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Il Dr. Stranamore – Kubrick, la Bomba, la Perversione

“ Non ho una gran pratica, per così dire, di mitragliatrici.
Anche durante la guerra sapevo solo spingere il bottone”                                          
Mandrake

Scegliere quale sia il migliore fra i film di Stanley Kubrick è un po’ come decidere a quale figlio si vuole più bene. Uno potrà anche essere più riflessivo uno più violento, e un altro un po’ folle; ma sono tutti diversi e maledettamente stupendi. E io, personalmente, li amo tutti. Il Dr. Stranamore?
Direi che, riprendendo la metafora di prima, lo definirei il più perverso.
Se avete visto ‘Eyes Wide Shut’, potreste obiettare, ma ripensateci. Quella raccontata nel Dr. Stranamore è una perversione diversa, e a mio parere molto più profonda, radicata e nascosta. Ed è una perversione spiccatamente maschilista, e soprattutto, ma non solo, maschile.

Ma andiamo con ordine. Di cosa parla la storia?
Il film è ambientato nel pieno della guerra fredda, con la scure di un olocausto nucleare che pende sulle spalle del mondo intero, e all’epoca in cui uscì (1964), non poteva essere più attuale. Non che oggi sia antiquato, anzi…
Un generale dell’esercito americano, Jack D.Ripper, che potete ammirare mentre fuma il sigaro poche righe sopra, decide di provare a costringere la sua stessa nazione a lanciare un attacco nucleare massiccio contro gli URSS. Come? Lanciando un falso ordine di attacco al suo stormo di B52 con testate nucleari a bordo che orbitano in giro per il globo. Un ordine che poi tanto finto non è, alla fine dei conti, dato che tutti gli aerei cominciano a dirigersi verso i propri obiettivi in territorio russo, per sganciare gli ordigni.
Ovviamente l’ordine di attacco è del tutto indipendente e non autorizzato, ma riesce ad eludere le procedure di controllo grazie a un trucco ben studiato da parte dello stesso generale Ripper, e poi viene immediatamente rilevato da parte delle alte sfere militari americane, che si riuniscono in una sala, tutti seduti al tavolo della ‘stanza della guerra’, per risolvere il problema e richiamare gli aerei, impedendo una catastrofe nucleare mondiale.
Così abbiamo modo di conoscere anche gli altri personaggi, il presidente USA, il generale Buck Turgidson, e il vecchio Dr. Stranamore.

L’aitante generale Turgidson viene richiamato e convocato alla fondamentale riunione tramite telefono, mentre è impegnato in attività “amorose” con una non ben  particolarmente identificata giovane ragazza, molto attraente.

E questa è forse la prima scena in cui Kubrick inizia a mostrarci, sottotraccia, la profonda perversione dei personaggi.
Mi spiego meglio: non che ci sia nulla di male in questa scena o nel suo contenuto, ma guardandola sarete probabilmente d’accordo sul fatto che c’è qualcosa di strano, oltre che di buffo, nel modo in cui il generale fa rispondere questa ragazzina procace alle domande che provengono dall’altro capo del telefono. C’è giusto l’apocalisse in prospettiva.

Ma soprattutto: questa è la prima di diverse scene in cui Kubrick inserisce a piene mani l’elemento della sessualità nel suo film. Un film che parla di guerrafondai, orgoglio insensato e capricci immaturi  che possono provocare miliardi di morti. Un film che parla di machismo, virilità fittizia e mascolinità esagerata. I militari sono pieni di sé e in preda ad una sorta di delirio di onnipotenza. Cominciate a capire cosa centra la perversione? Un uomo che viene considerato un “vero” uomo perché ha un grosso potere è davvero tale? La giovane ragazza sembra confermare: per questo dicevo prima che è una perversione non solo maschile, pur essendo molto maschilista.
Ma i guerrafondai ossessionati dall’avere la bomba più grossa degli altri sono tutti uomini. A me sembra un modo di vedere la vita, e la sessualità, un bel po’ perversa. E penso che Kubrick fosse d’accordo.

La perversione sembra essere il motore delle azioni di tutti i personaggi. E la troviamo ovunque.
La perversione è nella ridicola mascolinità del generale Turgidson (il cognome non vi suggerisce nulla…?), che si esplica nella sua ossessione per attaccare il popolo russo e nel vederlo come il demonio, senza considerare le sorti dell’umanità nel suo complesso.
La perversione è nella sessualità frustrata del generale Ripper, che, come scopriremo, ha avuto l’illuminazione di decidere di provocare l’apocalisse durante l’atto dell’amore, e parla a più riprese di fantomatici ‘fluidi contaminati’.

La perversione è nel modo bambinesco e immaturo dell’ambasciatore russo e del generale Turgidson nel prendersi a schiaffi e morsi durante l’imminente attacco nucleare.
La perversione è nel modo patetico del presidente USA e del presidente russo di parlarsi al telefono come due amici di scuola, che discutono di chi gli ha rubato la merenda.

La perversione assoluta è nell’ ‘Ordigno Fine di Mondo’.

La perversione è ovunque. E soprattutto è nel Dr. Stranamore: un vecchio scienziato nazista, reclutato e riciclato dagli americani per combattere i russi. Un uomo che ha l’occasione di far venire fuori tutte le sue perverse capacità di studio sull’umanità, come se gli esseri umani fossero macchine sessuali da procreazione, senza diritti, senza emozioni, e senza voce in  capitolo.

Volete sapere quanto è perverso il ‘Dr. Stranamore’?
Per il film
basta osservare lo strano amore per la Bomba H del capitano dell’aereo che non si riesce proprio a richiamare e decide di sganciarla a tutti i costi, anche a costo della vita, pur di portare a termine la missione (come se questo fosse un gesto eroico). Ma Kubrick ce lo fa vedere come un cowboy un po’ bifolco con una strana scala di valori contorti. Legge playboy, e poi sgancia l’atomica. Tutto regolare. Ed in effetti è proprio l’assurdità della bomba atomica: mettere nelle mani di un solo uomo, con tutte le sue perversioni da macho ridicole, il potere di sterminare la specie intera.

Per il personaggio, basta leggere il nome. E c’è altro: il personaggio del Dr. Stranamore è un vecchio in carozzina; quando spiega come ricostruire l’umanità dopo una eventuale catastrofe nucleare, sembra eccitarsi.
E alla fine si alza in piedi, come per miracolo e grida:
“MEIN FUHRER! IO CAMMINO!”.

L’unico personaggio che sembra salvarsi dall’oblio morale infantile e generalizzato è il povero capitano Mandrake, che cerca in tutti i modi di fermare il generale Ripper, salvando il mondo con tutta la calma e l’aplombe inglese del caso. Eppure, anche in lui, c’è qualcosa di perverso: leggete la citazione ad inizio recensione.
Ah, dimenticavo, Peter Sellers interpreta 3 personaggi diversi. Da dio.

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