News

Dialogo immaginario tra Dexter Morgan e Brandon Sullivan

Dexter Morgan e Brandon Sullivan.

Un ematologo forense in pubblico, un serial killer in segreto. Un impiegato d’azienda in pubblico, uno schiavo del sesso in segreto.

Potrebbe sembrare surreale, ma le immagini, le parole e le gesta del più famoso perito ematologo della Florida sono le stesse del sofferente irlandese di New York.

E così Dexter e Brandon, Brandon e Dexter. Due uomini, due animali. L’uno sconosciuto all’altro, ma entrambi dipendenti da sé. Questa è la storia di una coppia entrata in un vortice di autodistruzione che, consapevole dell’impossibilità di fuggire, culminerà in un sorso di cicuta.

Non sarà semplice. Chiunque conosca i protagonisti è consapevole dell’estrema complessità che li caratterizza, vuoi per il cinismo, vuoi per l’eterno senso di colpa. Ma ciò, che determina l’essere l’uno così simile all’altro, come due facce di una medaglia, come due lati di uno specchio, è l’emblema dell’essere speculari.

Così se Dexter proverà a fuggire dal passato, Brandon tenterà di scappare dal presente. Se uno proverà a rialzarsi, l’altro cadrà come il primo. Entrambi falliranno, entrambi non avranno mai pietà per sé stessi. Ecco, questa è la storia di un insuccesso, è la storia della sottomissione del libero arbitrio all’istinto animale che permane in qualsiasi uomo, è la tragedia che si forgia nel fallimento. Ecco, questa non è una storia felice.

Ma non disprezzatela, anche se la morale condurrà le nostre riflessioni in altro senso. Almeno voi abbiate commiserazione di chi è stato condannato ancora innocente, o meglio, ancora inconsapevole del proprio peccato. Potrebbe essere la mia storia, la storia di chiunque stia leggendo. In fin dei conti esiste del Bene in tutti, perfino in che professa il Male. In fin dei conti non esiste Luce senza Oscurità.

Ora non resta che aprire l’armadio, tirare fuori gli scheletri, e scoprire chi sono Dexter e Brandon.

Il Peccato, la Condanna, la Vergogna

Dexter: Tutti nascondono quello che sono veramente. A volte seppellisci una parte di te tanto in profondità da dimenticarti che esista e a volte vorresti solo dimenticarti chi sei.

Brandon: “Hai ragione Dexter, anche io devo nascondermi. Non potrei mai rivelare chi sono veramente a coloro che mi sono più vicini. Anzi…”

Dexter Morgan vive in una realtà divisa in due: di giorno ematologo, di notte serial killer. Le tenebre nascondono la parte più intima della sua anima, in modo che nessuno possa vederla per ciò che è.

Dexter ogni mattina si sveglia, preme un’arancia, mangia un uovo, e un po’ come tutti noi, indossa una maschera che nasconda il vero Io a coloro che non vogliono o che non possono vedere. In realtà nemmeno lui avrebbe voluto vedere, eppure è obbligato a rispondere all’istinto primordiale che lo accompagna in ogni istante, un Oscuro Passeggero che non scenderà mai dalla sua barca. È un destino beffardo e crudele a condannarlo a questa vita, che imperterrita continua a prendersi gioco di lui, rimanendo insensibile dinanzi ad un uomo disperato che ha perso tutto e che perderà tutto. Uccidere non è quindi che la conseguenza del peccato primordiale, l’inizio del Fato e dell’Oscuro Passeggero, quel bagno di sangue in cui fu riverso ancora incosciente e che, essenzialmente, è l’origine della sua condanna.

dexter

Brandon verso Sissy, la sorella: Come mi stai aiutando? Come mi stai aiutando? Come mi stai aiutando? Guardami. Sei venuta qui a gravare su di me. Mi capisci? Sei un fardello da portare. Mi stai trascinando giù. Come mi stai aiutando? Non riesci nemmeno a pulire da sola. Smettila di giocare alla vittima.

Dexter: ” Brandon, dove sei stato tutto questo tempo? Sei il fratello che non ho mai avuto. O meglio, quello che non ho mai potuto avere. Gli altri non mi capiscono, tu sei l’unico che riesce a vedere la mia dipendenza, i miei bisogni. Magari qualche volta scendi a Miami, le spiagge e il caldo non potranno che cementare la nostra amicizia.”

Difatti Brandon non differisce. Anche lui, come Dexter, interpreta due ruoli: l’impiegato da un lato, il maniaco del sesso dall’altro. Anche lui deve occultare parte di sé agli occhi di chi appare libero affinché non veda ciò che lo logora dentro.

