telefoni cellulari hanno cambiato la nostra vita, quanto è positivo il rapporto che l’umanità ha stabilito con loro, e fondamentalmente (ma questa è una riflessione personale che, bensì, qualcuno potrebbe attribuire anche al non detto di Herzog) la nostra vita è cambiata in meglio davvero o siamo di fronte ad un’immensa illusione?

Lo and Behold, in chiusura, è la finestra aperta di Herzog sullo sconfinato universo che lo sviluppo informatico ha realizzato dalla fine degli anni ’60 ad oggi, con tutte le sue meravigliose possibilità, i suoi problemi tecnici e anche sociali (impossibile, in questo senso, non pensare a quanto accaduto alla famiglia Catsouras, a cui lo sviluppo di internet ha tolto la privacy sulla brutale morte di una figlia), e quanto ancora di inimmaginabile potrà raggiungere lo sviluppo tecnologico. “Potrà sostituire l’uomo in un futuro prossimo?” – chiede Herzog a Lawrence Krauss, pluripremiato cosmologo e autore di saggi statunitensi – “Non voglio neanche immaginarlo.”

Leggi anche: Poetico Cinematografico: Pt.1 – Fitzcarraldo

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