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Most Beautiful Island – Fragilmente, superiamo l’Oscurità nascosta

Most beautiful island è il primo film della meravigliosa Ana Asensio, che dopo una carriera da attrice ha deciso di prendere in mano la cinepresa e raccontare le vicende di Luciana, la protagonista del film da lei stessa interpretata. Most beautiful island perché è ambientato a New York, ovvero l’isola, metaforicamente parlando, delle illusioni, delle porte aperte a tutti, della meta di ogni ambizioso viaggiatore in cerca di fortuna.

Most beautiful island

Ma Ana Asensio non racconta della superficie dorata di New York; va più a fondo, indagando il percorso di Luciana ed un’altra decina di donne sbarcate negli Stati Uniti con la speranza di migliorare la propria vita ma ritrovatesi faccia a faccia con il lato nascosto, oscuro, perverso dell’alta borghesia newyorkese.

Un film parzialmente autobiografico, per come la regista rivive il suo vissuto americano da giovane attrice spagnola, ma che colpisce per lo stile minimale, realistico; una ripresa che dialoga direttamente con i volti dei personaggi, pochissimo parlato, assenteismo quasi totale della colonna musicale. Il realismo del film di Ana Asensio prende alla gola, sin dalle prime scene che vedono la protagonista destreggiarsi tra lavori insignificanti, perenne mancanza di soldi nel portafogli ed una frustrazione fondamentale che la spingono ad accettare l’invito di Olga, sua coetanea russa, ad unirsi ad una sorta di club nel quale le ragazze come loro vengono pagate per intrattenere elementi dell’alta borghesia cittadina.

Una volta scesa nel sotterraneo ove questo gioco ha regolarmente inizio, si aprono davanti agli occhi di Luciana scenari inquietanti, che trovano i protagonisti principali nella perversione e nelle macabri depravazioni della cosiddetta alta società newyorkese. Scenari dai quali Luciana uscirà profondamente segnata.

Abbiamo avuto l’onore di intervistare Ana Asensio al Ravenna Nightmare film festival, dal quale vi riportiamo orgogliosamente le parole e le emozioni riguardo il suo primo lavoro.

English version below

Io ho avvertito un’enorme forza nel film nel modo in cui è focalizzato solamente su una giornata, una storia, una protagonista. La mia domanda è: lei ha presentato due personaggi, la ragazza russa, che sembra conoscere le complessità di New York, che sembra sapere come superare le sue difficoltà, e dall’altra parte il suo personaggio, Luciana, in qualche modo un personaggio naif, che si rivelerà come l’unica in grado di superare le sue paure, mentre la ragazza russa soccomberà ad esse. Qual è la particolarità che ha permesso a Luciana di vincere contro l’oscurità della città, in senso metaforico?

In realtà, non era nei miei piani di farla apparire come un’eroina, anche se generalmente il protagonista principale possiede spesso caratteristiche eroiche. Nel caso di Luciana, lei mostra coraggio, ma lo fa in modo egoistico, perché non sopporterebbe mai il sentirsi responsabile per la morte di qualcun altro, avendo già troppi sensi di colpa sulle spalle. Così ha colto quella come un’opportunità di redimersi dalle sue colpe, come una sorta di istinto egoistico insito nell’uomo; ovvio è che superficialmente lei si mostra come un personaggio puro, anche perché sta effettivamente salvando una persona da cui è stata tradita, ma questo è ciò che dà significato alla vita delle persone, il dedicarsi agli altri perché fa star meglio loro stessi. E riguardo l’altro personaggio, la ragazza russa, la sua debolezza deriva dalla consapevolezza che le sue speranze di essere abbastanza forte sono cadute nel vuoto, ella si ritrova ad affrontare una realtà che non credeva avrebbe mai affrontato. 

Io volevo chiederle riguardo la costruzione del personaggio sulla sua persona. Lei ha detto di aver iniziato la sua carriera come attrice, ma sentendo la necessità di costruire i propri personaggi, ha iniziato a dirigere. Quante e che tipo di difficoltà ha incontrato nella costruzione di un personaggio così difficile su di lei?

Beh, ho incontrato difficoltà nel reagire a ciò che le accadeva, ed in questo caso il personaggio è molto diverso rispetto a me, perché io sono di natura molto espressiva ed appassionata in tutto ciò che mi accade. Luciana è l’opposto, è fredda, travagliata. Ho incontrato persone che si portano dietro molto dolore, e semplicemente non riescono più a reagire agli eventi in modo appassionato o energetico, e questo perché hanno perso gran parte di quella passione. Nel caso di Luciana, lei riusciva a malapena a respirare, tutto ciò che sperava era di riuscire a tornare alla superficie di quell’oceano di difficoltà in cui si era ritrovata quel giorno; reazioni espressive ed appassionate fanno di certo parte della mia natura, ma non di quella di Luciana, o delle persone che ho nominato precedentemente.

