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A Very English Scandal – L’incomunicabilità dell’Amore

A Very English Scandal

A Very English Scandal inizia a Londra, negli anni 60’. Jeremy Thorpe, affermato membro del Parlamento inglese, confida all’amico Peter Bassell di essere gay. Jeremy gli rivela di avere avuto una lunga relazione con un giovane stalliere, Norman Scott. Tuttavia la loro storia per quanto passionale aveva iniziato a incrinarsi per l’instabilità di Norman, tanto che Jeremy era stato costretto ad allontanarlo. I due avevano intrattenuto una lunga corrispondenza, conservata da Norman.

Dopo essere stato abbandonato, il giovane però comincia a minacciare Jeremy di divulgare le lettere della loro relazione. Thorpe, allora, temendo la fine della sua carriera, decide di comprare il silenzio del giovane. Thorpe viene eletto leader del partito, si sposa e ha un bambino. Norman non riesce a mantenere un lavoro o una relazione, beve molto e si droga. Per guadagnare qualcosa, tenta continuamente di divulgare la sua storia, ma senza successo. Thorpe pensa così di ordinarne l’omicidio.

Tuttavia l’omicidio fallisce e Norman denuncia immediatamente il crimine, convinto che sia stato ordinato da Jeremy. Ciò produce uno scandalo nazionale. Norman consegna alla polizia due lettere che Thorpe gli aveva dato, ma Jeremy decide, preventivamente, di renderle pubbliche dimettendosi da leader del partito. Viene però accusato e processato con l’accusa di tentato omicidio. Inizia il processo e i media riportano ogni dettaglio. Norman testimonia, chiedendo che la sua storia sia riconosciuta. Il giudice però è fortemente prevenuto e si schiera con Thorpe che alla fine viene assolto.

a very english scandal
Hugh Grant in A Very English Scandal

A Very English Scandal è un dramma politico, che si basa su particolari fatti storici per giungere a un significato universale. Si potrebbe pensare che parli di politica, di omosessualità o di giustizia. In realtà il tema centrale di A Very English Scandal è l’incomunicabilità.

L’incomunicabilità che si crea quando due persone non parlano la stessa lingua e non pensano nello stesso modo. Un diverso modo di concepire l’esistenza che parte da basi comuni e non si traduce in dialogo, ma in silenzio, odio e paura. Il tema quindi si snoda fra la storia d’amore iniziale, la successiva separazione e il confronto finale. Una relazione che diventa opposizione.

E quando parliamo di incomunicabilità, opposizione e rivalità non possiamo non parlare di Antigone. Tutta la tragedia di Sofocle infatti si fonda sulla contrapposizione fra legge di Natura, rappresentata da Antigone, e legge di Stato, rappresentata da Creonte. La diversità di queste due leggi e la differenza fra le due concezioni di giustizia dei due personaggi, si traduce nell’incomunicabilità che porta i due a scontrarsi senza trovare un dialogo. Anche Jeremy e Norman si posizionano in questo dualismo.

Jeremy Thorpe alias Creonte

Jeremy Thorpe non è il solito sanguinario politico di stampo shakesperiano disposto a tutto pur di raggiungere il potere. O meglio, lo è ma in minima parte. Potrebbe essere considerato più come un politico di stampa pasoliniano: ovvero un uomo la cui carriera politica è inscindibilmente legata alla sessualità. Jeremy è infatti lanciato nella sua carriera politica, ma, per quanto esalti il proprio profilo pubblico, reprime quello privato.

Infatti mente. Mente continuamente mistificando la propria sessualità, mascherando la sua natura omosessuale, per essere riconosciuto dalla comunità di cui vuole diventarne il leader. Cosa che gli riesce abbracciando la legge di Stato, ovvero la politica, e negando la legge di Natura, ovvero la sua sessualità. Per usare le parole di Pasolini, Thorpe è teratologico, ovvero dice delle mostruosità. Mente per nascondersi sotto le ali della politica e guadagnarsi un posto d’onore all’interno della polis. In questa sua scelta ricorda Creonte, l’antagonista dell’Antigone di Sofocle.

È d’altronde impossibile conoscere a fondo l’animo, i pensieri, i principi di ogni uomo, prima che appaia sperimentato nel governo e nelle leggi 

Antigone vv 175-177

Creonte diventa re di Tebe dopo la guerra fratricida che ha portato alla morte dei suoi nipoti: Eteocle e Polinice. Il suo primo provvedimento è la condanna del cadavere di Polinice, re di Argo, che per sconfiggere il fratello Eteocle, aveva devastato la città. Il cadavere dovrà rimanere insepolto. Con questa decisione, Creonte sceglie di obbedire alla legge e non alla propria natura rifiutando i suoi legami di sangue col defunto.

