News

18 (+1) tra le Migliori Scene Iniziali secondo la Redazione de La Settima Arte

Introduzione

Il principio, l’avvolgere in un luogo ancora non definito. Potrà essere fantasia, realtà, o quei crepuscoli del non detto, sospesi tra i due mondi.

La prima emozione, la prima ombra, sarà dolce, ci distruggerà, rivelerà grandi storie, o semplicemente, asseconderà la parabola del decadere, del rialzarsi, dell’essere.

Ecco 18 tra le migliori scene iniziali secondo la Redazione de La Settima Arte. Alla fine, come sempre, una sorpresa.

L’Ordine è casuale.

 

Nell’Annuario de La Settima Arte ci saranno classifiche inedite su questo 2018 e non solo. Per più info, ecco qui:

https://www.produzionidalbasso.com/project/l-annuario-de-la-settima-arte/

1.  Halloween di Carpenter – La nascita di una Leggenda parte dalla prima scena (di Giacomo Zanon)

Un piccolo film indie di serie B prodotto con soli 300mila dollari, un giovane regista trentenne con soli due film all’attivo, un’attrice protagonista alla sua prima esperienza cinematografica: nessuno avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe diventato l’“Halloween” di John Carpenter, ovvero una pietra miliare di un genere ed un vero Capolavoro, per non parlare dell’immortale status di Cult assoluto che la pellicola vanta.

Un film che mette in scena uno dei personaggi più riusciti e memorabili di tutta la Storia del Cinema, ovvero Michael Myers, l’inquietante e glaciale assassino con tuta da meccanico, maschera bianca e coltello da macellaio. Non un semplice killer, ma IL Male assoluto. E il Male lo si vede fin dalla scena iniziale, una delle più straordinarie che si ricordino.

Un piano sequenza entrato di diritto nella Storia, una ripresa in soggettiva senza stacchi di montaggio, e per di più, la soggettiva regala una visione limitata a causa della maschera indossata dal protagonista della scena. Lo spettatore vede solo attraverso i buchi della maschera corrispondenti agli occhi, la nostra visione è contenuta e non assoluta, e Carpenter ci mostra solo ciò che vuole mostrare e ciò che deve essere mostrato.

Il personaggio che si cela dietro la maschera è infatti Michael Myers, che nella sequenza compie il suo primo, terribile omicidio a soli 6 anni, uccidendo la sorella maggiore. Una volta terminato l’atroce gesto esce di casa e il piano sequenza si interrompe così come la soggettiva, che si trasforma brillantemente in un’ oggettiva. Una lenta carrellata all’indietro fa entrare in scena il padre del ragazzo, al quale viene tolta la maschera e il suo volto e la sua identità svelati allo spettatore. Il fanciullo verrà mandato in un ospedale psichiatrico per i successivi quindici anni, fino alla sua fuga e all’inizio del massacro nella notte di Halloween, che occupa la maggior parte del film.

Già dai bellissimi titoli di testa accompagnati dalla meravigliosa, iconica e sinistra colonna sonora dello stesso Carpenter, il regista mette in chiaro il suo grande talento. La regia, gli eleganti movimenti di macchina da presa dimostrano la grande abilità del Maestro e, insieme ad una fotografia perfettamente cupa e spenta e ad un montaggio impeccabile, l’opera dimostra la sua magnificenza già dalla prima scena.

Un film capostipite dello slasher e un’icona fondamentale per l’immaginario horror e thriller. Un’opera colma di suspense e tensione gestite con enorme sapienza. Una pellicola ottima dalla prima all’ultima inquadratura, che ha portato il nome di Carpenter in tutto il mondo, e gli ha affibbiato l’appellativo (giustissimo) di “maestro dell’horror”.

Leggi anche:

I demoni, l’esorcismo e il biopotere