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10 (+1) Film Preferiti de La Settima Arte

Introduzione

Il concetto di preferito, tanto relativo, tanto di difficile definizione, può essere uno sguardo verso la propria singolarità. Liberandosi per un attimo dalla forma critica, dalla conoscenza che modifica il pensiero, dalle linee guida dell’arte.

Semplicemente quel qualcosa che è te nel suo essere stato per te qualcosa di tuo.

Non si tratta della ricerca del bello, della sua definizione, della sua tendenza alla possibilità di un oggettivo.

Solo tu, il tuo ricordo, le tue emozioni, quella familiarità che ancora gioisce, malinconica o propositiva che sia.

Ci siamo chiesti se ci fosse un film del genere per noi, un film che rappresentasse l’amore stesso per il cinema, per un sorriso in un momento importante, per un’emozione provata per la prima volta.

Non tutti sono riusciti a rispondere.

Ecco i   Film Preferiti de La Settima Arte.

L’Ordine è Casuale.

1. Film Preferiti: Gli Spietati – Western e Clint Eastwood, che dire più? (di Gabriele Fornacetti)

E’ quasi impossibile dire quale sia il mio film preferito. I capolavori di Kubrick, Taxi Driver di Scorsese, il cinema giapponese di Kurosawa. C’è però un regista che più di tutti mi ha sempre emozionato: Clint Eastwood, il texano dagli occhi di ghiaccio beniamino di Sergio Leone e Don Siegel. Da Gran Torino a Million Dollar Baby, il vecchio Clint mi ha perennemente stupito, lasciandomi ogni volta a bocca aperta e desideroso di rivedere quel film. E se proprio devo scegliere il mio film preferito, allora non posso non dire Unforgiven, Gli Spietati.

Gli Spietati

William Will Munny, un vecchio pistolero ormai povero e vedovo padre-contadino, un giorno viene interrotto dal nipote di un suo vecchio compagno d’armi, Scofield Kid, con una proposta difficilmente rifiutabile: 1000 dollari per ritornare in sella al suo cavallo ribelle pronto a sputare piombo sulla testa di due cowboy, colpevoli di aver sfregiato una giovane prostituta. Accompagnato dal suo fido compare Ned Logan, i tre quindi si incamminano verso là città dove risiedevano i due balordi, Big Whiskey, la cui legge è fatta rispettare dal temutissimo sceriffo Little Bill Daggett, pistolero cinico e violento. Ma i tempi sono passati, e sia Will sia Ned provano disprezzo per la proprio gioventù, macchiata da omicidi e rapine di ignari vittime. 

Così decidono di tornare indietro ma lo sceriffo riesce a catturare Ned, che torturato affinché rivelasse nomi e posizione di Will e Kid, viene brutalmente pestato fino a morte. Venuto a conoscenza dell’accaduto, Will fa quindi marcia indietro, e mentre Kid decide di abbondare la carriera da pistolero per scrupoli di coscienza, tutto un tratto  ritorna lo spietato che era un tempo e in un finale spettacolare vendica la morte di Ned.

Guardingo e a volte smemorato pistolero sensibile, Eastwood vincerà l’Oscar alla regia per gli Spietati, dedicando quest’ultimo ai suoi due maestri: Sergio e Don.

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