Creonte come Thorpe è il simbolo dell’uomo nuovo, vitale, fiero del proprio ingegno e della potenza che gli derivava dall’abilità politica. L’uomo concreto sprezzante della verità, ma ancorato alla demagogia della parola. Entrambi si ergono solitari nella potenza del loro intelletto, rappresentando la pretesa superiorità umana sulla natura. Entrambi sono infatti disposti a condannare sé stessi e gli altri in nome della Legge. Non sono dei difensori della comunità, ma dei semplici burocrati. Perciò la loro paura più grande è perdere la loro autorità.

Thorpe in particolare teme che se si scoprisse la verità, la sua vita fondata su false certezze si sgretolerebbe completamente precipitando nel caos. Perciò entrambi cercano ferocemente di uccidere il loro principale, ovvero colui che può far crollare il loro castello di carte.

A Very English Scandal
A Very English Scandal

Norman Scott alias Antigone

Norman Scott è un personaggio più complesso di quanto si possa immaginare. Rivale di Thorpe nello scontro Legge di natura – Legge di Stato, apparentemente sembra solo una checca isterica, instabile e pusillanime. Ma proprio qui sta la sua vera forza. Norman è quello che appare. Nient’altro. Non ha segreti o scheletri da nascondere, ma anzi possiede quella genuinità che Pasolini tanto amava nei giovani borgatari che abitavano le periferie di Roma. Quella vitalità spensierata, che non condizionata dalla cultura ma è sempre in connessione con la natura. Quella vitalità che è espressione di una sessualità libera e aperta. Norman quindi diventa in questo conflitto il riflesso di Antigone.

Antigone, nipote di Creonte e sorella di Polinice, si rifiuta di obbedire all’editto emanato da Creonte e seppellisce il fratello. La conseguenza è quella di essere condannata e messa a morte.

Ma per me non fu Zeus a proclamare quel divieto, né Dike, che dimora con gli dèi inferi, tali leggi fissò per gli uomini. E non pensavo che i tuoi editti avessero tanta forza, che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte e incrollabili degli dèi.

Antigone vv 480-490

Sia Norman che Antigone sono degli emarginati, degli eroi che agiscono al di fuori della società sfidando la morale comune. Vanno contro la legge di Stato, ma conoscono un’altra forma di giustizia: La legge di Natura. Non vivono nel caos perché sono parte di quell’ordine naturale che supera le vicende umane e li pone al di fuori di qualsiasi vincolo. Essi sono liberi e da questo deriva loro forza. Inoltre, poiché sono svincolati dall’opinione pubblica, possono provare empatia incondizionata: amano e gioiscono senza mentire.

Entrambi diventano vittime del potere a causa dell’invidia che i loro carnefici nutrono per loro, per la loro purezza. Di fronte alla fermezza di Norman e Antigone, la potenza dei loro avversari vacilla, non esibisce la stessa grandezza. Poi davanti a loro cade la maschera del potere che si manifesta in tutta la sua ferocia. Sia Antigone che Norman infatti sono destinati a soccombere a causa della loro diversità, perché la comunità si schiererà sempre dalla parte del potere e riconoscerà nel potere il suo difensore.

A Very English Scandal

Conclusione

Tuttavia quello che A Very English Scandal ci mostra non è solo la sconfitta della libertà sessuale, ma anche la sconfitta di un amore. Un amore impossibile fra Norman e Jeremy. Un amore che nasce nell’ombra e cerca di vedere la luce, nonostante tutte le complicazioni. E per quanto Jeremy esibisca sempre il suo sorriso sardonico davanti alla folla e non crolli mai di fronte alle accuse, nel profondo continua a soffrire per l’amore di quel giovane tanto diverso da lui, ma tanto dolce e gentile.

Anche Norman risulta sconfitto sul piano amoroso, perché tutte le relazioni che ha avuto dopo Jeremy non saranno mai all’altezza di quella sua prima passione. Dunque qual è il messaggio di A very English Scandal? Che la verità non vince. L’amore non vince. Vince piuttosto il bigottismo e la menzogna, quando questi sentimenti rappresentano il pensiero di un popolo che si rifiuta di esprimersi veramente.

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