È per questo che davanti si mostra come un qualsiasi quarantenne: la sera esce con gli amici, si diverte bevendo qualche drink, mette la maschera che ormai già conosciamo. Poi torna a casa, si spoglia dagli orpelli necessari a (sopra)vivere e dimentica gli obblighi che ha nei confronti del mondo. Lì torna schiavo del corpo, prigioniero in un’anima colpevole senza aver commesso il fatto. E così getta l’intera sua esistenza in un fallimento quotidiano e costante, nel tentativo mal riuscito di andare oltre le maglie delle proprie catene, che si rivela tragedia e fallimento. Getta l’intera esistenza nel consumismo del piacere, l’unica fuga dalla solitudine che lo opprime fin dall’esordio della sua vita e che è la causa della sua schiavitù: il sesso.

La Responsabilità, il tentativo di Riscatto

dexter

Dexter: Debra… La mia sorella adottiva… E’ un po’ sboccata. Ha un gran cuore ma non permette a nessuno di vederlo. Lei è l’unica persona al mondo che mi ami. Ah, penso che sia bello. Io non provo alcun sentimento per nulla ma se riuscissi ad averne qualcuno ne avrei per lei.

Brandon: “Sissy…non so cosa provo per lei. Forse amore, forse odio, davvero non lo so. Vorrei capirlo ma non ho molto tempo. Il mio Oscuro Passeggero prende tutto, anche Sissy. Ma se dovessi cambiare, lo farei soltanto per lei.”

Nel suo scritto più famoso, “il Principio della Responsabilità”, Hans Jonas affermò che l’agire umano deve esser compatibile “con la continuazione di una vita autenticamente umana”, ovvero che ogni gesto dell’uomo deve prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte e dei suoi atti. Secondo l’allievo di Heidegger, quindi, il dovere è il fondamento della morale, giacché quest’ultima deve rispondere anche all’esigenze del prossimo e pertanto tenerne conto.

Dexter non è che un esempio concreto di quanto citato.

Lui sa benissimo che rivelare la sua vera natura avrebbe conseguenze nefaste su Rita, su Harrison, su Debra. Ma è altrettanto consapevole che i suoi omicidiper poter avere una minima valenza o giustificazione, devono avere un qualche scopo in funzione di coloro che non sanno, in funzione del cosiddetto bene supremo. Per questo si dota di un codice, il codice di Harry, che indirizzi i suoi coltelli soltanto verso assassini o stupratori, ovvero il Male dell’umanità. Qui entra quindi in gioco quel senso di responsabilità che l’ematologo di Miami prova nei confronti del mondo, responsabilità che in un attimo rendono un serial killer una sorta di giustiziere notturno, pronto a tutto pur di ripristinare ciò che la giustizia ordinaria non può.

dexter e brandon

A suo modo, anche Brandon possiede un codice che delimita i confini delle sue azioni. Pur non utilizzando lame o fendenti, l’irlandese infatti fa sì che la sua dipendenza dal sesso coinvolga soltanto coloro che non ne patirebbero alcuna conseguenza. È per questo che non va a letto con donne sposate, è per questo che inveisce contro la sorella quando quest’ultima fa l’amore con il suo capo.  Alle fine Brandon preserva le famiglie dal dolore che indirettamente potrebbe arrecargli, perché lui, come Dexter, in fondo è un buono a cui il destino ha imposto il Male.

Il Fallimento

Siamo giunti alla fine. Inizialmente avevo premesso che non sarebbe stata una storia a lieto fine e difatti è così.

dexter e brandon

La gravità delle loro azioni e l’influenza che queste hanno sulla loro vita renderanno Dexter e Brandon soli. Una solitudine tremenda che solca i loro visi sempre più nel profondo. Per questo tenteranno di liberarsi dalle proprie prigionie ma anche stavolta, in un modo o nell’altro, falliranno inesorabilmente. Proveranno, proveranno e proveranno ancora, ma al proprio destino non si sfugge. Così le proprie vite saranno un’eterno alternarsi di angoscia e dolore, consapevoli che niente e nessuno potrà vederli per ciò che sono. Perché non capirebbero, perché non sopporterebbero.

Non resta quindi che continuare ad assecondare i propri tormenti.

D’altronde tutti abbiamo uno scheletro nell’armadio,  no?

Un grazie a Tommaso Paris, colui che per primo ebbe l’idea.

Leggi anche: Dexter – L’umana ricerca di comprensione di un apatico serial killer.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.