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Goku – L’Imprevedibile Virtù dell’Ingenuità

Un taglio di capelli inconfondibile, una divisa indimenticabile, una forza d’animo che riecheggia nell’eternità.
Nel 1986 iniziò come una semplice storia, poi divenne leggenda e, infine, l’apoteosi: tornò come un dio.
Son Goku, Kakaroth, il terrestre eternamente buono, il Saiyan dal cuore puro; intere generazioni sono cresciute insieme a lui, hanno lottato al suo fianco e, alla fine, lo hanno salutato come un vecchio amico. Goku è stato questo ed altro per milioni di persone, un guerriero, un uomo, un amico, un padre; la fiamma della sua aura divamperà nell’oscurità splendente, inestinguibile nei secoli a venire.

 

Le Origini del Mito

L’idea per il personaggio di Goku ha le sue radici nella remota letteratura cinese del sedicesimo secolo. L’ispirazione nasce da uno dei protagonisti del romanzo Il Viaggio in Occidente: la scimmia antropomorfa Sun Wukong (in giapponese, Son Goku). Come il nostro eroe, questa creatura è dotata di poteri magici, ha un bastone che si allunga a comando e vola su una nuvola d’oro. Inoltre, diverse peripezie del manga di Dragon Ball sono liberamente tratte dal romanzo stesso.
Insomma, il Mito di Goku ha origini nella grande epopea orientale del Cinquecento, origini nobili per un personaggio semplice e spesso definito ingenuo. Ma forse proprio quell’ingenuità è l’anima del suo valore, la forza incandescente del suo coraggio.

Anche un fallito potrebbe superare un nobile, se si impegnasse…

-Son Goku

Il Bambino con la Coda, L’Invincibile Purezza

Nel suo viaggio alla ricerca delle sfere del drago, il piccolo Goku conosce molte persone e affronta diverse battaglie; tra tutte, la più interessante è probabilmente quella contro Akkuman (Devilman in italiano), nel palazzo di Baba. Questo demone alato, infatti, utilizza una tecnica spaventosa per sbarazzarsi dei suoi avversari: fa esplodere il loro cuore sfruttando la più infima traccia di malvagità presente in esso. Tuttavia, nel momento in cui sfrutta questa sua abilità contro Goku, Akkuman fallisce. Non c’è cattiveria nel cuore del guerriero saiyan, non c’è odio, c’è solo una sincera purezza.

 

Goku è cresciuto da solo nelle campagne desolate, provvedendo per sé stesso ogni giorno, ed è quello che molti definirebbero un campagnolo, un sempliciotto e un ingenuo. Crescendo non cambierà molto, ma è solo per questo che è diventato l’eroe che conosciamo. Non ha ideali, ha dei sentimenti, per i quali è votato al coraggio e al sacrificio. Gli ingenui vedono le cose diversamente, in una maniera così pura e primordiale che è difficile da comprendere; quella di Goku è una saggezza inconsapevole, di chi da per scontate la bontà e la gentilezza, di chi le considera normali, come dovrebbero essere.
Nel suo viaggio Kakaroth è un eterno discepolo, dei suoi insegnanti, dei suoi avversari, della vita; ma diventa un maestro nel momento in cui la sua semplicità, nel nostro mondo, è fuori dal comune.
Non è sbagliato porsi dilemmi esistenziali o etici, ma spesso la risposta più semplice ci sfugge, e ci danniamo in eterno, perché lontana è ormai la purezza del genere umano e l’innocenza è dimenticata.

 

Incubi dal Passato, Vegeta e i Saiyan, Goku e La Morte

L’arrivo di Radish sulla Terra è per Goku un trauma profondo; la sua realtà crolla, il suo passato diventa un suo avversario. Ma la rivelazione peggiore arriva durante lo scontro con Vegeta; nella battaglia, infatti, Kakaroth scopre che i saiyan sono capaci di trasformarsi in scimmioni giganti durante le notti di luna piena. Proprio durante una notte simile morì il nonno di Goku, schiacciato dal bambino che aveva adottato, tramutato in una gigantesca belva. Quell’infante con la coda ha ucciso, non cosciente, una delle persone cui teneva di più.
Una consapevolezza che si porterà dietro fino alla fine del suo viaggio, dopo aver salvato innumerevoli vite,  senza farsi ostacolare dalla morte, senza cedere a lei che fu il suo eterno avversario.