Most beautiful island

E questo è uno dei motivi per cui ha deciso di far terminare il film nel silenzio più totale, facendo prevalere la poetica del volto alla poetica della parola?

Io mi sono sempre sentita molto più incuriosita dalle persone silenziose piuttosto che estroverse, per via del loro mistero, di tutte le storie che potrebbero raccontare, il tipo di persona che non conoscerai mai fino in fondo perché semplicemente non si mostra mai del tutto.

E Luciana è senza dubbio quel tipo di persona. Posso chiederle invece riguardo una similitudine che ho trovato tra il suo film e l’Eyes Wide Shut di Kubrick, in particolare nella figura del dottore, che improvvisamente appare durante quel macabro gioco esattamente come succedeva nel film di Kubrick.

Onestamente, il dettaglio che hai citato è assolutamente vero, ma penso che l’unica connessione tra il mio film ed Eyes Wide Shut sia l’idea iniziale di indagare il lato oscuro della città, e di quella perversa parte della società di cui non si conosce nemmeno l’esistenza. Ed oltre a ciò, il film di Kubrick è assolutamente elegante, pieno di luci e costumi meravigliosi, mentre il mio film è oscuro, tetro, sporco, assolutamente non elegante.

E questo è un po’ uno specchio dei tempi che cambiano, nel modo in cui entrambi i film osservano una borghesia che cela un lato oscuro e nascosto, ma in Eyes Wide Shut è una borghesia che si traveste ancora da aristocrazia, mentre nel suo film, ovvero al giorno d’oggi, sono più sporchi, quasi consapevoli delle proprie perversioni; lei che ne pensa?

In realtà io volevo mostrare una società che non sente nemmeno la necessità di nascondersi, poiché consapevole che nessuno la giudicherà. Per cui quando si arriva ad un tale livello di disumanità che non si considera vergognoso neanche ciò che è visibilmente vergognoso e perverso, si ha veramente oltrepassato un limite, in questo senso.

Parlando di un altro parallelismo, ho trovato nel titolo e nel tema portante del film una connessione ad un altro grande regista, David Lynch, e al suo Velluto Blu. Entrambi i titoli rimandano a qualcosa di candido, di bello, ma scavando più a fondo mostrano in realtà un’umanità sporca e degradata. Volevo chiederle, quanto è stata influenzata da questo tipo di cinema americano nello girare il suo film?

Beh, ovviamente amo molto Kubrick e Lynch, ma ho sempre pensato di non esser mai stata particolarmente influenzata da quel tipo di cinema, onestamente guardo molto di più al cinema europeo; ma probabilmente ho inconsciamente stabilito quel tipo di connessione perché, nella mia testa, il mio protagonista e lo scenario che l’avvolge potrebbero far parte di un film di Lynch.

Most beautiful island

Io ho una domanda riguardante il gelato finale, elemento che mi ha ispirato due pensieri differenti: il primo riguarda il simbolismo dell’elemento del gelato, dato che nella prima parte del film lei prova a comprarlo ai bambini ma non ha soldi per farlo, mentre nell’ultima scena lei lo compra e lo compra per lei, come a simboleggiare una ritrovata libertà. Il secondo pensiero è invece incentrato sulla parte naif, la parte infantile che New York ha perso, come lei stessa ci ha raccontato. Dunque, nella sua visione, è possibile superare le proprie paure senza essere naif?

Prima di tutto, non penso si possa mai superare alcun tipo di paura senza essere naif, perché in questo modo sei spinto ad agire insolitamente, in un modo che ti porta a guardare in faccia le tue paure e renderti conto della loro inconsistenza. Riguardo il gelato, probabilmente ho scelto questo elemento perché, dopo un’esperienza traumatica, si sente sempre il bisogno di stabilire un contatto tra se stessi ed il proprio corpo, che sia attraverso un bicchiere d’acqua o un gelato. Quindi, la scena finale è una sorta di riunione tra Luciana ed il suo Io, un modo di abbandonare definitivamente quella situazione, lei è qui e non più lì.

E sarà mai in grado di tornare lì, un giorno?

Nella mia idea di Luciana, non credo che sarà mai più in grado di tornare lì, perché penso che sia una persona candida, in fondo, non potrebbe mai agire come la ragazza russa, inseguendo solo i soldi ed il guadagno sporco. Ma so che la maggior parte degli spettatori preferirà credere che ci tornerà, come una sorta di eroina che alla fine trova la forza di superare le sue paure ed entrare in quel posto sapendo di poter schiacciare ogni difficoltà. 

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I felt a great strenght in the movie in the way it is focused in just one day, in one story, in one soul. My question is: you presented two characters, the russian one, who seems to know New York’s complexity, who seems to know how to overcome that city’s difficulties, and on the other hand your character, Luciana, in some ways a naif character, that finds the way to get rid of her fears, while the russian one ends up falling down. Which is the peculiarity that let your character win against the darkness of the city, in a metaphorical sense?

