Home Cinebattiamo Kubrick & Tarkovsky: Solaris vs 2001- L’anima della fantascienza

Kubrick & Tarkovsky: Solaris vs 2001- L’anima della fantascienza

Solaris 2001 Odissea nello spazio

Siamo a cavallo fra gli anni 60’ e 70’. È l’epoca delle grandi esplorazioni spaziali, quando USA e URSS gareggiano per aggiudicarsi il titolo di prima nazione a viaggiare nello spazio. Ma è anche l’epoca in cui il Neorealismo italiano e la Nuovelle Vague francese diventano i pilastri del nuovo cinema moderno e danno vita al cinema nuovo degli anni settanta. Dunque la ricerca di un nuovo linguaggio filmico e l’attenzione crescente verso le nuove scoperte spaziali vanno di pari passo. In questo clima di innovazione, due registi diversi, provenienti da due paesi diversi, con due pensieri diversi, creano due film immortali: Solaris di Andrej Tarkovsky del 1972 e 2001:Odissea nello spazio di Stanley Kubrick del 1968 rappresentano il punto più alto della fantascienza cinematografica mondiale. Per quanto un confronto fra i due film venga spesso osteggiato, penso invece che sia di vitale importanza mettere a confronto le due opere, perché sono estremamente enigmatiche ed è utile leggere l’una in relazione all’altra, in modo trasversale, così da comprendere meglio ogni aspetto di questi due capolavori che si completano a vicenda.

Solaris 2001 Odissea nello spazio

Analogie

Tarkovsky e Kubrick sono i registi che meglio hanno saputo elevare il cinema alla bellezza di una qualsiasi altra opera d’arte. Essi sono riusciti a conferire al cinema quella poeticità e quel dinamismo che solo la musica, la pittura e la scultura avevano raggiunto. I loro film sono sinfonie visive e sonore in cui la componente narrativa viene quasi del tutto eclissata dalla messa in scena. Perciò la ricerca estetica diventa fondamentale: non si cerca di raccontare una storia quanto di trasmettere un sentimento, perciò viene usato un linguaggio più sensoriale che psicologico. Dunque lo spettatore non deve interrogarsi sul senso di ciò che sta vedendo, ma su quello che prova, perché la dimensione spettacolare supera quella narrativa. Questa attenzione così forte per il sensibile è finalizzata a realizzare un cinema più puro e lirico, in cui il regista può liberamente esprimere sé stesso e rappresentare la natura intrinseca delle cose. Un altro aspetto che interessa davvero ai due registi è cogliere lo scorrere del tempo. Guardando le due opere, infatti, sembra quasi che il tempo si fermi davanti ai nostri occhi e la macchina da presa riesca a catturarne l’essenza. Ritmo lento, inquadrature lunghe, ampi movimenti di macchina e tempi morti privi di dialogo costruiscono un’atmosfera ieratica che dilata la durata della visione. Il tema centrale che emerge dalla sceneggiatura delle due opere è il rapporto fra microcosmo umano e macrocosmo spaziale. Dunque questa riflessione sull’uomo e sul cosmo non è possibile in chiave realistica, ma soltanto in chiave fantascientifica, perché proprio con la fantascienza si può immaginare e indagare meglio il viaggio dell’uomo verso l’ignoto e verso la scoperta dell’infinito. Ma è proprio il messaggio finale che divide i due registi. Ed è proprio nella filosofia di fondo che i due film si distaccano totalmente.Solaris 2001 Odissea nello spazio

DIFFERENZE

L’obiettivo di Kubrick è quello di realizzare la quintessenza del film di fantascienza. Il film come altri del regista, si basa su modelli figurativi dominati dall’ordine. L’ordine viene distrutto quando un ordigno meccanico prende il sopravvento sull’uomo, e poi viene ristabilito quando l’uomo riacquista il controllo, raggiungendo una nuova fase della propria natura. Punto di forza di 2001  sono però gli effetti speciali: ideati dallo stesso regista, non sono solo rivoluzionari per l’epoca, ma permettono di vivere un’ esperienza estetica senza pari, tramite immagini uniche e riferimenti concettuali. Kubrick dimostra che si può fare arte con la tecnologia più evoluta. Di fatto 2001: Odissea nello spazio è un film fatto da immagini, il cui vero significato è impossibile da definire. Tuttavia è indubbio che ciò che trasmette il film sia un sentimento di positività e potenza assoluta, soprattutto grazie alla musica.  La narrazione e i dialoghi diventano marginali e la recitazione diventa quasi monoespressiva: la psicologia dei personaggi non è importante. L’obiettivo è quello di mettere in scena il viaggio fisico e mentale, individuale e collettivo dell’uomo verso la conoscenza. Il messaggio finale ci comunica che l’uomo è capace di raggiungere l’infinito e comprendere l’universo acquisendo un grado più alto di conoscenza. Però questo progresso evolutivo, che parte dalla preistoria e arriva al di fuori dello spazio-tempo, è segnato dalla violenza e dalla perdita, secondo quel sentimento freudiano di amore-odio per l’umanità che Kubrick ha sempre espresso nel suo cinema.

Solaris 2001 Odissea nello spazio

L’obiettivo di Tarkovsky invece è quello di realizzare un film d’autore: Solaris infatti è un avventura nella coscienza umana, un film di fantacoscienza. Il cosmo corrisponde al subconscio e gli astronauti sono vittime dei fantasmi del loro passato, materializzati dalla loro memoria. Il regista si disinteressa completamente alle questioni della tecnologia e dello sviluppo della società, mettendo in scena direttamente i sentimenti in tutte le loro sfumature. Lo fa con dolore, strazio dei corpi e sforzo della mente, ma mostra lo stranissimo miracolo da cui nasce la vita. Il regista russo non dispone di effetti speciali così avanzati, perciò punta molto sulla storia e sulla recitazione degli attori, senza però trascurare la resa grafica. Gli effetti speciali infatti hanno essenzialmente una funzione psicologica: servono cioè a delineare le drammatiche evoluzioni dei rapporti fra i personaggi. Perciò Tarkovsky dedica parecchi minuti a gesti, espressioni e sguardi. La macchina da presa spesso fa lo stesso movimento da destra a sinistra e poi da sinistra a destra per scorgere l’incertezza dei protagonisti e tracciare una pennellata dell’anima. Ciò che il film trasmette è un sentimento di angoscia e malinconia così enigmatico da tenere lo spettatore incollato alla sedia. Il messaggio finale infatti comunica che l’uomo non sarà mai capace di comprendere il cosmo, proprio perché non potrà mai conoscere sé stesso e per quanto lontano vorrà spingersi, non riuscirà mai a trovare la pace che cerca.Solaris 2001 Odissea nello spazio

In conclusione, se 2001 tenta continuamente tendere verso l’infinito (la carrellata in avanti verso il monolito), Solaris propone una visione dell’uomo incline a una vasta gamma di sentimenti che però gli impediscono il dominio sulla realtà (la panoramica aerea finale all’indietro).

Leggi anche: Another Earth- Per una fantascienza più esistenzialista

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