News

Teen drama – Nascita ed evoluzione di un fenomeno generazionale

teen drama

In principio fu Beverly Hills 90210. Da quel momento il piccolo schermo fu invaso da una miriade di serie TV accomunate tutte da una tematica estremamente spinosa: l’adolescenza. Quando lo show ambientato nel quartiere VIP di Los Angeles fu lanciato agli inizi degli anni 90, una vera e propria rivoluzione investì il settore dell’intrattenimento. Il genere teen drama divenne il format di punta di molte emittenti televisive e le serie incentrate sul mondo dei giovani cominciarono a moltiplicarsi.

Il loro punto di forza fu senza dubbio l’introduzione di alcune importantissime novità. Se in precedenza la maggior parte dei programmi che avevano esplorato il mondo adolescenziale aveva avuto per protagonisti ragazzini dalla faccia pulita e dalla condotta esemplare in stile Richie Cunningham, negli anni ’90 la tendenza cambiò radicalmente.

I nuovi teen drama cominciarono ad avvicinarsi ai giovani affrontando argomenti ritenuti tabù da molte famiglie come il sesso, la dipendenza da alcol o droghe o la depressione.

I personaggi furono invece rappresentati in modo più realistico evidenziando non solo il loro lato brillante, ma anche le loro fragilità e debolezze.

teen drama

Vennero prodotte serie di ogni tipo. Alcune raccontavano il mondo elitario dell’alta borghesia proprio come Beverly Hills, ma anche The O.C. o Gossip Girl.  Altre invece mostravano i ben più comuni problemi della vita di provincia, come Dawson’s Creek o One Tree HillIl fenomeno cavalcò il successo per circa un ventennio. Ma si sa, nulla è destinato a durare per sempre e con la fine del primo decennio degli anni 2000 anche i teen drama iniziarono a cambiare forma per adeguarsi ai gusti delle nuove generazioni. Ciò che negli anni ’90 aveva attratto i giovani perché ritenuto originale e alternativo, era ormai diventato obsoleto per le nuove generazioni.

Cercando poi di essere onesti al cento per cento, va anche detto che alcune serie TV andate in onda in passato sono invecchiate decisamente male. Il capostipite Beverly Hills 90210 iniziò a dare segni di cedimento già verso la seconda metà degli anni 90, quando le storie dei ragazzi, lontani dai banchi di scuola e lanciati nel mondo degli adulti, cominciarono ad assumere i contorni di una soap opera in cui non mancarono intrighi di mafia e matrimoni andati in fumo sull’altare. Stessa sorte toccò a One Tree Hill. Lo show era partito molto bene mettendo in scena l’interessante rivalità fra i fratellastri Lucas e Nathan Scott, ma a metà del suo percorso si trasformò in un ridicolo guazzabuglio di eventi insensati decisamente troppo lontani dalla realtà dell’adolescente medio.

 

Coerenti fino alla fine furono invece Dawson’s Creek e The O.C. Nel primo caso mantenere una uniformità narrativa evitando di strafare rese la serie che lanciò Michelle Williams uno dei programmi che meglio riuscì a trattenere l’affezione del suo pubblico fino alla fine. Nel caso di The O.C. gli spettatori apprezzarono moltissimo la prima stagione, ma abbandonarono pian piano la serie dal secondo ciclo di episodi forse perché la fiaba del povero ragazzo di strada innamorato della reginetta della scuola era diventato un cliché un po’ desueto.

teen drama

L’ultimo teen drama di questo genere ad occupare un posto nella programmazione televisiva fu Gossip Girl. La serie, tratta dai romanzi di Cecily von Ziegesar, era incentrata sulle vite di alcuni ricchi ragazzi newyorchesi le cui vicende venivano costantemente monitorate da un blog di gossip. Quale sia stata la ragione del suo grande successo è piuttosto inspiegabile, dato che Gossip Girl era assolutamente privo di contenuti e i protagonisti erano quanto di più irritante si sia mai visto sul piccolo schermo.

Il loro scopo, oltre a spendere i soldi dei genitori milionari e a ostentare la loro ricchezza, era quello di tramare alle spalle l’uno dell’altro per riuscire a primeggiare a scuola o in società. Ciò che forse calamitava l’attenzione degli spettatori amanti del fashion era il poter vedere le due protagoniste sfoggiare gli abiti mozzafiato che pescavano giornalmente dai loro armadi dall’ampiezza smisurata. Altre tematiche più profonde della scalata sociale o dell’indecisione su quale vestito indossare durante i loro party super glamour non furono mai toccate. Anche il modo di rappresentare l’amore era piuttosto svilente, con la coppia simbolo dello show (Chuck e Blair) alle prese con una relazione basata su un sentimento di possessione a tratti perverso.

Archiviate le avventure dei ricchi e viziati ragazzi di Manhattan, si voltò decisamente pagina. I teen drama cominciarono a trattare le gioie e i dolori dell’adolescenza non più come argomento centrale, ma come contorno di trame ben più articolate. Pretty Little Liars, Tredici, Riverdale e Stranger Things sono solo alcuni degli esempi di serie televisive i cui protagonisti hanno a che fare non solo con i primi amori, i conflitti familiari o le incertezze legate al proprio futuro, ma anche con eventi molto più grandi loro come omicidi e misteriose sparizioni. Gli intrecci di discostano molto dalla vita quotidiana dei ragazzi, ma le story line hanno fatto un discreto balzo in avanti e la fusione con generi che vanno dal thriller al fantascientifico ha reso più interessanti le trame.

teen drama

Se i teen drama muteranno ancora forma in futuro è impossibile predirlo. Una cosa però è certa: la rivoluzione che le serie adolescenziali hanno portato a partire dagli anni 90 hanno influenzato il linguaggio, le mode e in alcuni casi anche il rapporto genitori figli di un’intera generazione. E questo stravolgimento difficilmente si potrà ripetere con le moderne serie TV.

 

E poi c’è Skins, ma questa è un’altra storia…

 

 

 

 

Leggi anche: Baby – La recensione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.