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Drake – the Meme King

Nei video musicali sta succedendo quello che non sta succedendo negli altri media. Sperimentazione. Ogni giorno, su youtube, vengono caricati decine di migliaia di video musicali, quelli che superano le 10k visualizzazioni entro un tot tempo vengono messi in evidenza da un software interno. Il mercato è aperto, la domanda è costantemente in crescita.

In questa rubrica ho intenzione di approfondire la videografia di alcuni dei musicisti più influenti della scena internazionale, indagando sull’evoluzione del personaggio, e sulle sperimentazioni, sia narrative che visuali e come queste incidano sulle views, perché il passaggio da Mtv a Youtube si può descrivere come una sorta di vittoria della democrazia videomusicale.

Drake – the Meme King

Aubrey Drake Graham è un rapper e un produttore musicale canadese, di famiglia ebraica, cresce con sua madre a Toronto. Dopo aver lasciato la scuola esordisce come attore nella teen drama canadese Degrassi, a 20 anni rilascia il primo EP definendolo ‘’pretty straightforward, radio friendly, [and] not much content to it’’. Con il passaggio Mtv-Youtube le radio hanno perso importanza nel ruolo di divulgatori dei nuovi brani, il video musicale diventa un’opportunità per l’artista, per essere conosciuto anche al di fuori della propria fan base.

Analizziamo tre video molto diversi tra loro, tra i più popolari dell’artista e tra i più recenti:

 

Hotline Bling – 1.5 miliardi di visualizzazioni – Director x

Grandi numeri per questa performance del 2016, nella lista dei 60 video più visti sulla piattaforma, due grammy e un’eredità, in termini di materiale per memes, incalcolabile. Director X, e il suo team di scenografi, si lascia ispirare dalle istallazioni dell’artista americano James Turrell per creare questi scenari spogli e moderni, colorati e luminosi, che a mio parere hanno inciso in modo non banale sui click dei curiosi, esclusi dagli obiettivi di target di un normale video di Drake, attirati proprio dalla ‘’pulizia’’ dell’immagine, visivamente accattivante.

Dopo le scenografie sono le coreografie il secondo punto di forza del video, Drake canticchia le parole mentre danza in modo leggiadro e iconico. Director X, che ha nel curriculum gente del calibro di Sean Paul, Nelly Furtado, Rihanna, Usher e Jay Z (i 2000 praticamente), ha sempre privilegiato il ballo sul canto, come un’attivista del diritto dell’uomo di ballare. Qual’è il senso di fare un video musicale oggi? Perché un’etichetta è disposta a spendere 1mln in una clip di 4 minuti? Obsolescenza programmata. Un video musicale nella media raggiunge il picco dei contatti nella settimana successiva al caricamento, le views continuano ma ad un tasso di crescita decisamente inferiore. Un video di Drake è studiato per restare tra i  trending per mesi.

In un’intervista per Genius Framework Director X dice così: ‘’You don’t only talk about something (the video n.d.r.) you create something from it’’ Si riferisce alle centinaia di videomontaggi/ meme/ remix creati da e su l’esempio di Hotline Bling, alla challenge di Kiki e i remix di God’s plan montati al contrario in cui sembra che Drake stia rubando i soldi ai poveri invece che il contrario. Il video di Obama che canta Hotline Bling ha più di 11mln di views, non che non se li meriti eh. Per carità di Dio. Però è questo che si intende quando si parla di viral studies. Cosa rende iconico? Cosa rende eterno?

Domande difficili, ma Drake è dai tempi di legend che è in fissa con questo argomento.

 

God’s plan – 821 milioni di visualizzazioni – Karena Evans

Facciamo un salto nel tempo, passando dal 2016 agli inizi del 2018, vincitore del video of the year ai Bet Awards 2018, quello di God’s plan è al sedicesimo posto nella lista dei video con più like (pollici in su) di Youtube, subito sotto Roar di Katy Perry*.

Youtube è un palcoscenico, la stagione 2017/18 di Broadway, sommando le presenze di tutti gli show in palinsesto è pari all’1.65% delle visualizzazioni di God’s Plan (non sono numeri inventati vi giuro che mi sono messo a fare i calcoli), ora questo è un dato falsato, perché Brodway ha un limite sia geografico che economico per il pubblico, ma un numero così basso ci dà un idea delle potenzialità comunicative del mezzo ‘’video musicale di Drake’’.

