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Indiana Jones e Uncharted – Il bisogno della curiosità

L’avventura ha sempre affascinato l’uomo. Molte delle opere che si guardano, leggono o giocano parlano di viaggi alla ricerca di luoghi inesplorati, che spesso celano segreti e tesori di antiche civiltà perdute. Il tutto, naturalmente, è condito di pericoli di ogni genere, dalle trappole mortali ai cacciatori di tesori dal grilletto facile; eppure i protagonisti delle nostre opere non esitano ad intraprendere la loro impresa, per svariati motivi, tra cui il restituire ad un popolo il suo patrimonio culturale o, più semplicemente, per l’inebriante gusto dell’imprevisto e dell’esplorazione. Quest’ultimo reputo sia il motivo del fascino che queste opere hanno su di noi.

Viviamo in un mondo che spesso ci incastra nella routine: dopo una giornata carica di impegni, che siano scolastici o lavorativi, la nostra mente vuole solo viaggiare lontano, svagarsi, riempirsi di emozioni. Film di avventura come Indiana Jones, fortunata saga cinematografica degli anni ’80 creata da George Lucas e Steven Spielberg, non fanno altro che appagare i nostri desideri; riescono ad essere coinvolgenti al punto che ,come il protagonista di queste opere, vorremmo essere noi in un paese sperduto a risolvere enigmi di civilizzazioni lontane nel tempo per scoprire cosa hanno voluto lasciarci, nel mentre scappiamo dai nazisti di turno che ci sparano addosso perché vogliono il tesoro tutto per loro. Ci emozioniamo nel guardare le sue fughe, le sue azioni spericolate, siamo affascinati dalla sua cultura e dalle sue intuizioni, tanto che, almeno una volta nella vita, avremmo voluto essere nei suoi panni. Questo succede perché molto spesso le nostre vite rischiano di essere monotone, ripetitive, noiose, e, di conseguenza, vorremmo renderle un po’ più avventurose,  per provare quella adrenalina che, come si suol dire, ci fa sentire vivi.

Pellicole affascinanti come Indiana Jones e I Predatori dell’Arca Perduta o Indiana Jones – L’Ultima Crociata, ormai dei cult con le loro scene memorabili ed un immortale Harrison Ford, si trovano di rado al giorno d’oggi al cinema o in tv, ed è un peccato.
I temi del viaggio, dell’esplorazione e della scoperta sono alcuni dei più antichi che la storia conosca,  e questo la dice lunga su come gli uomini si siano sentiti nelle loro vite nel corso dei secoli, dato che sempre hanno avvertito il bisogno della narrazione di grandi imprese e avventure che altri hanno compiuto. E’ sempre la stessa formula che intriga un lettore o uno spettatore: un protagonista carismatico e una meta esotica da visitare.  A ben pensarci, in effetti, Ulisse, uno dei viaggiatori più famosi nella storia della letteratura, e Indiana Jones, uno dei viaggiatori più famosi nella storia cinema, non sono poi così diversi. Ciò che più li accomuna è la curiosità, il voler risolvere un mistero o esplorare un luogo nei suoi antri più profondi, solo per scoprire cosa si cela oltre, per amore della conoscenza.
Il personaggio che però ha dato ancor più sfaccettature all’odierna figura dell’avventuriero e cacciatore di tesori è Nathan Drake, il protagonista di Uncharted, una serie di videogiochi d’avventura ispirati proprio alla saga di Indiana Jones.

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Non dissimile dalla sua controparte filmica,  Nathan Drake è il tipico ladro gentiluomo, con una smodata passione per le civiltà antiche e i tesori che esse nascondono. Poiché parliamo di un videogioco, è più facile immedesimarsi con lui e “vivere” ciò che sta vivendo lui, affrontare ciò che affronta lui, perché siamo noi a controllare le sue azioni, e grazie alla minuzia tecnica della Naughty Dog, casa produttrice della saga di Uncharted, è percepibile quell’ebrezza che l’avventura può darti. Nonostante ciò, risultano essere videogiochi molto cinematografici e i dialoghi di Drake offrono spunti di riflessione sulle esperienze da cardiopalma che alle volte ci ritroviamo a voler provare sulla nostra pelle. Quando Nathan si ferma a pensare a tutto ciò che sta vivendo, alle emozioni che sta provando, scopre che ciò che gli manca di più sono le piccole cose e le persone che gli sono accanto nella vita di tutti i giorni, perché, alla fine, sono tutto ciò che gli rimane.

Per lui ciò che resta è più importante di ciò che passa e se ne va; una grande avventura può riempirti di emozioni indescrivibili, però ciò che si prova dopo è un grande vuoto, una mancanza che solo un’altra avventura, presumibilmente, può colmare. Ma non è quello che ha scoperto Nathan Drake.

Per quanto un’avventura sembri esaltante, quando finisce, ti lascia sempre quella sensazione di vuoto. Prima o poi devi decidere a cosa tieni davvero e cosa lasciarti alle spalle.

-Nathan Drake

Questo genere di personaggi, esploratori come Jones e Drake, sono esempi di come poter apprezzare tutto ciò che la vita può offrire, nel piccolo e nel grande. Nell’avventura non esplorano solo luoghi perduti del mondo, ma anche i luoghi reconditi del loro stesso animo, scoprendo quali sono le cose realmente importanti. Ci spronano a viaggiare, sia col corpo sia con la mente, perché quei viaggi possono cambiarci, farci scoprire parti di noi che non conoscevamo e ci permettono di andare oltre noi stessi.

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