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Realtà da scoprire: Fiaticorti, il Festival internazionale del Cortometraggio ad Istrana

Ovunque voi cerchiate nel mondo, troverete sempre qualcosa che valga la pena scoprire.

Così, ad Istrana, piccola cittadina vicino Treviso, con poco più di 9000 abitanti si riscopre un punto nevralgico per un’arte quanto mai in rilancio: i cortometraggi.

Ebbene sì, proprio in uno dei quei luoghi inaspettati si canalizza un Festival dalla portata internazionale, quest’anno alla 19esima edizione.

Il festival internazionale del cortometraggio ritorna ad animare l’autunno in provincia di Treviso.

Così si racconta brevemente questa realtà, legata all’autunno un po’ come il cinema che ci mostra. La poetica intrinseca ai cortometraggi, infatti, a prescindere dai temi o gli stili prescelti, nella sua brevità, sembra richiamare eternamente quell’intensità sospensiva della stagione dei colori tramontanti. In quel dettaglio di tempo che ricama per ritrarre qualcosa, ci avvolge in uno sguardo che non può che svanire nel momento stesso in cui si dilata, con giusto il tempo di sussurrarci qualcosa, un’impressione, un’emozione, una consapevolezza, singolare, eppure profondamente a fuoco nello spazio che per pochi minuti è esistito.

Forse, nell’implacabile fretta dell’oggi, che insegue se stessa a tal punto da non riconoscere neppure la sua cosa, la brevità non è sinonimo di pochezza, bensì di focalizzazione dei significati che si è cercato. Ed è questa antitesi all’apoteosi delle serie che, da buoni dialettici del mondo, vale la pena indagare.

Ma quali sono i Temi di quest’anno?

I cortometraggi pervenuti quest’anno ci restituiscono un quadro che, in continuazione con quanto visto all’edizione del 2018, ci presenta una situazione critica del quadro familiare, ma, a differenza dell’anno scorso dove si percepiva per lo più un’assenza della figura genitoriale, quest’anno il genitore è più autoritario e repressivo, specie nei lavori europei, e il rapporto con esso sfocia a volte nella ribellione, nel contrasto affettivo e nel tentativo di recuperare una serenità perduta. Questa visione del rapporto “genitore-figli” è la trasposizione narrativa del rapporto difficoltoso tra il popolo e l’istituzione la cui distanza sta generando, proprio in Europa, fenomeni di lontananza e protesta.

Così il Direttore del Festival Bartolo Ayroldi commenta le partecipazioni a questa diciannovesima edizione del Festival. Così ne rimaniamo ancor più interessati, vedendo sempre più la riscoperta sociale che il cinema sta avendo in questo periodo e che, spesso, proprio queste realtà autoriali anticipano per lungimiranza.

Sono stati annunciati i 23 cortometraggi internazionali di cui 5 dedicati al Veneto, selezionati tra centinaia di proposte provenienti da tutto il mondo.

Non ci resta che aspettare la cerimonia di premiazione venerdì 26 ottobre all’interno del Cinema teatro dell’Aeroporto militare di Istrana (TV), un luogo unico, aperto in via eccezionale per l’evento di chiusura di Fiaticorti 19, nella quale Tutti possono partecipare.

Durante la serata la giuria assegnerà il Premio Fiaticorti per il miglior cortometraggio, il Premio Miglior Interprete e il Premio FiatiVeneti per il migliore corto della sezione speciale dedicata al Veneto. La giuria di quest’anno è composta da Alessandro Cinquegrani, giurato storico di Fiaticorti alla sua ottava partecipazione, dal filosofo Umberto Curi e dal regista Marco Segato

Una piccola occasione, in un piccolo ritaglio di questo mondo, per osservare grandi riflessioni su ciò che è, oggi più che mai, lo scopo osservativo, riflessivo e ritraente del cinema.

Per partecipare, è’ necessario registrarsi sul sito » www.fiaticorti.it.    

Non perdete quest’occasione.

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