Sono due gli elementi notevoli del lavoro di Karena Evans, innanzitutto il contenuto politico, che non mi sento di definire celato quanto più magari oscurato dal tentativo di rappresentare la realtà, sperimentato dalla giovane filmmaker. Sembrerebbe che gli unici a sapere cosa sta succedendo siano il cameraman e Drake, le reazioni, le emozioni e le lacrime sembrano reali, difficile non commuoversi davanti a qualcosa di meraviglioso come la beneficenza, anche se questa viene usata come pretesto per mostrare l’ennesima immagine di Drake bravo waglione a cui ormai abbiamo fatto il callo. L’idea è bella, dolce ed efficace, io faccio parte del piano di Dio, lui mi ha reso quello che sono, io restituisco alla gente quello che è suo.

Il video è girato in Florida, lo stato che ha affermato la vittoria di Trump alle presidenziali del 2016 con un margine dell’1,2% sulla Clinton, uno stato con il 14,7% della popolazione sotto la soglia di povertà, lo stato dove è stato freddato qualche mese fa XXXTentacion mentre aspettava il verde ad un semaforo.

 

In my feelings – 130 milioni di visualizzazioni – Karena Evans

Impossibile non notare un calo evidente nel numero di views, la causa è probabilmente da ricercare nella durata del video (quasi 8 minuti) e nelle due parti non musicali che lo aprono e lo chiudono, in modo volutamente (ironicamente?) prolungato.

Lo stesso Director X, mentore della Evans, nell’intervista per HB aveva citato questo fenomeno che io farei rientrare nella categoria delle cose da non fare, appendice dei viral-studies. La canzone è stata il tormentone estivo, alimentata dalla challenge collegata, ma effettivamente il suo fuoco sembra essere già destinato a spegnersi. Questo è il meno potente dei video analizzati, ha delle peculiarità tecniche (neanche troppo originali o innovative non che questa sia una conditio sine qua no) come l’utilizzo di due camere, una super hd e una Vhs, esportata mantenendo il segno distintivo sulla sinistra tipico della conversione Vhs-digitale (che si può tagliare croppando leggermente l’immagine, quindi lasciato lì per gusto estetico, quindi sindacabile di giudizio).

Niente di nuovo viene aggiunto all’immagine dell’artista, il riferimento geografico è da collocarsi nell’origine del beat, qui le mie competenze iniziano a vacillare, BlaqNmilD, producer di In my feelings e nice for what? In un’intervista di luglio dice tante cose, sintetizzabili in questo aforisma:

‘’We love to take RnB music, and we love to put it with a bounce beat’’

Il bounce beat in questione è stata la svolta che cercavano, perché ha dato questo ritmo incalzante ad una canzone che inizialmente suonava ‘’lenta’’**, per questo il video viene girato a New Orleans. L’utilizzo delle Vhs serve proprio a mostrare una realtà in evoluzione ma che è sempre fedele a se stessa, la gente twerkava sui tram di New Orleans prima come adesso.

Youtube non è il nuovo cinema, toglietevelo dalla testa. YouTube è piuttosto una nuova televisione interattiva, dove tu scegli cosa vedere. Una televisione con milioni di contenuti tra cui scegliere, dai gattini ai video di Drake. In questo articolo abbiamo approfondito i secondi, magari nel prossimo puntiamo sui gattini.

*link delle classifiche di cui il riferimento:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_most-liked_YouTube_videos

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_most-viewed_YouTube_videos

** mi sento in imbarazzo quindi vi linko l’intervista, se qualcuno di voi fosse davvero interessato ad approfondire la faccenda, e capisce molto bene l’inglese, può iniziare la sua ricerca. Approfondire è un bene. Approfondire sempre.

https://www.youtube.com/watch?v=zD3lRLThVRY&t=250s

Abbiamo lanciato una campagna crowdfunding per L’Annuario de La Settima Arte. Per info clicca qui:

https://www.produzionidalbasso.com/project/l-annuario-de-la-settima-arte/?fbclid=IwAR1CZoqExdx39Fjq7ygaRK0F5WuIJF4cvPniiHh_0fStsSUSk_d_0i0YWoY#donationSection

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