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Gli Incredibili – Il tramonto dell’omologazione

Gli Incredibili

 

Di fatto, questo è solo un divertente film sui supereroi. Ma credo che quello che succedeva in quel periodo nella mia vita sia stato filtrato nella pellicola.

 

Era il 2000 quando Brad Bird riversava gran parte dei propri dolori giovanili in quello che sarebbe stato il suo capolavoro d’autore. Il giovane sceneggiatore e futuro regista de Gli incredibili infatti, maturò l’idea della pellicola a metà degli anni 90′, partendo proprio dalle sue esperienze personali. In quel periodo Bird si districava tra la sua neonata famiglia e il suo lavoro come sceneggiatore e regista nel team de I Simpson. Era quindi schiacciato fra le sue responsabilità sociali e le sue inclinazioni interiori.

La sua frustrazione poi era alimentata dal fatto che ogni idea che cercava di sviluppare non prendesse vita. Quindi la situazione vissuta da Bob Parr nel film è molto simile a quella di Bird: nessuno dei due riesce a concentrarsi assiduamente su entrambi i fronti.  Perciò entrambi si districano su due binari paralleli per non perdere né la stabilità affettiva né la tanto amata passione.

Tutti noi conosciamo la storia de Gli Incredibili e ogni volta che vediamo questo film, siamo stupiti dalla profondità di contenuti che esso sia in grado di trasmettere, pur essendo un film di animazione. Tuttavia se osserviamo il messaggio che il film trasmette e lo analizziamo in relazione alla vicenda privata del regista, notiamo una vistosa discrepanza fra messaggio reale e messaggio dell’opera. Che intendo dire? Mi spiego meglio.

Gli incedibili parla di eroi. Gli eroi, fin dall’antichità, sono coloro che compiono un percorso di crescita individuale al di fuori del proprio luogo d’origine, attraverso atti di coraggio, che implicano il parziale o totale sacrificio di loro stessi, a vantaggio del bene comune. Grazie alle proprie esperienze straordinarie, gli eroi acquisiscono dei poteri  che usano per difendere la comunità.

 

Gli Incredibili

La figura dell’eroe quindi è sempre stata vista come una figura mitica, benevola che si carica di tutti i disagi della società e funge da archetipo narrativo della crescita individuale. Per la sua natura invincibile e altruista l’eroe è degno di ammirazione da parte di tutti. Brad Bird decide di stravolgere questo archetipo, mettendo in scena un dramma esistenziale molto più profondo: la crisi dell’eroe. Se in tutte le epoche  l’eroe è sempre stato il modello antropologico a cui ogni individuo ambiva, nella società moderna, dominata dall’omologazione e dalla globalizzazione, l’eroe diventa un modello negativo.

Invece di ammirare gli eroi e identificarsi in loro, il governo e la popolazione, che Bird descrive, preferiscono rinnegarli. Preferiscono innalzare la bandiera del qualunquismo piuttosto che accettare la superiorità di certi individui, condannandoli a una forzata quotidianità. La figura del supereroe viene quindi analizzata a livello politico, sociale ed esistenziale. I supereroi di Bird si trovano di fronte a una vera e propria ostracizzazione. Si trovano a dover combattere contro quella società che hanno sempre giurato di difendere. Quella società così annichilita dal suo razionalismo da considerare solo i disastri ambientali causati dai supereroi piuttosto che i benefici umani.

 

Brad Bird ci mostra quindi il lato peggiore della tranquillità affettiva. Quella stessa stabilità, che lui e il suo protagonista avevano costruito con tanta pazienza e sacrificio, si rivela essere una gabbia d’oro senza via d’uscita. Certo Bird quella tranquillità l’ha scelta, Bob Parr no, ma si tratta di una condanna comune. Infatti con una grafica da fumetto vintage e con le ambientazioni ispirate al primo film di 007, Gli incredibili rappresentano, con ironia e satira, un mondo votato all’osservazione dello stadio etico.

Secondo il filosofo danese Kierkegaard infatti lo stadio etico era rappresentato da un uomo semplice che conduceva una vita tranquilla e abitudinaria. Un buon marito e un buon cittadino.  Nell’adempimento del dovere, l’uomo votato allo stadio etico prende coscienza di sé e guadagna quelle agevolazioni che gli derivano dalle convenzioni sociali. Tuttavia, poiché è sempre rispettoso del proprio dovere e non infrange mai le regole, col tempo assume un atteggiamento conformistico che lo svuota della sua soggettività.  Schiacciato progressivamente dal ruolo sociale che egli incarna, viene ad insinuarsi in lui un’inclinazione al rifiuto dei dogmi sociali e un desiderio di evasione che lo porta alla depressione.

gli incredibili

L’odio per lo stadio etico è sicuramente presente in Bob Parr. Bob è infatti  visivamente ispirato a Super man e James Bond, ma viene reso più comico da una forma goffa e panciuta da americano medio. Insomma un eroe vecchio stampo, svilito dall’omologazione della routine. L’unica possibilità che gli si presenta per sfuggire dallo stadio etico e riacquisire la sua vera personalità (quella di supereroe) è sacrificare la sua stabilità e quella della sua famiglia. Perciò accetta il misterioso incarico della bella Mirage e decide di tornare a combattere il crimine rischiando la propria vita.

L’approccio è semplice, ma profondo, adatto a un pubblico di bambini. Per Bird Gli Incredibili rappresenta un sacrificio. Il sacrificio della sua famiglia e della sua stabilità in cambio delle sue aspirazioni. Certo, il sacrificio che Bird fa attraverso la figura di Bob Parr è un sacrificio artistico. Un sacrificio immaginario,  esorcizzato dalla narrazione, ma pur sempre un sacrificio catartico.

Ed ecco la discrepanza fra vita reale e opera d’arte. Se nella realtà Bird non sacrifica la propria stabilità economica ed affettiva per le proprie passioni, ne Gli Incredibili il suo alter ego invece lo fa. Certo non ci sono ripercussioni negative alla fine, ma Bob Parr si assume un rischio nella finzione che Bird non si sarebbe assunto nella realtà.

È ovvio, nessuno sta attaccando Bird né si vuole rimproverarlo per aver scelto di far agire il suo personaggio in quel modo. Tuttavia bisogna ammettere che c’è un certo disprezzo da parte di Brad Bird per un determinato stile di vita che nella realtà egli non è mai stato in grado di criticare. La sua opera infatti è impregnata di una feroce critica verso l’omologazione sociale, che Gli Incredibili riescono a vincere, ma che nella realtà molti di noi faticherebbero a contrastare.

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