n

Home Cinebattiamo 10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

n

10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

10. Pulp Fiction – Il cammino dell’uomo timorato, infine. (di Alessandro Fazio)

Ho scelto come miglior monologo una delle scene più intense e ricche di tensione che mi sia mai capitato di vedere in un film; questa scena, inoltre, appartiene a quello che ritengo uno dei migliori film (se non il migliore) che abbia mai visto, Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994). La scena in questione è quella finale: Jules (Samuel L. Jackson), mentre Vincent (John Travolta) è andato in bagno, è testimone della rapina che una strana coppia vuole commettere nel bar in cui sta consumando la sua colazione.

Ha con sè la valigetta, di cui è ignoto il contenuto, che gli ha procurato non pochi problemi fino a quel momento: quando Ringo (Tim Roth) gli si avvicina minacciandolo di consegnarla, Jules ribalta la situazione, puntandogli una pistola contro e obbligando l’altro a lasciare l’arma, facendolo sedere di fronte a lui e iniziando uno dei monologhi più epici di sempre per intensità, contenuto e significato metaforico: “Analizziamo la situazione. Normalmente le vostre budella si troverebbero sparpagliate nel locale, ma per caso mi avete trovato in un periodo di transizione, perciò non voglio uccidervi, voglio aiutarvi. Ma questa valigetta non ve la posso dare; perchè non appartiene a me. Non solo, ho passato troppi casini per questa valigetta stamattina per poi consegnarla a voi deficienti”.

La scena si interrompe per l’arrivo di Vincent, che scombussola l’equilibrio che Jules era riuscito a creare tra lui, Ringo e Yolanda. Ristabilito l’ordine, Jules prosegue: “Adesso voglio che tu guardi in quel sacco e trovi il mio portafogli. Quello con la scritta ‘brutto figlio di puttana’. Aprilo”. Jules fa contare i 1500 dollari a Ringo e gli dice che sono suoi, scatenando le proteste di Vincent, a cui risponde così: “Non glieli sto regalando Vincent, sto comprando qualcosa con i miei soldi. Vuoi sapere che cosa sto comprando, Ringo? La tua vita. Ti sto dando dei soldi perchè non mi va di farti saltare il culo. Tu la leggi la Bibbia? C’è un passo che conosco a memoria, Ezechiele, 25:17: ‘Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che, nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è, in verità, il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te’. Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire; pensavo fosse una stronzata da dire a sangue freddo ad un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere; vedi adesso penso che magari vuol dire che tu sei l’uomo malvagio, e io sono l’uomo timorato, e il signore 9 millimetri qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l’uomo timorato, ed io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista forse: questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che tu sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando Ringo; ci sto provando con grande fatica a diventare il pastore. Vattene”.

 

10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Noir Assurdo – The Big Sleep, The Big Lebowski e Inherent vice

Il genere noir ci ha abituati nel corso dei decenni ad assistere a storie sempre più vicine all’esperienza della modernità. Fin dai suoi albori,...

Hannah Arendt – Le origini del totalitarismo narrativo

La filosofa Hannah Arendt, dopo «due guerre mondiali in una generazione, separate da un’ininterrotta catena di guerre locali e rivoluzione», nel 1951 pubblica Le...

Il finale di Seven – Il mondo (non) è un bel posto

Nella stragrande maggioranza dei thriller polizieschi, l'epilogo prevede il ripristino dell'ordine. Non importa con quanta corruzione, violenza e cattiveria umana gli eroi si siano...

BLUE – Il testamento blu di Derek Jarman

«Blu è l'invisibile che diventa visibile». (Yves Klein) Blu è un fotogramma. Il rumore delle onde. Musica che accarezza, che rende la realtà  raccontata onirica, quando...