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10(+1) tra i Migliori Esordi della Storia del Cinema secondo la Redazione de La Settima Arte

Introduzione

Come l’arte si nasconde nel paradosso tra immanenza e divenire, così l’artista, dotato forse già dal principio, riscopre sé nel perpetuo riproporsi, fallace, perfetto.

Esistono artisti la cui firma non è mai mutata, artisti che hanno colto l’apice dopo tanto, artisti che hanno raggiunto il culmine prima ancora di capirsi.

Eccoci con 10(+1) tra i migliori Esordi cinematografici della Storia del Cinema

L’Ordine è casuale.

Alla fine, come sempre, una sorpresa.

Si parla qui di esordio a lungometraggi per cinema

 1. Sesso, bugie e videotape – Il medium come oggetto rivelatore (di Gabriel Carlevale)

Wim Wenders rimase talmente estasiato dall’opera prima di Steven Soderbergh, che lo premiò con la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1989. Una scelta che fece discutere, ma che per alcuni tratti è largamente condivisibile da chi vi scrive. La storia gira intorno a quattro personaggi (due maschili e due femminili), che incrociano le loro vite: esistenze, le loro, permeate da bugie continue, amori flebili, desideri repressi e paure. Soderbergh mette in scena il lato più nascosto della sessualità, intrecciandolo in una scia di tradimenti. Ann e John sono due giovani sposini che attraversano una crisi sessuale. L’uomo, stanco della pausa imposta da sua moglie, sfoga le sue passioni con la sorella di quest’ultima, Cynthia, belle e provocante donna che fa della disinibizione sessuale la sua bandiera. L’arrivo in città di Graham è la goccia che fa traboccare il vaso: Ann rimane affascinato dalla sua presenza, sentendo subito una particolare empatia. Il dialogo che si instaura tra i due è spia e detonatore di quello che succederà.

Nel frattempo, anche Cynthia vuole esplorare l’animo profondo dell’uomo, cedendo alla sua richiesta di “cassetta”. Quando le due sorelle svilupperanno il dialogo riguardante l’uomo, Ann vedrà la luce della verità spalancarsi: scoperta la relazione tra suo marito e Cynthia, lascerà l’uomo che nel frattempo è stato allontanato anche dalla sua amante, restando solo nel suo mondo di bugie. L’idillio tra Ann e Graham ora può consumarsi, liberando l’uomo dalla sua impotenza mentale/morale e sessuale. Se c’è una forza in questo film, è quella di esplorare il mondo del sesso senza passare per la sua esibizione: nessuna scena di nudo, nessuna messa in scena del rapporto sessuale. Tutto è analizzato antropologicamente, portando lo spettatore al centro del discorso mediando il suo sguardo con il solo uso dei dialoghi e del medium della videocassetta (un’ossessione per Graham), quasi maniacale, che sta lì a testimoniare lo sconfinamento dalla realtà delle dipendenze, oltre che per solleticare il piacere voyeuristico. Un’opera, quella del regista americano, da riscoprire in ogni occasione, elaborando anche quanto, con largo anticipo, ha saputo anticipare riguardo al violento uso dei media nella nostra intimità.

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