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Le vicende di The House That Jack Built: Von Trier alla ribalta

The House That Jack Built

Scritto e diretto dal leggendario regista danese, The House That Jack Built racconta le vicende di un sanguinario serial killer, che, dopo un uccisione non premeditata, diventa ossessionato dall’idea di compiere omicidi sempre più complicati per soddisfare un suo ideale di violenza artistica.

Il film è concepito come la chiusura della sua trilogia americana, iniziata nel 2000 con Dogville e proseguita nel 2005 con Manderlay. The House That Jack Built si avvale di un cast internazionale di cui fanno parte Matt Dillon, Bruno Ganz e Uma Thurman.

Come accade sempre quando Von Trier presenta un suo progetto, non è tanto l’opera in sé a richiamare l’attenzione.

Quello che caratterizza la produzione è  tutta l’aura di scandalo che viene a crearsi a seguito della presentazione del film, dopo una prima visione.

Dopo i sette anni di ostracismo a cui era stato infatti condannato dalla giuria del Festival, Von trier é tornato al Festival più determinato che mai a raggiungere il suo scopo. Scandalizzare il mondo.

E infatti è proprio quello che è successo alla prima di The House the Jack Built. Lars ha pensato di non esprimere nuovamente le imbarazzanti dichiarazioni su Hitler che aveva già fatto durante la presentazione di Melancholia nel 2009.

No, stavolta si è limitato a far parlare il suo film. Infatti il suo quattordicesimo lungometraggio ha già abbondantemente scandalizzato Cannes per la ferocia dei dettagli e della messa in scena. “Turpe vomitevole!” gridano orde di spettatori in fuga dalle sale in preda ai più disparati sintomi di disgusto.

The House That Jack Built

Nel frattempo, dalla fine della edizione del festival di Cannes, il film continua a far parlare di sè. Infatti la casa di produzione IFC films ha lasciato sul mercato americano una versione non censurata del lungometraggio, andando così contro le logiche commerciali stabilite dalla Motion Picture Association of America.

La proiezione di una versione priva di rating del film in così stretta vicinanza temporale dal rilascio della versione già classificata costituisce una violazione delle regole del sistema di valutazione. L’efficacia dei rating MPPA dipende dalla nostra capacità di mantenere la fiducia e l’affidabilità da parte delle famiglie americane. (…) L’inosservanza delle regole può creare confusione tra i genitori e minare il sistema di rating e potrebbe comportare l’imposizione di sanzioni nei confronti del distributore del film

Così ha comunicato la MPPA alla IFC films, intenzionata a sanzionare il distributore. Tuttavia ancora non si conosce la natura di queste sanzioni che saranno decise dopo una riunione della MPPA e della National Association of Theatre Owners (associazione degli esercenti statunitensi). Tra le opzioni si pensa alla revoca del rating ufficiale di The House That Jack Built oppure alla sospensione dei visti censura per qualsiasi altro film della IFC per 90 giorni, in base alle norme vigenti.

In Italia il quattordicesimo film di Von Trier sarà messo sul mercato dalla VIDEA, la stessa casa di distribuzione che lancerà anche Suspiria di Luca Guadagnino. The House That Jack Built dovrebbe uscire nei cinema italiani fra Gennaio e Febbraio 2019, ma non è ancora prevista una data certa.

Dunque non ci resta che attendere di essere nuovamente scandalizzati dall’autore del Dogma 95, perché in fondo, come disse Pasolini:

Scandalizzare è un diritto, essere scandalizzati un piacere!

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