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Cineconcerto al Bifest – In memoria di Armando Trovajoli: le emozioni della musica

 

Cosa rende un film indimenticabile, l’interpretazione degli attori, la sceneggiature o le musiche della colonna sonora?

E’ difficile dirlo: v’è un sottile crinale, una zona grigia, quasi una terra di confine in cui le emozioni dello spettatore, che affiorano inattese, si insinuano e, impercettibilmente, si intrecciano tra immagini e note musicali, rendendo definiva e cruciale la scena di un film che si concentra ora nello sguardo della protagonista ora nel dramma di un evento; ed è solo la melodia che quell’istante indimenticabile autenticamente interpreta, quasi una finestra su un mondo prima distante e imperscrutabile, e che in modo miracoloso si disvela, mostrandoci una realtà vagamente intuita, invisibile eppure quasi a portata di mano.

Chi non ricorda di Closer (USA, 2004, diretto da Mike Nichols) la scena iniziale sulle note “I can’t take my eyes off you”, di Damien Rice, oppure di Titanic (USA 1997, diretto da James Cameron) le memorabili note (“My heart will go on”) che accompagnano i protagonisti sulla prua della nave?

Questo, si dirà, è l’incanto del cinema, ma è anche la magia della musica di cui maestro autentico è stato Armando Trovajoli, al quale è stato dedicato, nel centenario dalla nascita, il Cine-concerto di questa sera al Petruzzelli (con Rita Marcotulli al pianoforte, Peppe Servillo alla voce, Luciano Biondini alla fisarmonica, Daniele Tittarelli al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Alessandro Paternesi alla batteria, Enrico Rava alla tromba e con la direzione musicale di Rita Marcotulli), introdotto da Pippo Baudo, grande amico ed estimatore dell’artista scomparso.

Un spettacolo in ricordo del grande maestro, mirabile pianista e compositore, con proiezione di immagini dai suoi film, e un succedersi di musiche e canzoni, dotate di arrangiamenti nuovi e sovente di concessioni ai ritmi del jazz che tanto appassionarono Trovajoli.

Momento commovente, per gli spettatori del Bif&st, l’intervista rilasciata dal maestro pochi giorni prima della sua scomparsa, in cui egli rievoca con occhi lucidi e voce flebile per l’emozione e la malattia, passaggi importanti della vita dedicata con amore al suo lavoro; un lavoro che ha accompagnato la storia del cinema e del teatro italiano per mezzo secolo e più, saldandosi efficacemente con quello di grandi registi come Ettore Scola, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada e di attori del calibro di Gassman, Sophia Loren, Mastroianni, Manfredi e Sordi.

Sue alcune delle più celebri colonne sonore della storia del cinema, come ad esempio “Riso amaro” e “La Ciociara“; sue, ancora, le note di commedie musicali come “Ciao Rudy”, “Aggiungi un posto a tavola” e “Rugantino”, per la quale ultima scrisse – musicando un testo di Garinei e Giovannini – il brano più celebre, “Roma, nun fa’ la stupida stasera”.
Ed è con il testo di questa memorabile canzone che verrebbe da salutare e ringraziare il maestro Trovajoli, per averci dato, con la sua opera straordinaria e con la sua vita, “un friccico de luna tutta pe’ noi”.

Leggi anche: Bif&st Masterclass: La consapevolezza di Favino

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