Ma il rivale senza tempo, e poi il compagno perenne di Goku sarà solo uno: Vegeta. Uno degli scontri più epici di Dragon Ball, uno scontro di anime divergenti e insieme molto affini. L’Orgoglio e l’Umiltà, il Principe dei Saiyan contro l’esule dimenticato, Il Distruttore di Mondi contro il Guardiano della Terra. Alla fine sarà l’ingenua generosità a trionfare sul cuore di tenebra. Goku e Vegeta avranno sempre un rapporto ambiguo, fraterno, violento, profondo e recondito.

Quando gli Occhi di un Innocente divennero Bianchi

Da una persona cattiva puoi aspettarti rabbia e delle emozioni fuori controllo, ma che succede se fai arrabbiare una persona buona? Che succede se superi i limiti di un uomo per bene? Puoi essere il tiranno più spietato dell’universo, e Goku sarà comunque disposto a risparmiarti. A lui non interessa uccidere, non combatte per la gloria, ma per mettersi alla prova, per andare sempre oltre, perché non si sente mai arrivato.

Tuttavia, anche l’innocenza ha dei limiti, e perfino il diavolo trema di fronte alla collera di un uomo buono; cala l’oscurità, gli occhi sono vuoti e la gentilezza muore.
Quando Freezer uccide Crilin, il suo migliore amico, l’espressione sul viso di Goku cambia profondamente: sul suo volto si staglia la rabbia di un cuore puro, uno sguardo privo di compassione. La Furia degli ingenui è un’emozione potente e invalicabile, è  testimone di un’atrocità indicibile; ciò che segue sono ceneri e sangue e un mondo in fiamme.

Il rancore è una reazione istintiva e antica per l’uomo, e Goku è eccezionale nel momento in cui, pur essendone vittima, riesce a rimanere buono. La sua è una bontà primordiale, così naturale che sembra non esserlo; conserva una sorta di fanciullezza, un’infinita brama di conoscere il mondo e l’universo, un animo che non è infantile, ma è inesorabilmente semplice.

La sua volontà lo ha reso il più forte e gli ha permesso di cambiare le sorti dell’umanità.

 

 Il Destino di Goku

Kakaroth, sei davvero in gamba. So che non sarei mai in grado di uccidere Majin-Bu… Sei l’unico che può competere con lui, ora me ne rendo conto. Credevo di essere il più forte, eppure non sono mai riuscito a superarti. Credevo che ci riuscissi perché avevi qualcuno da difendere… che la tua volontà di difendere qualcuno generasse una forza sconosciuta. Anche in questo c’è della verità, ma ora ho anch’io la stessa volontà… Io combattevo per soddisfarmi… per divertirmi… per uccidere i nemici, e soprattutto, per difendere il mio orgoglio. Ma tu sei diverso… non combatti per vincere, ma per non essere sconfitto… per cercare il tuo limite! Per questa ragione non ti interessa uccidere i nemici… per questa ragione non mi hai mai ucciso. È come se avessi sempre saputo che avrei ottenuto un po’ di animo umano… Accidenti a te! Non ho mai sentito parlare di un Saiyan tanto gentile e dolce che contemporaneamente ama tanto combattere! Forza Kakaroth! Sei tu il numero uno.

-Vegeta

 

Goku è il trionfo dei valori semplici e dell’innocenza. Il suo destino è la calma, quella che i saggi e i filosofi hanno cercato per tanto tempo, lui l’ha sempre avuta. Goku è un’icona di pienezza vitale, di energia ed entusiasmo per le cose piccole e umili, come il cibo gustoso.
Al termine della sfida più ardua lui sorrideva, perché non vedeva l’ora di tornare a quella casa che aveva protetto, da quelle persone che ama e lo amano.
È un ingenuo, ma proprio per questo conosce la compassione e la gentilezza, le doti che lo hanno portato alla leggenda e, infine, lo hanno reso un dio.

Ci ha insegnato a combattere, a resistere, non per vincere, ma per non essere sconfitti da quei tormenti che ci turbano ogni giorno. Nella tempesta di pensieri che è la mente umana, lui porta quella remota semplicità di cui, ogni tanto, c’è un disperato bisogno. La sua aura di luce risplende nell’oscurità, quel suo sorriso rassicurante, quel sorriso inspiegabile nelle situazioni più disperate, porta con sé la speranza che forse, alla fine, andrà tutto bene.

 

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