News

Mad Men – L’arte di scrivere un personaggio femminile

mad men

Che il mondo dello show business si stia dando da fare, tra cinema e televisione, per arrivare ad una situazione di equità tra i due generi è fuor di dubbio. Lo dimostrano le sempre più presenti protagoniste femminili in film e serie tv, ma anche operazioni di gender swapping che si sta diffondendo nei reboot di film cult come Ghostbusters e Ocean’s Eleven. Molto spesso però il dare rilievo a figure femminili viene però fatto nel modo sbagliato, popolando i nostri schermi di personaggi tipicamente maschili interpretati da donne. Più raro è invece vedere una scrittura più profonda che riesce a vedere le differenze di genere e rispettarle, senza per questo dare meno rilievo alle figure femminili. Un perfetto esempio in questo senso è quel gioiello che è Mad Men, period drama che attraversa gli anni ’60 statunitensi che ha spopolato in patria, ma che ha ricevuto molta meno attenzione dalle nostre parti.

Il più grande merito di Mad Men è stato sicuramente quello di riuscire a creare dei personaggi tridimensionali, affrontati tutti nel corso delle sette stagioni in maniera estremamente approfondita. In particolare spicca la scrittura dei personaggi femminili, che si devono far largo in una società fortemente sessista, oltre che razzista, attraverso compromessi e bocconi amari. Sono in particolare tre i personaggi che più, nelle loro differenze, mostrano i rapidi cambiamenti della società del periodo e mettendo a contrasto mentalità estremamente diverse tra persone figlie degli stessi anni. Queste tre figure sono quelle di Betty Draper, Joan Holloway e Peggy Olson.

 

N.B. L’articolo da questo punto in poi contiene spoiler sulle sette stagioni di Mad Men.

Betty Draper

mad men

Betty è una donna figlia del suo tempo come molte altre. Ha delle aspirazioni, ha amato il suo lavoro di modella, ma sente imposto su di sé il ruolo di donna di casa, di angelo del focolare, che accetta a parole, ma molto meno nella sostanza. E’ ancora profondamente succube della figura maschile, vede nel ruolo di madre casalinga quello naturale per una donna e non si rende minimamente conto di come il mondo stia cambiando.

In lei è evidente un forte contrasto tra l’educazione impartitale e il modo in cui realmente si sente. La sua è la famiglia “perfetta” da pubblicità anni ’50: una coppia giovane, benestante, che vive in periferia per crescere al meglio i figli piccoli. Betty ripete spesso, probabilmente prima di tutto a se stessa, che ha tutto ciò di cui ha bisogno, eppure è uno dei personaggi più tragici in Mad Men, perennemente infelice. Non riesce mai a prendere in mano la propria vita, a dare una vera svolta per cambiare il suo modo di essere, sia per colpe proprie che per coincidenze sfortunate.

E’ un personaggio profondamente statico, con enorme difficoltà nel rimettersi in gioco, in una società dinamica, che nei dieci anni raccontati in Mad Men cambia radicalmente. Quando prova a riprendere in mano il lavoro da modella, dopo pochi scatti viene messa da parte, desistendo subito. Trova la forza di chiudere un matrimonio che la rendeva infelice, per risposarsi immediatamente. Prova a tornare sui libri e le viene diagnosticato un cancro ai polmoni, ritrovandosi come l’unico personaggio a pagare una velenosa abitudine, quella del fumo, che hanno tutti nella serie.

Il problema fondamentale di Betty è il suo vivere di apparenza più che di sostanza.

Vede nella bellezza la qualità più importante per una giovane donna, con l’unico fine di trovare marito, neanche considerando per davvero la possibilità di perseguire una carriera. L’unico lavoro in cui muove qualche passo è infatti quello da modella, anch’esso chiaramente legato alla componente estetica. Prova a trasmettere questi valori a sua figlia Sally, fallendo di fronte ad una ragazza che a tratti sembra perfino più matura di lei. Nella stessa educazione dei figli, Betty vuole apparire come la madre perfetta, a disposizione 24 ore su 24, ma non risulta realmente tagliata per il ruolo, cercando di passare il meno tempo possibile con i figli e sfogando su di loro la sua costante insoddisfazione.

E’ un personaggio che rappresenta un passato che piano piano svanisce, un tipo di donna che si rivela sempre più inadatto ai tempi che corrono. Una donna legata alle tradizioni più che ad ogni altra cosa, rinunciando alle proprie aspirazioni per perseguire un ruolo a cui non è adatta.

Joan Holloway

mad men

Il personaggio di Joan è sicuramente un passo in avanti rispetto a quello di Betty. E’ anche lei influenzata dall’educazione ricevuta, ma riesce a distaccarsene progressivamente e ad affermare se stessa. Il personaggio che viene presentato nella prima stagione di Mad Men lavora come capoufficio alla Sterling Cooper, apprezza il suo lavoro, ma non aspetta altro che trovare un marito per instradarsi verso la vita di moglie e madre. Accetta di sposare Greg Harris anche se i due non sono chiaramente compatibili, non rompendo il fidanzamento neanche quando l’uomo la violenta. E’ chiaramente un rapporto che la rende infelice, eppure lei si rifiuta di ammetterlo. Non solo, incoraggia anche le altre donne dell’agenzia ad intraprendere la stessa strada e infine lascia il lavoro in seguito alle nozze.

