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10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

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10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

 

3. Blow – Ma alla fine ne valeva la pena? (di Giacomo Simoncini)

“Blow è un film che si ama… o si ama”, così inizia una nostra recensione su questo film che potete trovare QUI. La pellicola è struggente. L’estasi, il denaro, i rimpianti, la passione e l’odio si mescolano e diventano una cosa sola. Il picco emotivo più alto viene raggiunto proprio nel monologo finale della pellicola che vede protagonista un Johnny Depp in stato di grazia.

Boston George è un uomo cresciuto nella povertà e con un mito, suo padre. Queste due constanti nella sua vita lo porteranno a decidere di non volere un futuro come quello del suo “vecchio”, ma di cercare di vivere nel lusso, di guadagnare soldi in qualsiasi modo, legale e non.

George decide di partire per Miami insieme al suo amico d’infanzia Tonno ed inizia a smerciare Marijuana. Le cose inizialmente vanno alla grande ma qualche problema lo porta in carcere per più di un anno. Citando lo stesso Boston “entrai con un diploma in marijuana, ne uscii con un Dottorato in cocaina. E dopo 16 mesi ero di nuovo un uomo libero.”

Scoperta la nuova sostanza, le porte del narcotraffico si spalancano. Crea una organizzazione, guadagna milioni ogni giorno, conosce Pablo Escobar e sposa Mirtha, da cui avrà una figlia. Proprio la piccolina porterà George a tagliare tutti i ponti con la criminalità e a farle una promessa: la porterà in Florida, il suo sogno. Purtroppo tutto ciò non si realizzerà, George verrà beccato in un colpo organizzato per racimolare i soldi necessari per andare a Miami con la figlia e sarà condannato a 60 anni di reclusione. Il monologo finale è un colpo al cuore. Boston George è in mezzo ad un prato della prigione, immagina di parlare con la figlia (che in realtà dopo la promessa tradita non è mai andato a trovarlo), poi la ragazza scompare, la telecamera si allarga verso l’orizzonte e lui inizia a parlare.

George Jung:  Ma alla fine ne valeva la pena?

Dio santo come è cambiata la mia vita, è sempre l’ultimo giorno d’estate e io sono rimasto fuori al freddo senza una porta per rientrare. Lo ammetto ho avuto una buona dose di momenti intensi, molti fanno grandi progetti ma la vita gli sfugge dalle mani, nel corso della mia vita ho lasciato brandelli di cuore qui e la, e ormai non me ne rimasto abbastanza per tenermi in vita.

Ma mi sforzo di sorridere, sapendo che la mia ambizione ha superato di gran lunga il mio talento, ormai non trovo più cavalli bianchi o belle donne alla mia porta.

I rimorsi, gli errori, le triste presa di coscienza che la sua ambizione ha superato il suo talento, il dolore per aver tradito una promessa fatta alla figlia, il suo cuore. Lo sforzo nel sorridere, nonostante tutto, per aver vissuto momenti intensi, unici. La consapevolezza di aver perso brandelli di cuore, ma di aver vissuto veramente. Tutto questo è Blow, tutto condensato in questo monologo unico, che spezza il cuore e che vuole dirci di vivere appieno la nostra vita, intensamente, senza rincorrere il mito del denaro

 

10 (+1) tra i Migliori Monologhi del Cinema

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