Actually, I didn’t want her to be perceived as an hero, even if generally the main character has to have some heroic features. In the case of Luciana, she basically does that in a selfish way, because feeling responsible for somebody else’s death would kill her, having her many more guilts upon her shoulders. So she caught that as an opportunity to redeem herself from her guilts, as a sort of selfish instict that every human has; yeah, of course she superficially seems a pure soul, even because she’s actually saving a person that betrayed her, but that’s what makes people’s lives meaningful, people dedicate their lives to others because that makes them feel happier. And about the other character, the russian girl, her weakness comes from the awareness that her hopes to be strong enough just fell down, she was facing a reality that, supposely, she would never have to face.

I wanted to ask you about the building of this role on yourself. You said you started your career as an actress, but you felt the need to build your own characters, that’s why you started directing. How many and what kind of difficulties did you meet in approaching a such difficult role on yourself?

Well, I found it difficult when it came to reacts to things that were happening, in this case the character is very different from me, because I’m very expressive in everything’s going on in my life. Luciana is the opposite, actually, she’s cold, she’s troubled. I’ve met people who bring with them a lot of pain, and they simply cannot afford quick reactions or passionate reactions to events of their life, and that’s because maybe that passion is already gone. In the case of Luciana, she could barely breathing, she was only aiming to reach the surface of that ocean of difficulties that she met during the day; some kind of expressive or passionate reactions could exist in my nature, not in Luciana’s one, or in all those people’s one.

That’s why you decided to end the movie silently, making the poetry of face overcome the poetry of words?

I always felt keener to observe silent people rather than extroverted people, because of their mistery, because of all the stories that they could tell you, the kind of people that you’ll never know completely because they don’t show themselves to you.

And surely Luciana is that kind of girl. May I ask you something about a similarity that i found between this movie and Kubrick’s Eyes Wide Shut, in particular in the figure of the doctor, that suddenly appears during those underground games exactly like he does in Stanley Kubrick’s movie.

Honestly, this element is absolutely true, but I think the connection to Eyes Wide Shut is simply the initial idea of exploring city’s dark side, and the perverted part of society that you don’t even know about it. And besides, Kubrick made such an elegant movie, full of lights and wonderful costume designs, while my movie is dark, dirty, not elegant at all.

And could this reflects the changing of times, in the way that both you and Kubrick observe a bourgeoisie that got a dark and hidden side, but in Eyes Wide Shut is a bourgeoisie that still pretend to be aristochratic, at least in the appearence, while in your movie, that’s to say nowadays, they’re dirtier, almost aware of their perversions; what’s your opinion about that?

I actually just wanted to show a society that doesn’t even feel the necessity to hide, because they know that no one ever would judge them. So when you arrive at that point of dishumanity that you dont even consider shameful what’s actually shameful and perverted, you really overcame a sort of limit, in that sense.

Speaking about another parallelism, I found in the title and in the main theme of the movie a connection to another director, David Lynch, and his Blue Velvet. Both titles in fact suggest you something nice, something beautiful, but in their deeper nature they show you a dirty and degraded humanity. I wanted to ask you how much did you feel influenced by american cinema in the making of your movie?

Well, of course i love Kubrick and Lynch, but I always thought I’d never feel that influenced by that cinema culture, to be honest I’m more into european cinema; but probably I unconciously established that kind of reference because, in my mind, the main character and the scenario that involves her and her story could be part of a Lynch’s movie.

I’ve got a question about the final ice cream, an element that inspired me two different thoughts: the first one was about a symbolism in the ice cream element, since in the first part of the movie she tries to get it for the children but she hasn’t got money, and in the final part she grabs it just for herself, as a sort of freedom symbol. The second thought was instead about the naif part, the childish part that New York lost, as you said in the interview. So, in your vision, is it possible to overcome fears without being naif?

First of all, i dont think you can overcome any kind of fear without being naif, because you’re pushed to act in an uncommon way that drives you to face directly your fears, and to get aware of their inconsistency. Speaking of the ice cream, I probably chose this element because, after a traumatic experience, you always feel the necessity to establish a new contact between you and your body, being this element a glass of water or an ice cream. So, the final scene is a sort of reunion between Luciana and her inner I, a way for her to definitely abandomn that situation, she’s here and no more there.

And will she ever be able to come back there again, someday?

In my idea of Luciana, I think that she’ll never be able to come back there, because I believe she’s I kind soul and she would never take the role of the russian girl, attracted to money and to gambling and so on. But I know most of the audience prefer to believe that she’s going to go back there, as a sort of hero that finally got the power to overcome her fears and to feel able to enter there knowing she can now step on every difficulty.

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