Quando arriva però l’opportunità di distaccarsi dalla strada già tracciata per lei, Joan la coglie. Riprende infatti il lavoro in agenzia quando il marito non riesce a garantire stabilità finanziaria; cresce da sola un figlio, illegittimo, quando il marito si arruola e addirittura trova la forza di cacciare Greg di casa quando lui si offre volontario per continuare a lavorare sul campo di battaglia per un altro anno. Ciononostante Joan non rinuncia all’idea di mettere su famiglia, ma arriva lentamente alla consapevolezza che la sua realizzazione non dipende da altre persone, ma da se stessa, sia nella vita privata, che in quella lavorativa. Ed è così che questa progressiva evoluzione arriva a completarsi nel finale di serie, quando decide di mettersi in proprio, chiamando la sua attività con i suoi due cognomi, da nubile e da sposata.

La differenza fondamentale tra Betty e Joan è che la seconda ha altre risorse a disposizione al di fuori della bellezza. Certo, l’aspetto estetico è quello che tutti notano a prima vista ed inizialmente sembra anche lei destinata a seguire lo stesso percorso dell’ex moglie di Don. Il personaggio interpretato da Christina Hendricks oltre ad essere capace nel proprio lavoro, capisce perfettamente il mondo in cui si trova. Joan sa di essere in un mondo controllato dagli uomini, si rende conto che per una donna fare carriera è molto più difficile e si muove di conseguenza. Ed è per questo che, nonostante trovi la prospettiva ripugnante, accetta di vendersi per firmare il contratto con la Jaguar e diventare socia.

Con il passare delle stagioni e degli anni Joan affina sempre di più la sua capacità di leggere l’ambiente e le persone che la circondano e a muoversi di conseguenza. E’ per questo che riesce a prendere in mano la propria vita, imparando a tracciare da sola la propria strada.

Peggy Olson

mad men

Se quello di Joan è un segnale dei tempi che cambiano, il personaggio di Peggy è un pioniere di quelli che verranno e probabilmente il personaggio più importante della serie. Se guardiamo allo sviluppo narrativo di Mad Men, Peggy è protagonista quasi quanto Don. Nel pilot vediamo il suo primo giorno alla Sterling Cooper, la segue dedicandole la maggiore attenzione per un personaggio al di fuori del suo capo, ed è attraverso i suoi occhi che noi cominciamo a conoscere i personaggi. Inizialmente ci sembrano grotteschi e in gran parte anche sgradevoli, ma col tempo impariamo ad apprezzarli nella loro complessità. Inoltre è sicuramente lei ad avere la maggiore crescita nei dieci anni raccontati.

Peggy entra nell’agenzia come segretaria di Don Draper e da lì inizia una scalata in termini di importanza e di riconoscimento che coinvolge tutte le sette stagioni della serie. Se da un lato Don è un personaggio che non evolve, ricadendo ciclicamente negli stessi errori e nelle solite ricerche di redenzione, dall’altro la Peggy della settima stagione di Mad Men è profondamente diversa da quella della prima, molto più matura e consapevole delle proprie capacità.

Una delle scene più celebri dello show è quella in cui gli uomini dell’agenzia spiegano come ogni donna possa essere ricondotta a due stereotipi: Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, prendendo ad esempio le varie donne dell’ufficio. Quando Peggy chiede quale delle due lei sia, tutti, chi in modo serio, chi canzonatorio, riconoscono il suo essere fuori dagli schemi. Si potrebbe fare un discorso analogo sostituendo Jackie e Marilyn con Betty e Joan.

Del resto quelle erano le uniche possibilità contemplate per una donna: trovare marito da giovani oppure lavorare in modo temporaneo, fino al momento di mettere su famiglia.

Anche qui, Peggy si rifiuta di entrare in queste categorie. Trova posto alla Sterling Cooper con l’aspirazione di avere successo nel mondo del lavoro. Ed è qui che eccelle. In poco tempo diventa evidente come sia sprecata nel ruolo di segretaria e meriti un posto tra i creativi.

Peggy non è però solo talentuosa, è anche e soprattutto estremamente dedicata. Sa di vivere in un momento in cui per avere lo stesso successo degli uomini deve comportarsi come un uomo e accetta di doverlo fare. A differenza di Joan non tollera l’idea che sia il suo corpo il suo oggetto di maggior interesse nell’agenzia e segue quindi le orme maschili di quelli che sono le sue due guide, Freddy e soprattutto Don. Tutte le decisioni che prende vanno lette in questa prospettiva. E’ così che sceglie di dare in adozione il figlio illegittimo che mette al mondo e di trascurare le sue relazioni. Non è inoltre un caso che buona parte di esse nasca sul posto di lavoro.

mad men

Interessante è infine notare il parallelismo tra il percorso di Joan e quello di Peggy. La prima, da sempre in cerca del marito perfetto, riesce a realizzarsi grazie a se stessa e al lavoro. La seconda, che dall’inizio mette la sua carriera al primo posto, trova un senso di completezza grazie a Stan, prima un amico, poi molto di più.

È l’incredibile capacità di creare personaggi complessi a rendere Mad Men di Matthew Weiner una delle migliori serie della storia del piccolo schermo. Un period drama con dei personaggi che non sono calati negli anni della storia, ma che sono creati in simbiosi con il tempo. E le figure di Betty, Joan e Peggy ne sono solo l’esempio più eclatante.

Leggi anche: The Wire – La Serie tv che mi ha cambiato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.