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Die Hard – Il Brivido del Natale

Un dibattito che ha coinvolto il mondo intero, un dibattito che non è ancora concluso: Die Hard è un film natalizio?

Probabilmente non importa, tuttavia è sicuramente una pellicola che rende il Natale diverso dal solito, senza rinunciare alle luci e al clima festoso. Però, invece di renne, slitte e uomini barbuti, abbiamo un Bruce Willis degli esordi, armato di MP5, contro un compianto Alan Rickman nei panni di un ladro e assassino spietato. E non mancano tutti i valori della tradizione a rendere davvero completa una delle più belle storie di Natale mai raccontate.

Die Hard è la classica storia di un padre, John McClane (Bruce Willis), che deve tornare dalla sua famiglia per la Vigilia. Tuttavia, non sarà una tempesta ad ostacolarlo, ma dei terroristi intenzionati a rapinare il caveau del palazzo in cui si svolgono i festeggiamenti. Questi criminali, però, non sospettavano della presenza di McClane tra gli invitati. Lui è la crepa nel muro, l’ospite indesiderato e, per gli ostaggi, lui è il Miracolo del Natale.
Magari non scende dal camino, però si fa strada tra i condotti di aerazione, ed è più o meno la stessa cosa.

A ben pensarci il nostro protagonista è un uomo comune, un modesto poliziotto, che trionfa sull’avidità egoistica e sulle iniquità degli uomini malvagi.  Rappresenta, quindi, il classico personaggio natalizio, umile e semplice, che proprio in queste caratteristiche trova la sua forza e la sua rivalsa.
C’è una sorta di messaggio positivo in cui i valori tradizionali del coraggio e della semplicità vincono sulla bramosia di guadagno e ricchezza.

Invero, il sangue e le sparatorie potrebbero non essere da considerarsi natalizie, tuttavia l’azione pura e il brivido del thriller rendono Die Hard una specie di festa; l’emozione è intensa, la tensione è crescente e l’esito rimane incerto fino alla fine, lasciando lo spettatore in uno stato di sospensione perenne.

John McClane non doveva trovarsi lì, in quella situazione di pericolo; tuttavia sfrutta il vantaggio della sorpresa, donando regali a dir poco esplosivi ai terroristi, che lo metteranno sempre più in difficoltà, in una climax ascendente di situazioni mortali. È un gioco di ombre, una partita a scacchi: un uomo solo, a piedi nudi, contro un manipolo di criminali feroci.

Trappola di Cristallo

Il titolo con il quale questo film è arrivato in Italia è sorprendentemente azzeccato: Trappola di Cristallo. Di fatti, tutta la vicenda si svolge negli ultimi 10 piani di un alto palazzo dalle enormi vetrate. John McClane non ha via d’uscita, è costretto a muoversi in spazi stretti e angusti per non farsi scoprire; tutto ciò trasmette fastidiose sensazioni di claustrofobia, come se mancasse sempre l’aria. L’atmosfera è perennemente soffocante e McClane è un topo in gabbia.

Anche le vetrate del grattacielo giocano un ruolo fondamentale nella narrazione: molte, infatti, vengono distrutte durante le varie sparatorie, lasciando per terra frammenti acuminati. Un ulteriore ostacolo per il protagonista, poiché, per una serie di sfortunati eventi, si ritrova sempre scalzo. Presto si ritroverà a dover combattere i terroristi con i piedi feriti e grondanti di sangue.
Insomma, anche qui abbiamo un colore tipico del Natale, il rosso, ma si tratta di un rosso cruento, figlio della violenza che è il doloroso prezzo di un’impresa eroica.

Yippie Ki Yay, figlio di puttana

-John McClane

Conciati per le Feste

Die Hard è la storia di un cowboy solitario, rude e cazzuto, che sventa un grossa rapina e salva centinaia di vite. Un classico. Il tutto è ambientato durante la vigilia di Natale, il che conferisce quello spirito di riscatto sociale delle persone fuori luogo, dei perdenti e degli sfortunati. Sicuramente non è un film natalizio convenzionale, ma perché non diversificare ogni tanto e provare un po’ di adrenalina inebriante.
Sparatorie, romanticismo, esplosioni, frasi memorabili e scene cult da cardiopalma; se si festeggia così il Natale, figuratevi Capodanno.

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