Home Settimane a Tema Il Cinema Biografico The Damned United - storia di un'ossessione

The Damned United – storia di un’ossessione

“Sempre la stessa ultima parola di tutte le storie. La solita fottuta fine”
BRIAN CLOUGH

Che cos’è l’ossessione? L’ossessione è un fenomeno patologico che si manifesta con l’insorgenza di un’idea o di una qualsiasi rappresentazione mentale, che, accompagnata da un sentimento d’ansia, si impone al soggetto in modo insopprimibile, e lo trascina a compiere determinati atti.

The Damned United (il Maledetto United) parla proprio di questo, e della vera storia di Brian Clough, allenatore di calcio ed ex calciatore professionista inglese. Brian Clough (interpretato da Michael Sheen) allena una piccola squadra della seconda divisione inglese, il Derby County, di cui era tifoso fin da bambino. Accanto a lui c’è il suo assistente, collega e amico di una vita, Peter Taylor (al cast Timothy Spall). Brian è un professionista motivato, testardo, pieno di passione e sicuramente ambizioso. Ma è anche un uomo intelligente, a suo modo affettuoso, e capace di analizzare i problemi alla radice, mentre lotta cercando di non farsi travolgere dal proprio ego. E forse è proprio per questo che lavora in simbiosi con Peter, che cerca sempre di offrire, oltre alle proprie indiscutibili abilità da talent scout, una visione dei problemi diversa, più pacata e serena, mentre Brian stimola entrambi con la propria ardente voglia di fare sempre meglio, e superare ogni traguardo raggiunto. I due lavorano in equilibrio, potremmo dire. Questo, almeno, per un po’.

Il film si sviluppa su due linee temporali diverse: il futuro, in cui si parte dalla nomina di Brian Clough come primo allenatore di una delle principali squadre di Prima Divisione inglese, e quindi del paese, ma senza Peter Taylor. La seconda linea temporale invece è, nel film, il presente, dove i due sono ancora insieme alla guida del Derby County, in fondo alla seconda divisione. Guardando il film scopriremo la catena di eventi che ha portato i due a dividersi, e svilupperemo le due linee temporali. Ma soprattutto scopriremo i personaggi, che sono, anche grazie ad una meravigliosa interpretazione di tutto il cast, davvero autentici.

Brian è davvero innamorato del proprio lavoro, e lo vive attraverso sfide sempre nuove e una inestinguibile ambizione, tale da portarlo fino a scontrarsi con una delle più importanti squadre del paese: il Leeds United. Mister Clough prova ammirazione per l’allenatore del Leeds, uno degli allenatori più bravi e conosciuti del paese. Ma Don Revie non contraccambia la stima, né il rispetto, o almeno questo è ciò che percepisce Brian quando il suo collega più famoso lo ignora, forse perché nemmeno lo conosce, e poi si disinteressa di stringergli la mano.
E da quel momento, Brian Clough non vedrà più l’avversario come un degno rivale, ma come un demone da sconfiggere, non vedrà più la vittoria come una celebrazione del lavoro di squadra, ma come una ineluttabile dimostrazione al mondo della propria grandezza.
E lentamente comincerà a diventare sempre più miope, sempre più cieco, sempre più incapace di una visione di insieme, come un cavallo che corre col paraocchi, e non riesce a vedere che basterebbe correre verso su un’altra strada per fare meno fatica e sentirsi libero. E invece continua a correre dritto per dritto, sempre più forte, inseguendo un traguardo che non raggiungerà mai, sempre più veloce, e ancora più veloce, senza ascoltare nessuno, ignaro di tutto ciò che ha intorno.
E noi vediamo l’incapacità di raggiungere la grandezza di un uomo che non riesce ad ottenerla, ma solo perché ha dimenticato cosa sia. Vediamo la difficoltà di un uomo di ottenere la vittoria, perché inconsapevole del fatto di averla già ottenuta. E non vede che il muro si può aggirare, ma prova a passare continuando a colpirlo con la testa. E non riesce a vedere il percorso, perché vede sempre e solo una fine.
E così, quando Brian perde i giusti riferimenti con la realtà, la sua ambizione si trasforma in ossessione. Un’ossessione che comincia a divorarlo. L’ossessione per non essere il fottuto migliore di tutti, ma di essere solo il più bravo. E se volete capire, guardate il film, non ve ne pentirete.

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