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Davy Jones – L’Amore, un’Orrenda Colpa

Un buon antagonista mette in seria difficoltà gli eroi di una storia, un vero antagonista li priva di ogni speranza, li annienta nel profondo. E, inoltre, un villain che si rispetti necessita un’entrata in scena memorabile.

Davy Jones, uno dei cattivi tra i più amati degli ultimi tempi, è l’antagonista principale dei due film tra i più belli della saga de Pirati Dei Caraibi: La Maledizione del Forziere Fantasma e Ai Confini del Mondo.
L’ispirazione per il personaggio nasce da autentiche leggende e scritti marinareschi, nei quali si narra dello Scrigno di Davy Jones , un eufemismo per indicare il fondo del mare (come nel romanzo The Four Years Voyages of Captain George Roberts di Daniel Defoe). Le origini del nome sono incerte. I marinai del Galles invocavano San Davide per ottenere protezione dai pericoli del mare; ma Davy potrebbe essere anche una deformazione di devil.
Un’ipotesi coerente: Davy Jones è il diavolo che emerge dalle profondità degli abissi, nella cui oscurità trascina la luce e le vacue speranze degli uomini.
Eppure, prima di tramutarsi in mostro, era lui stesso un uomo, pieno di sogni e speranze; poi, qualcosa si è spezzato.

Non ricordi Mastro Turner? Io sono senza cuore

-Davy Jones

Nei film ci viene narrato che Davy Jones è il capitano dell’Olandese Volante, immortale, poiché il suo cuore è rinchiuso in un forziere (il quale svolge, inoltre, un ruolo chiave nella storia). Il suo compito era quello di traghettare nell’aldilà le anime di coloro che sono morti in mare. Il prezzo della sua immortalità è poter scendere a terra una volta ogni dieci anni.
Scelse questo suo fato per una ragione importante: prima di diventare orrido nell’aspetto e nell’animo, Davy Jones era un grande marinaio, finché non è incappato in ciò che fa tribolare gli uomini, una donna.

CALIPSO

Nel volto, vivo o morto, lei ti seguirà

-Canzone pirata

Davy Jones si era innamorato, e quell’amore è stato l’inizio della fine. Calipso è il nome della sua amata (nome non casuale: Calipso è la ninfa che, invaghitasi di Ulisse, il più grande marinaio della storia, lo tenne sulla sua isola per sette anni). Nei film lei è la dea del mare, ed è lei ad affidare a Jones il compito di traghettatore di anime, cui si è dedicato per dieci anni. Questo prezzo da pagare gli fece credere che il loro fosse un amore possibile; però, dopo dieci anni, quando finalmente poteva scendere a terra per rivedere la donna per cui ha sacrificato tutto, lei non c’era.
Tradito e devastato nel profondo, Davy Jones sentiva di aver perso ogni cosa; non valeva neanche più la pena di provare le fugaci piccole gioie della vita. Il dolore era troppo per vivere, ma non abbastanza per poter morire; così, si è cavato il cuore, lo ha rinchiuso in un forziere e lo ha nascosto. Poi, ha smesso di adempiere al suo compito ed è diventato il mostro che conosciamo.

Molte cose sei stato Davy Jones, ma mai crudele

-Calipso

Davy Jones ha dato il suo cuore a Calipso, l’incarnazione stessa del mare. Tutti gli uomini sono attratti dal mare; ma nel suo fascino esso è volubile e pericoloso, e può facilmente distruggere la vita di un uomo. Così è anche l’amore, che ha deluso Jones e lo ha portato a celare ciò che sempre appartiene a coloro che amiamo. A corrompere Davy Jones è stato vedere il sogno del suo amore in frantumi, credere che la sua amata fingesse di amarlo, nonostante tutto quello che aveva fatto per lei. Ora, reputa qualunque speranza degli uomini inutile e null’altro che cenere; un sogno che non diventa realtà è una bugia, o qualcosa di peggio. Il solo pensiero dell’amore lo turba e cerca di distruggerlo in tutti i modi. Infine, decide di vendicarsi, di tradire Calipso, imprigionandola in una forma mortale, una tortura per una dea.

L’AMORE, UN’ORRENDA COLPA

E’ interessante notare come nei film si crei il parallelo tra la coppia Davy Jones-Calipso e Will Turner-Elizabeth Swan. Questi ultimi, in effetti, affrontano un percorso di cambiamento emotivo e psicologico che mette alla prova la loro relazione, così come il fato mise alla prova Jones e la dea; solo che Will ed Elizabeth non soccombono alle avversità e non rinnegano il loro amore, a differenza di Davy Jones, che arriverà a fingersi ignaro del tradimento ai danni della sua amata, perché lui si è sentito tradito a sua volta.
Questa ambiguità, questi molteplici punti di vista, rendono i film dei Pirati dei Caraibi molto interessanti e mai banali, e creano quelle sfaccettature che rendono un villain degno di essere chiamato tale.
Davy Jones è uno dei migliori esempi cinematografici di come un brav’uomo possa sprofondare nel baratro del proprio animo e diventare l’incubo di sé stesso. 

In conclusione, ricordiamo il dialogo più toccante di Jones, le cui parole scorrono sulle note del suo carillon, il suono del suo amore perduto. Lo scambio di battute avviene, non a caso, con William Turner.

Turner -“Tu l’amavi, lei era tua… e tu l’hai tradita”

Jones -“Lei fingeva di amarmi. Fu lei a tradire me”

Turner -“E fu dopo questo tradimento che ti cavasti il cuore io mi domando?”

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